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17 marzo 2016

Philip Giordano: il sole sorge in silenzio

Philip Giordano

Philip Giordano

Sono molto onorata di ospitare oggi Philip Giordano, illustratore italiano che è certo un cittadino del mondo, essendo figlio di madre filippina e padre svizzero, e in più oggi residente in Giappone. L’occasione è data dalla recente selezione di alcune sue illustrazioni per la Mostra degli illustratori a Bologna, per cui incrociamo con lui le dita! Avevo già avuto modo di apprezzare i suoi lavori, ma oggi abbiamo l’occasione di recensire un testo che mi ha molto colpito l’anno appena trascorso e di cui presto potremmo vedere un seguito. Memorizzate le preziose parole che dedica al suo lavoro, perché credo che Quando il sole si sveglia ne sia una sintesi impressionante.

Cosa significa per te disegnare?

Fare una pausa dal mondo che mi sta intorno, crearne uno mio che mi permetta di fare ordine nella testa e stare per un po’ tranquillo.
Forse come diceva Thomas Stearns Eliot
«Il genere umano / Non può sopportare troppa realtà».

In che modo lavori e cosa ami del tuo lavoro?

Amo il lavoro di ricerca che si innesca quando inizio un nuovo progetto come ad esempio collezionare
materiale che possa essere di ispirazione: un libro, una pianta, un vaso di ceramica, il packaging di una scatola trovato al supermercato ma più di tutto amo i momenti di pace e silenzio quando disegno da solo a casa nella mia stanza.

Aver varcato la soglia dei 6 anni ha significato per mio figlio aprirsi a narrazioni piuttosto elaborate: testi lunghi con snodi narrativi, capitoli, colpi di scena. È un’esigenza nuova legata al volersi misurare, allo sperimentare, al cambiare. Nello stesso tempo però mi accorgo che inizia a sviluppare un gusto personale rispetto, ad esempio, alla scelta di un albo illustrato. Non è più solo la gioia di sentirsi raccontare una storia o la reazione rispetto alla proposizione di una storia particolare, Saverio inizia a prediligere alcuni testi, con certe parole, certi tempi, precisi contenuti.

Uno di questi è Stagioni di Blexbolex, un testo meraviglioso che anch’io amo particolarmente (e forse a questo punto potremmo perderci a parlare dell’influenza che la storia e i genitori hanno nell’affezionarsi ad un libro…) e che usa le parole in modo evocativo, poetico e nello stesso tempo racconta una storia vecchia quanto il mondo: quella del tempo che passa. Questa stessa magica sospensione, questa calma pacifica e rassicurante che i testi circolari sanno offrire al lettore l’ho ritrovata in un testo dell’anno scorso rivolto ai piccolissimi: Quando il sole si sveglia di Giovanna Zoboli e Philip Giordano. Giovanna Zoboli sceglie per la prima volta di rivolgersi esplicitamente ai piccolissimi e riesce egregiamente in questa impresa scegliendo di non fare nulla di diverso dal trattare seriamente i bambini e nello stesso tempo riuscendo a condensare nelle poche, pochissime parole scelte un mondo interessante da offrire ai più piccoli. Il cartonato di formato rettangolare ad angoli smussati (il primo cartonato per i Topipittori!) racchiude, dicevo, la storia circolare di una giornata scandita dal metronomo degli eventi: «quando il sole si sveglia, la luna scompare, il fiore sboccia…». Allo scambio di testimone sole/luna seguono 10 tavole di accadimenti: un soggetto ed un’azione, nulla di più. I protagonisti sono inizialmente e prevalentemente scelti dal mondo naturale, poi quasi impercettibilmente (attraverso gli animali “di famiglia” come il cane e il gatto) passiamo alla dimensione “umana” con l’automobile, la casa e il bambino. La scelta lessicale, in testi essenziali come questo, è cruciale e naturalmente (e con naturalezza), l’autrice sceglie parole sempre significative e non scontate: avremmo potuto trovare un uccello e invece c’è una rondine, avremmo potuto trovare una “classica” farfalla ma troviamo invece una mosca, il gatto avrebbe potuto miagolare invece «si stira» e il bambino avrebbe potuto fare mille cose, ma tra queste «sorride». Al sorriso schietto del bimbo segue lo snodo narrativo: «e quando si sveglia la luna?». Al sole che scompare fanno seguito i medesimi 10 soggetti incontrati prima, ma il fiore si chiude, la mosca si ferma, la rondine si posa…e il bambino? Sogna. A questo punto, se volete o se il vostro ascoltatore ve lo richiederà potrebe riprendere la narrazione dall’inizio in un circolo potenzialmente reiterabile all’infinito.

Philip Giordano impreziosisce questo testo con la sua sensibilità per i colori e le sue immagini. Su sfondi monocromatici “sporcati”, spicca la serenità, mai algida, ma piuttosto coinvolgente dei soggetti statici (anche le bocche aperte sono sorridenti: mi sono chiesta come faccia!). I colori piuttosto terrosi, mai vivaci, mi hanno ricordato i colori delle piastrelle antiche in ceramica, mentre l’assenza di linee di contorno attribuisce alle tavole un senso di moderna ariosità. L’illustratore sceglie di non descrivere minuziosamente il soggetto, sebbene esso troneggi protagonista indiscusso dello spazio, e neppure si limita a dare voce al testo, ma ne offre un’interpretazione e lascia che i piccolissimi lettori possano vederci una loro storia. Le linee e i volumi (spesso geometricamente ritmati) hanno una melodica ed imperfetta essenzialità (neanche i due occhietti neri del bambino sono uguali), tutt’altro che piatta, nonostante le immagini siano volutamente bidimensionali.

L’ho trovato un libro estremamente poetico e bello. Spero di poterlo mostrare presto a qualche piccino.

Quando il sole sorge
Giovanna ZoboliPhilip Giordano

24 pagine
Anno: 2015

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788898523207

Topipittori editore
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Anobii

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