Essere sposati con un designer, nel mio caso, non dà molti problemi, anzi i vantaggi registrabili in termini di competenza tecnico-pittorica, sensibilità per il bello e amore per l’arte sono indubbi, ma il mondo del design è pieno di insidie e trappole nascoste. È impresso in me, con segno indelebile, il ricordo di una cena a casa di amici architetti dove la sadica compagnia mi pose davanti un oggetto, per me di una forma incomprensibile, sfidandomi non solo a riconoscerne il nome (Il nome?!? Ma che gli oggetti hanno un nome proprio che si deve ricordare??? Non sono mica borse.), ma anche l’autore (????), sorvolando sul fatto che io non riuscivo neanche ad immaginare a che cosa potesse servire (Mmmmmm è un alieno di Mars Attack?). Tra grasse risate, neanche troppo contenute, mi fu rivelato l’arcano: era il famosissimo Spremiagrumi Juicy Salif di Philippe Starck. Ecco. Sì. Stavo per dirlo.

Da quel giorno mi si è aperto un mondo, perché sai a frequentarli (e ad amarli) i designer finiscono per portarti in un mondo che se all’inizio sembra assurdo (le nostre lampade in cucina si chiamano Supergiù…), poi ti rivelano una diversa sensibilità al bello. Un linguaggio che parla delle stesse cose che colpiscono te: così tutto si arricchisce e, anche se mai nei tuoi decennali studi hai incontrato Isamu Noguchi, magari invece ricordi la casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright e ti rappacifichi, pensando di avere qualcosa in comune con lui.

Comunque, cari architetti, designer e amanti del genere I tre porcellini di Steven Guarnaccia è il libro per voi e per i vostri, figli, nipoti etc. Eh sì perché il poliedrico Steven, tra una mostra al MoMa, il lavoro al New York Times e mille altri progetti ha confezionato questa storia per sé e per tutti voi. I protagonisti sono infatti i tre porcellini che conosciamo tutti, ma loro sono tre architetti, e se nella “obsoleta” storia il primo costruiva una casa di paglia, il secondo di legno e il terzo di mattoni, qui il primo maialino «pigro» ne costruisce una con rottami e lamiere (che però assomiglia moltissimo alla casa di Frank Gehry, se non lo conoscete guardate qui), il secondo «vanitoso» una tutta di vetro (che vi ricorderà “certamente” la Casa di vetro di Philip Johnson) e il terzo, «un tipo pratico», una di pietra e cemento (e qui potreste cavarvela come me, perché è quella di Frank Lloyd Wright). Date queste premesse, si potrebbe subito decidere di non dare neanche una chance a questo libro, soprattutto se i lettori deputati hanno un’età che non supera la decina, invece Steven Guarnaccia, a parte queste iniziali licenze poetiche, scrive un libro per bambini o meglio trascrive con onesta attendibilità la vera storia dei tre porcellini, quella che è stata tramandata per secoli. Questa scelta di aderenza alla storia originale è importante, perché, se le illustrazione come vedremo daranno molte soddisfazioni agli adulti, la possibilità del successo anche tra i piccoli lettori è data proprio dalla semplicità del testo: le frasi brevi, le ripetizioni e il discorso diretto con possibilità di mimo («Allora soffierò e sbufferò fino a quando la TUA casa non crollerà») danno vita da una narrazione animata e facilmente comprensibile. Le illustrazioni, invece, mostrano un duplice livello di comprensione e di fruizione: da una parte ci sono i riferimenti adulti e colti (Casa Gamblela Conica di Aldo Rossiil Monumento per la Terza Internazionale, lo Spremiagrumi Juicy Salif, la Sedia Cantilever, ma anche Domus in mano all’elegante maialino…), dall’altra una ambientazione che ai più piccoli sembra strana, ma che nell’ironia della narrazione non suscita preoccupazioni. Probabilmente Frank Gehry non si aspettava di sentire descritta come «una casa di rottami e lamiera» la sua Casa Gehry, tuttavia per il mio quattrenne (e anche per me, ammettiamolo!) la descrizione non poteva corrispondere più esattamente all’illustrazione. Il lupo con il chiodo, gli occhiali da sole in motocicletta (non una qualsiasi, naturalmente, ma la Voxan GTV 1200 di Philippe Starck), poi, strappa grandi risate. Gli oggetti di design e le architetture si inseriscono nella storia anzi e se a volte sembrano posticciamente posizionati (come nel caso del banchetto del mercato…), altre, se non cercate con attenzione, possono sfuggire (alcuni edifici si intravedono di sfuggita nei progetti svolazzanti). Questo dà la possibilità ai grandi di godere segretamente di una trama di riferimenti e ai piccoli di non perdere il filo della storia e anche di giocare con la mamma come con un vero e proprio wimmelbuch: nei risguardi infatti Steven Guarnaccia fornisce una miniatura con descrizione di ogni elemento “particolare”, così io con Saverio ci siamo scatenati nella ricerca e anche in un quiz al papà! Gli sfondi bianchi e la scelta geometrica ma comunque descrittiva degli elementi risulta infine facilitante e nello stesso tempo divertente, regalando al libro un bel ritmo allegro.

Un libro che può essere tranquillamente goduto da bimbi di 3 e 4 anni, ma che forse trova il suo vero compimento solo se qualche adulto può divertirsi con il secondo livello di rappresentazione.

I tre porcellini
Steven Guarnaccia-Francesca Novajra 
(traduttore)

36 pagine
Anno: 2008

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788875701970

Corraini editore
Anobii

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