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24 febbraio 2016

Una calda sciarpa rossa

Rimaniamo in Antartide con il libro di oggi che ci racconta un’altra versione della convivenza dell’uomo e della natura in un ambiente estremo. Anche in questo caso la convivenza è mediata, letta e raccontata attraverso la storia di un’amicizia, quella tra un piccolo pinguino e un cuoco della base Antartide. Parliamo di Una calda sciarpa rossa di Sen Woo.

Nella confusione e nel costante mormorio del lavoro scientifico di una base di osservazione e studio, il cuoco Fausto si accorge di un pinguino che raccoglie spazzatura, paradossale condanna in un ambiente che prima dell’avvento dell’uomo era incontaminato e in equilibrio. Fausto regala del cibo al pinguino, ma anche una sciarpa di lana rossa (che bello questo simbolo che quasi come sangue lega e annoda il destino di due amici!), e soprattutto un nome: “Teo”. «Fausto avvolse al collo del pinguino una calda sciarpa rossa. E così diventarono amici!». I giorni passano regolati e scanditi dagli incontri dei due amici, fino a quando una tempesta di neve fa scomparire Teo e allora Fausto parte alla sua ricerca. Le scoperte sono inaspettate: non solo oltre la base lo spazio è magico e affascinante, ma lo stesso Teo, ritrovato, nasconde un segreto: abbandonato piccino, ma probabilmente quasi autosufficiente, il piccolo pinguino si sta prendendo cura di tutti i fratelli ancora custoditi nelle uova e lasciati dalle madri pinguine partite alla ricerca di cibo e mai più tornate, a causa dell’impatto umano sul delicato clima antartico. Fausto, consapevole o meno del ruolo umano in questa tragedia, non ci mette più di un secondo ad adottare, insieme a tutto lo staff della base, le decina di uova. La base Antartide, da freddo e lucido laboratorio che era, diventa un luogo scientifico votato alla cura e all’assistenza delle forme di vita: le uova vengono amorevolmente e creativamente accudite, avvolte, riscaldate, covate. «Nessuno ancora se ne poteva accorgere ma… dentro ai gusci, giorno dopo giorno, avvenivano invisibili miracoli».

Lo studio e l’analisi diventano attesa: tutti aspettano finché un bel mattino «toc, toc, toc! frsh, frsh! pum, pum!». La base è invasa da un esercito di pinguini curiosi e irrefrenabili.

«“Teo! Dove sei? Sono nati i piccoli!” Fausto correva cercando il suo amico “Teo!” … Ora lo loro Base poteva davvero chiamarsi Antartide».

Della storia ho apprezzato la proposta del tema più esplicitamente ambientale attraverso il racconto di un’amicizia: mi è sembrato convincente e realistico. Le battaglie si fanno ragionevolmente e i cambiamenti toccano il cuore se sono fatti per qualcuno di reale. La scelta dei caratteri poteva essere più curata: se da una parte è bello il carattere del titolo (anche se le maiuscole sembrano a caso!), dall’altra è inutilmente “giocoso e irregolare” il font della narrazione.

Ciò che mi aveva colpito immediatamente e che aveva destato la mia attenzione era la tecnica illustrativa scelta dall’illustratore, che integra disegno e scenografia tridimensionale. Le figure sono infatti disegnate e bidimensionali, sovrapposte e inserite in scene tridimensionali costruite in scala con grande realismo, con una tecnica che per certi versi ricorda quella dei presepi napoletani. Le tavole sono poi fissate e riprodotte attraverso la fotografia, avvicinando questo testo ai film realizzati con la stop motion e ad altri esperimenti del genere, quali la riuscitissima serie di Villa Topi.

L’accumulo di tecniche diverse aumenta le attenzioni necessarie alla cura dell’immagine (luci, ombre, colori, esposizione…) e purtroppo l’effetto di alcune tavole è un po’ scuro, ma l’esplorazione di metodi diversi implica un rischio proporzionale.

Ho molto apprezzato la scelta della lana, materiale antitetico al freddo, ma proprio per questo capace rendere palpabile la storia. Come accade con illustrazioni di questo tipo i dettagli sono l’elemento che deve essere curato con attenzione certosina, perché la finzione narrativa regga: l’autore in tutto il testo riesce a mantenere un buon livello di coerenza e attenzione.

La narrazione è corposa e quindi la lettura va indirizzata a bambini sopra i 5 anni o letta a puntate. La lettura ad alta voce è facilitata dai dialoghi frequenti e dall’ampia dimensione delle pagine. Il mondo tridimensionale invita alla contemplazione solitaria e i bambini che li apprezzano potranno perdersi tra i barattoli in miniatura, i riccioli del pelo di Teo, le lampade di maiolica, le giostrine di feltro e gli alambicchi.

A noi è mancata la neve questo inverno che sembra volgere decisamente al termine: come consolazione godiamoci insieme questa calda sciarpa rossa.

Una calda sciarpa rossa
Sen Woo

40 pagine
Anno: 2013

Prezzo: 18,00 €
ISBN: 9788851802417

Sironi editore
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Anobii

Comments

  1. Inserito in lista desideri.
    Dalla tua recensione sembra un libro ricchissimo, da non perdere.
    Grazie.

    • Lo è! grazie a te 😀

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