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14 febbraio 2019

C’era una volta e c’è ancora lo ridente borgo nomato Castelguelfo

Tosca dei boschi  è un graphic novel davvero interessante, a firma Teresa Radice e Stefano Turconi, la cui ricchezza narrativa e illustrativa è coinvolgente e avvincente.

La storia scorre lineare, seguendo il canovaccio dei romanzi cavallereschi (matrimoni combinati, amori clandestini, tradimenti, esecuzioni, scambi di identità…), quello che però impreziosisce questo arazzo, come fili d’oro sapientemente inseriti nella trama, sono alcuni dettagli che rendono la storia unica e originale.

Innanzitutto vi è una cura interessante della lingua nella costruzione della cornice narrativa sia nella resa caratterizzata del parlato dei personaggi. 

Il frontespizio recita in caratteri simil gotici: «Tosca dei boschi tratto da Le cronache di Castelguelfo redatte da frate Cosimo da Volterra (quattordicesimo secolo)». E in effetti l’incipit della storia ci immerge immediatamente nelle pagine miniate di un vecchio monaco  intento al suo lavoro, riscaldato dal tepore di un fuoco allegro. La storia è dunque una memoria medievale, raccontata esattamente come in un a cronaca antica, come la lingua testimonia: «C’era una volta e c’è ancora…lo ridente borgo nomato Castelguelfo…». 

La vicenda ruota intorno a questo borgo toscano e alla casata di Granito Fieramosca che è in procinto di concedere la mano della sua unica splendida figlia, la duchessa Lucilla, al vicino casato Tornaforte, per sancire un’alleanza familiare e politica. La vicenda si infittirà tra tradimenti e patti alternativi, innestati sulla storica (reale) rivalità tra Siena e Firenze, e l’apparire di una coppia di fratelli, l’ardimentosa e ladra Tosca e il timido e coltissimo menestrello Rinaldo. Punto fermo, dentro e fuori dalla storia, è frate Cosimo, precettore di Lucilla, uomo buono ed equilibrato maestro. Chi sono veramente Tosca e Rinaldo? Chi sposerà Lucilla? Il tradimento dei Tornaforte da chi è orchestrato? La guerra scoppierà? Esistono alternative ad assedi e violenza? Lucilla scoprirà la vita fuori dalle mura del castello?

Nel dipanarsi dell’avventura, il moto costante che non verrà mai meno è rappresentato dal crescere dell’amicizia tra Lucilla e Tosca e dal costituirsi dell’amore tra la duchessina e Rinaldo. Lieto fine assicurato!

Se lo svolgimento, dunque, potrebbe sembrare abbastanza scontato, non lo è invece la reale modalità in cui è narrato.

La mimesi dell’italiano antico (che antico è naturalmente solo in parte, preservando la comprensione di ogni lettore che vi si accostasse) rimane insieme al carattere gotico nelle didascalie del fumetto, improntando la narrazione di un profumo di autenticità e storicità molto suggestive: «Lasciata Siena, fa ritorno ne’ le terre sue lo nobile duca de Castelguelfo e lo pensier suo è colmo de immagini de battaglie. Ripensa egli allo compito che lo attende eccitante e terribile a la stessa manera».

Dall’abbrivio, poi, la vicenda si snoda in vignette ricche, dove la lingua modella la caratterizzazione locale di alcuni personaggi: « “Questa l’è un ricordo dello scontro co’ pisani… e questa l’è i’ regalo d’una caccia all’orso. L’animale s’è anche mangiato du’ dita di’ piede…”», «“c’è già la tu’ mamma che preme per avere più spazio per il guardaroba”». Molto interessanti infine le citazioni autentiche di opere medievali (Dante, Petrarca, san Francesco, Gherardello da Firenze), affidate ai canti di Rinaldo e di Fra’ Cosimo che rendono concreto il sentire dei personaggi che vivono esattamente il tempo delle Tre grandi corone: «Benedetto sia ‘l giorno, e ‘l mese et l’anno et la stagione e ‘l tempo et l’ora e ‘l punto e ‘l bel paese e l’ loco ov’io fui giunto da’ duo begli occhi che legato m’hanno». 

Il ritmo della narrazione è incalzante e le vignette – ricchissime – mantengono un livello altissimo di dettaglio, senza che l’azione ne venga rallentata. 

Ho apprezzato che, pur nell’adesione ad una serie di motivi ricorrenti nel genere, alcuni cliché siano stati violati, primo tra tutti la contrapposizione (che non c’è!) tra Tosca e Lucilla che mostrano due lati della femminilità entrambi leciti e non per forza in competizione: puoi essere cavallerizza o principessa senza che questo sia meno dell’altro!

Il carattere gioioso e solare dei personaggi di Stefano Turconi è immerso in un spazio curato fin nel particolare, dagli abiti agli interni, dai decori agli oggetti. Gli spazi architettonici e naturali si offrono ai lettori con una disarmante bellezza spontanea che richiama i più begli scorci della tradizione disneyana (in primis La spada nella roccia!). Non scontate alcune scelte illustrative con sovrapposizioni di piani e scelte di punti di vista che si mescolano con armonia naturale tra le pagine.

La storia sarà apprezzata pienamente dopo i 10 anni, quando il mondo medievale sarà già stato incontrato dai ragazzi, tuttavia la dose di avventura, il ritmo concitato degli eventi e la simpatia travolgente dei personaggi affascina da prima e dal momento che non vi sono argomenti incomprensibili sarà tranquillamente proponibile a buoni lettori dagli 8 anni.

Tosca dei boschi
Teresa Radice – Stefano Turconi

160 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 19,00 €
ISBN: 9788832731293

Bao editore

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