Image
Top
Menu
11 marzo 2019

Acerbo sarai tu

Vorrei essere un poeta.

Vorrei sapere legare stretti alle parole i momenti che sto vivendo con i miei figli ancora piccoli: le risate contagiose dei 9 mesi di Teresa, le carezze e le mosse da ninja dei 4 anni di Hutai, i baci e il profumo delle guance dei 9 anni di Saverio prima che vada a dormire… e poi le parole che rivelano testoline piene di pensieri.

Questo desiderio è nato in me, prepotente, dopo aver letto Acerbo sarai tu di Silvia Vecchini. È una raccolta di poesie che si potrebbe superficialmente definire sull’adolescenza, anche se io credo che bisognerebbe invece parlare di poesie adolescenti, senza caricare questo aggettivo dei pregiudizi o delle riduzioni che si fanno su questa età.

Silvia Vecchini, con una lealtà che credo le sia donata dal rispetto e dallo stupore generati osservando i suoi figli, si fa adolescente, o meglio trova nel suo cuore l’eco di quei momenti e li lascia raccontare liberamente, attraverso la poesia, senza che questo suo farsi adolescente risulti imposto e posticcio. Quello che nasce è una raccolta di attimi veri e stupendamente vibranti, ma soprattutto commoventi.

In questi giorni leggevo la trascrizione di un incontro di una monaca biblista che parla dell’animo dei ragazzi. Lei dice che i bambini hanno un’anima adulta, che ognuno di noi nasce con un’anima adulta. Quanto è vero! L’anima e il cuore, con le loro esigenze fondamentali, sono già lì, tra la carne e i sorrisi di quei 9 kg che ormai pesa, ad esempio, la mia Teresa. Crescendo non cambia l’anima, non mutano i desideri (nella loro natura profonda), la sete di felicità è già tutta lì… non c’è paradossalmente acerbità all’inizio, se non quella prodotta poi dal tempo e dal non esercizio del cuore degli adulti. In questo senso il titolo della raccolta Acerbo sarai tu è perfettamente calzante: l’acerbità, se pensata come incompiutezza, è piuttosto data dalla compassata pigrizia e arrendevolezza adulta, mentre i ragazzi sono la disarmante e disarmata testimonianza della vita elementare, vera, cruda.

I 28 componimenti vanno affrontati e accettati con questo spirito: le parole chiedono immedesimazione e non ricordi condiscendenti al tempo che fu. Solo in questo modo Silvia Vecchini rinverdisce dolorosamente il cuore dei lettori con l’acerbità forte del gusto originario e inviolato dell’essere. Acerbo e immangiabile, ovvero non divorabile da nessuno, integro.

«acerbo sarai tu / talmente aspro / immangiabile da non volerne più / e poi chi ha detto che devo / piacere a te? / Io di certo no / a me va bene / il sapore che ho».

Si passa dai primi innamoramenti, al fiorire della propria identità, all’esperienza della noia, ai pensieri sul fare e sull’essere e si passa poi all’amicizia, il cordiale fascino che gli altri esercitano potentemente sugli animi giovani. Guardarsi allo specchio e non riconoscersi, crescere, guardare i propri genitori e non capirli e non capirsi… e poi invece capire, pensare, sostenere il proprio pensiero, avere voglia di farlo. Avere paura e non averne più, desiderare di non averne ed esserne dominati. C’è moltissima quotidianità che interroga tra le righe di queste poesie e tra i mille pensieri che si azzuffano: la scuola, il tram, la musica, il cielo… Con armonia musicale, le rime e le assonanze creano un ritmo danzante e quieto che – se possibile – amplifica ancora di più il piacere della lettura.

Le poesie di Silvia Vecchini a ben guardare hanno sempre questa impronta primigenia, realissima ed esatta ma in questa raccolta, forse per la mia storia personale, l’ho sentita incidere più decisamente.

«Era tutto bianco e lento / Io guardavo e guardavo. / È stato un momento, / ma ho sentito davvero / nevicare anche dentro».

Francesco Chiacchio fa un lavoro magistrale, creando una galleria di volti e colori impressivi. Uno stile pittorico dove linee e colori dialogano in modo emozionante: non illustrazioni, ma veri e propri dipinti tra cui soffermarsi, come in una mostra, interrogando le tele. Non c’è una immediata relazione tra parole e figure, ma una comunione di intenti e di posizione molto intima che si percepisce chiaramente, anche nelle pause occupate interamente dalle immagini che travalicano e spingono con energia i confini delle pagine.

Un plauso va attribuito, infine, agli editori che con questa collana di poesia non si accontentano mai di un format semplicemente bello, ma per ogni raccolta di testi lavorano sulla scelta delle font, sull’impaginazione, sull’equilibrio e l’accordo tra testi e immagini: bravi!

Un libro toccante, quasi un albo illustrato, per ragazzi dai 10 anni e per adulti dal cuore acerbo, altro che libri sulle emozioni!

Acerbo sarai tu
Silvia Vecchini – Francesco Chiacchio 

80 pagine
Anno: 2019

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788833700137

Topipittori editore

Lascia un commento