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12 ottobre 2015

Trovare conforto. La parola a Jimmy Liao.

 

jimmy liao

Con grandissimo onore oggi possiamo impreziosire il mese dedicato a Jimmy Liao con un’intervista che ci ha concesso e per cui lo ringraziamo. Erano mesi che mi arrovellavo intorno ai suoi albi e il desiderio di chiedergli di persona alcune spiegazioni cresceva, ma come sapete Jimmy è un autore piuttosto schivo. Gran parte del merito di questa occasione, infatti, ci è stato offerto da Silvia Torchio: è lei che ha interceduto per me presso Jimmy, è lei che ha tradotto le sue risposte e quindi a lei va tutta la mia riconoscenza.

Quando si leggono i suoi libri l’impressione è che lei abbia da dire talmente tante cose che le pagine non bastano. Eppure la sua non sintesi è affascinante in un mondo che tenta sempre di sintetizzare, ridurre…

Questo può essere dovuto al fatto che per me non sono opere concepite per bambini, quindi se paragonate a queste, sono molto più lunghe. La lunghezza delle mie opere è adatta a lettori che vanno dai ragazzi agli adulti, questo è il mio intento. Io stesso non voglio deliberatamente creare delle opere lunghe, ma per una conseguenza logica, lascio che lo sviluppo del contenuto si compia come è necessario che sia. È come se fosse l’opera stessa a fare il suo corso, e come autore io possa solo “assecondarla”.

Lei racconta di temi universali, di amore, morte, dolore eppure il suo mondo iconografico è ricchissimo di richiami orientali e il lettore occidentale ha spesso l’impressione di non comprendere a fondo la maggior parte dei riferimenti. Cosa c’è della sua tradizione nei suoi libri?

Sono cresciuto in una città moderna, in cui si studia anche la pittura occidentale e a Taiwan, tutti, dai critici ai lettori, pensano che i miei contenuti siano occidentali. Ma quando poi le mie opere sono state tradotte in Occidente, i lettori e i recensori europei e americani, invece, hanno iniziato a sostenere che i miei libri fossero ricchi di immagini orientali, lasciandomi spesso confuso. In realtà mi è difficile spiegare quali siano le tradizioni culturali, poiché già Taiwan è di per sé un crogiuolo di culture e quindi è complicato  riconoscerle e credo che alla fine la parte occidentale venga ritenuta orientale. I lettori taiwanesi molto spesso mi domandano perché le mie illustrazioni abbiano questo gusto occidentale, e io posso solo dire che effettivamente ho studiato la tecnica occidentale e che, dall’uso del colore al layout, non utilizzo i modelli tradizionali asiatici. Ma quando i lettori occidentali mi fanno domande sulle immagini della tradizione orientale che riempiono le mie opere, non so davvero cosa rispondere. Quello che so è che tra le mie opere e gli albi illustrati che i lettori taiwanesi considerano ricchi di elementi tradizionali, la differenza è molto grande.

jimmy liao

I suoi personaggi principali sono tutti umani, ma gli animali sembrano svolgere dei ruoli chiave in tutte le sue storie (penso al cane della Voce dei colori, ma anche le balene di Una splendida notte stellata o la carrellata che troviamo in Abbracci): che cosa rappresentano per lei?

Mi piace la conformazione degli animali e inserire la loro immagine nelle opere crea delle sensazioni diverse. Mi piace che appaiano nelle mie illustrazioni. Nel mio primo albo Secrets in the Woods c’è un coniglio, che io considero come un vecchio amico e, quando ne ho l’opportunità lo faccio apparire in altre opere, così che possa salutare i lettori.

Il dolore è un momento chiave di tutti i suoi lavori e i personaggi che lo attraversano lo vivono in tutta la sua drammatica tragicità, senza sconti. Eppure nessuno è travolto per tutti c’è una possibilità di riscatto: a cosa è legata questa possibilità?

Ho bisogno che alla fine di un percorso ci sia conforto, ma non c’è modo per prescindere dal dolore dei personaggi. Il motivo è soprattutto dovuto al fatto che nella creazione di queste opere esprimo i miei sentimenti, e attraverso le opere io stesso trovo conforto. Quindi per me è indispensabile che i personaggi possano trovare una via d’uscita nella vita, anche fosse solo in un barlume di speranza.

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Nelle sue storie gli adulti, spesso hanno ruoli controversi, spesso sono tristi, solitari e lasciano tristi e soli anche i piccoli protagonisti: non c’è speranza per lei nel mondo adulto?

Nelle mie opere normalmente i protagonisti sono bambini o adolescenti, mentre il ruolo degli adulti è piuttosto pesante, con una valenza negativa in contrapposizione ai protagonisti, senza però che i lettori si riflettano in queste immagini. Non direi che non ci sia speranza nel mondo adulto, è solo che è sempre necessario che ci siano personaggi impegnati a far fronte alle difficoltà, che però spesso si incontrano quando si diventa adulti. Il percorso di crescita è una tema che ricorre spesso nelle mie opere, così come la solitudine, che non è quella superficiale, che può anche essere una scelta di non avere accanto gli affetti, ma è la solitudine interiore del confronto con se stessi. La gestione di tale solitudine è qualcosa che porta alla riflessione sulla propria individualità e che sicuramente si verificherà. Non è una cosa negativa, ma ciascuno deve costantemente riflettere a livello filosofico ed è il tema eterno della vita di ogni persona.

jimmy liao

Sito ufficialehttp://www.jimmyspa.com

Bibliografia aggiornata al 2013: JIMMY_LIAO_works_2013

Opere tradotte in italiano:

La voce dei colori, Edizioni gruppo Abele, 2011

La luna e il bambino, Edizioni gruppo Abele, 2012

Una splendida notte stellata, Edizioni gruppo Abele, 2013

Abbracci, Edizioni gruppo Abele, 2014

Se potessi esprimere un desiderio, Edizioni gruppo Abele, 2015

 

Comments

  1. Quanta bellezza racchiusa in questa parole, quanta trapela da queste immagini, da tutto una profonda umanità.
    Grazie per questo spiraglio su un autore meraviglioso che non conoscevo.

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