Un eroe può non aprir bocca? Un eroe può non voler altra ricompensa dalle sue gesta che un’amicizia leale? In un mondo narcisista che, in un modo o nell’altro, vuole un riconoscimento tangibile del proprio impegno, Lupo Guido riporta in libreria due bestseller di Tomi Ungerer, al cui centro ci sono due eroi muti (un polipo e un serpente) e le cui vicende hanno, nel mio sentire, evidenti richiami paolini: «La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto».

Emil è un placido e tranquillo polipo oceanico che un giorno si trova nella situazione di poter soccorrere un uomo, il capitano Samofar, sorpreso da uno squalo feroce «mentre camminava sul fondo dell’oceano». Il palombaro, ripresosi dopo un necessario goccetto ricostituente, cosa fa? Offre dei soldi al suo salvatore? Promette di celebrarlo nelle dichiarazioni che rilascerà in diretta Instagram? No. Lo invita ad andare a vivere con lui e gli preparare una bella vasca (con tubi in rame a vista!) ben salata. La conformazione fisica di Emil (geniale la scelta dell’autore!), si rivela assai consona ad un sacco di attività quali suonare musica classica su diversi strumenti contemporaneamente, insegnare a nuotare e salvare fino a 8 bambini che si allontanassero tra le onde del mare, far ridere i bagnanti con le sue metamorfosi curiose… Emil, instancabile e generoso, si impegna quotidianamente e lavora in spiaggia e con il suo amico Samofar sulla motovedetta della polizia, incappando in una avventura memorabile condita di sparatorie e inseguimenti. E quando finalmente il suo valore viene riconosciuto pubblicamente («i poliziotti battezzarono Emil la loro nuova nave»), Emil che fa? Decide di tornare a vivere in fondo al mare anche se «nessun mare era tanto profondo da riuscire a separare il palombaro (il capitano Samofar ndr) dal suo eroe a otto tentacoli». 

La storia è avvincente, ricca di situazioni e svolte narrative inaspettate, l’ironia che serpeggia non è astrusa e sottilmente rivolta agli adulti, ma chiaramente percepibile dai bambini che ne gustano gli aspetti impensabili, dipanati pagina dopo pagina.

La contrapposizione buoni/cattivi è chiara, come solo le fiabe e i racconti di un tempo sapevano definire: il bambino capisce subito che i contrabbandieri sono cattivi, anche se probabilmente non ha mai sentito questa parola, così come intuisce immediatamente l’animo gentile, appunto, di Emil e del suo amico Samofar.

In un gioco di verdi e rossi tenui, dove è la linea nera a fare da padrone nel suo incedere incerto, eppure così espressivo, le pagine scorrono veloci e i lettori si animano nel seguire le immagini che si spostano, si focalizzano, si allargano…

Tomi Ungerer aveva un talento unico nell’organizzare le illustrazioni nelle pagine, utilizzando spesso il bianco per direzionare lo sguardo dei lettori, da una parte all’altra della tavola, in un ritmo che è tutto tranne che altalenante.

Un libro che ridà speranza e voce a chi crede che lavorare per il bene, nel piccolo orizzonte della propria giornata, cambi il mondo e che pensa che i legami e i rapporti siano ancora essenziali, in un cammino verso la felicità.

Un’ottima prima lettura (per i primi lettori) e una storia splendida per bambini dai 4 anni in su (si può proporre anche prima, ma è richiesta una buona dose di attenzione!).

Emil, il polpo gentile Tomi Ungerer 32 pagine Anno 2019 Prezzo 15,00 € ISBN 9788885810174 Editore Lupo Guido
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