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4 giugno 2014

Sorrisi, rasta, sguardi inquisitori, fuochi e fiamme.

Dal momento che il mio pargolo è al mare con i nonni e io posso finalmente lavorare ininterrottamente tutto il giorno, sono qui a crociolarmi e ad annusare il cuscino del mio patatone e a pensare cosa potrò fare con lui al mare tra un mese… Le mamme sanno essere patologiche 😀 io almeno sì.

Beh quindi, dal momento che non posso che parlarvi del mio Saverio, oggi vi presento un nuovo arrivo che ci ha subito conquistato: A chi somiglio? di Yu Jin (non il combattente cinese del II secolo, ma un autore sudcoreano di cui non sono riuscita a scoprire granché).

In quarta di copertina leggiamo «Un libro per raccontare ai bambini “da dove arrivano” e che non sono soli», io mi sono fatta fregare proprio da questa descrizioncina!

Eravamo appena usciti dalla biblioteca con 27, e dico 27, libri per le lunghe vacanze di Saverio (le nostre scorte di baci si contano in pagine…) quando Ibrahim un ragazzo senegalese ci ha bloccato per proporci di comprare dei libri di Terre di mezzo. Sorvolando su fatto che praticamente ce li avevamo quasi tutti, il ragazzo ha insistito fino a quando abbiamo dovuto cedere (ma è stato mio marito il primo a mostrare cenni di tentennamento, non ci crederete!) e io sono stata costretta a comprarlo: un libro di piccole dimensioni che è un gioiellino.

Il canovaccio della storia è stranoto: a chi somiglio? «Gli occhi allungati. Da chi li ha presi? Assomigliano a quelli del papà… È cocciuta come un mulo, sembra il nonno materno…». Per ogni coppia di pagine abbiamo il confronto della piccola protagonista e del familiare chiamato in causa: ci sono zii, zie, nonne, nonni, papà e mamme. La narrazione è molto gioiosa e divertita e la trama di legami caratteriali, fisici e comportamentali lega insieme persone anche per particolari impensabili: non è solo il naso o gli occhietti per cui mi riconosco parte della mia famiglia, ma è il modo di dormire, le passioni che ho, le piccole manie, un modo di essere, una capacità di stare nel mondo che apprendo, convivendo. In poche pagine l’autore coreano ci fa immergere nel cuore di una famiglia, un ambiente in cui si è amati e che è il centro di scambi emozionali, ma anche fisici e caratteriali che rende ogni nucleo unico: un organismo vivo accogliente, in continuo ampliamento, ma con una precisa fisionomia che si modifica, ma che in un certo modo si perpetua. Sono legami di sangue, ma sono legami veri e amorevoli di accettazione dell’altro e di riconoscimento nell’altro di un dono all’alveo pulsante iniziale fatto da quel uomo, che tanti anni fa, ha sorriso a quella donna e che, insieme a lei, si spalanca ad altro da sé.

I disegni a contorni vivi spiccano spesso su sfondi di colori tenui; le illustrazioni digitali sono rese meno piatte grazie ad effetti tipo spatola. L’effetto complessivo è allegro e semplice, senza particolari pretese artistiche, ma curato nei particolari (i familiari ad esempio si riconoscono nel loro albero genealogico).

Io mi sono sbizzarrita pensando alla versione personale allargata che potremmo fare del libretto: Saverio per esempio dovrebbe scrivere… no, non vado avanti perché i miei familiari potrebbero vendicarsi 🙂

Comunque la storia è piaciuta subito a Saverio e l’abbiamo letta e riletta per giorni e giorni, alcune scene lo hanno fatto anche ridere: il cottonfioc nell’orecchio e il writer su tutte.

«Un libro per raccontare ai bambini “da dove arrivano” e che non sono soli» recita la presentazione dell’editore: perché è questo legame che costituisce ogni bambino e gli permette di andare a scoprire il mondo (anche il mare!).

P.S. se poi sfogliate le foto alla ricerca della composizione per il blog e sentite delle canzoni strappalacrime potete anche piangere o ridere. La gravidanza di Saverio mi ha irreparabilmente danneggiato gli ormoni.

A chi somiglio?

Yu Jin

32 pagine
Anno: 2012

Prezzo: 8,00 €
ISBN: 9788861892088

Terre di mezzo editore

Anobii

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