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16 dicembre 2017

Strenne di Natale: giorno 16

Quella di oggi è una chicca più rivolta agli adulti che ai bambini, un volumetto di grande valore che inaugura una collana che gli appassionati aspettavano da quasi 60 anni. Iperborea infatt riporta in Italia, dopo Linus che le pubblicò negli anni ’60, le strisce di fumetti dei Mumin di Tove Jansson.

Un evento da celebrare che si spera riesca ad offrire le reali dimensioni dell’universo Mumin al un pubblico italiano che ultimamente è abituato a riduzioni un po’ zuccherose (le ultime edizioni delle storie dei Mumin, per Salani, si datano ormai a più di 10 anni fa) interessanti per introdurre dei personaggi unici nel panorama della letteratura dell’infanzia, ma comunque un po’ sfalsate.

La prima avventura, di 21 puntate, è intitolata Mumin e le follie invernali e dunque non poteva essere più pertinente al momento presente in cui il freddo, la neve, le sciate e le battaglie a suon di palle ghiacciate sono all’ordine del giorno, se non nella realtà quantomeno nell’immaginario di dicembre.

Il volumetto in brossura sviluppato in orizzontale segue il ritmo binario-ternario-quaternario delle strisce originali, prima del frontespizio una breve introduzione presenta i personaggi: «I Mumin sono una famiglia di troll speciali, simili a buffi e amichevoli ippopotami, nati nel 1946 dalla fantasia di Tove Jansson. Avventurosi, eccentrici, comici e poetici, si distinguono per la loro ospitalità e apertura al mondo che li porta a circondarsi di una galleria di altri curiosi personaggi, a metà tra le fattezze umane e quelle degli animali più strani. La famiglia è composta da…». Questo breve ma dettagliato testo si offre per orientarsi in un universo in cui si è catapultati senza altra introduzione dalla prima striscia: non che vi siano dettagli incomprensibili nella storia, ma la contestualizzazione, a mio avviso, è utile, anche perché appaiono diversi personaggi dell’universo Mumin, per brevi interventi nella trama.

L’avventura ha tutto il gusto un po’ assurdo, ingenuo e pungente del mondo Mumin: il tutto si apre con Mumin che scambia per vetro la lastra di ghiaccio che ricopre lo stagno, poi prosegue con l’idea di sopravvivere all’inverno andando in letargo «come facevano i nostri antenati».

Ravveduti a riguardo dello strano progetto a causa della noia che dopo pochi secondi affligge l’intera famigliola, i Mumin incappano in Brio un sedicente amante degli sport invernali che cerca di coinvolgerli nelle più disparate attività. Sbalorditi dall’eccentrico personaggio, i Mumin chiamano in aiuto Mimla: «“La valle dei Mumin è invasa dal terribile signor Brio!” “Davvero ama così tanto la neve e il freddo?” “Sì, e lo sport! Da non crederci…” “SSST è lui… guarda che fa!” “Quell’uomo è pazzo” “Salve signorina! Vuole fare una sana nuotatina con me?… Niente di meglio per tenersi in forma” “Allora? Non è pazzo?” “Sì-ì… ma è così virile!”». Il freddo si intreccia con il fascino dell’aitante quanto borioso personaggio, con Mimla decisa a conquistarne il cuore, Grugnina persa dietro carisma sportivo, una foca permalosa incapace di perdere (che però promette di farlo), Puzzolo che cerca di sbrogliare le incomprensioni facendo invece scoppiare una risa e poi valanghe, feste al chiaro di luna, amori non corrisposti e statue di neve.

I fili narrativi sono differenti: seguiamo il tormento amorosi di Mimla, la gelosia sfrenata di Mumin, la parabola permalosa di Brio… e tutti concorrono ad arricchire il quadro composito e molto curioso dell’avventura narrata. Non vi sono didascalie e non vi sono pensieri, tutto il testo è affidato a dialoghi, sempre pertinenti e con una lingua molto curata e regolare. La storia ha uno svolgimento ritmato e si conclude felicemente. Non sono posti al centro, ma costituiscono elementi fondamentali della trama, il tema dell’amore non corrisposto e dell’egoismo e poi la gelosia, la vendetta e l’incapacità di perdere, temi che vedo più pertinenti ad un pubblico sopra i 10 anni, non per crudezza o inappropriatezza, ma per una mera questione esperienziale, tuttavia il testo è in stampatello minuscolo e niente vi vieta di regalarlo ad un lettore in erba!

Un classico senza tempo, un universo inimitabile con regole e personaggi unici nel loro genere, un’ironia sottile e molto vera, un’ingenuità genuina e trasparente, una collana che non dovete farvi scappare!

P.S. Qui un godibile articolo dell’autrice sulla nascita dei Mumin.

Mumin e le follie invernali
Tove Jansson – Sofia Sacchi (traduttrice)

96 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 12,00 €
ISBN:9788870912128

Iperborea editore
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Comments

  1. Grazie per il consiglio! Bel libro da mettere sotto l’albero di Natale 🙂

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