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18 dicembre 2015

Fiume lento

Ermanno Olmi nell’introduzione dice tutto, anche perché Fiume lento è un libro senza parole, ma molto eloquente: «E sicuramente in quelle raffigurazioni narranti di uomini e paesaggi, di giorni assolati, di burrasche, di alluvioni e di gelo ciascuno potrà avvertire nel silenzio intimo della contemplazione l’insorgere di suoni immaginati, evocazioni di melodie, voci della natura, richiami delle creature in amore nel segreto del bosco e il soffio del vento che tutto converge nelle sue gore in un impalpabile concerto di armonie».

Sfogliando Fiume lento sono i pensieri che si affollano e le immagini che emergono la prima esperienza. Io ci ho visto Lucia e Renzo, ho rivisto don Camillo e Peppone, ho risentito i suoni del Po di Bacchelli, tante istantanee dei miei nonni e molti, molti personaggi di Ermanno Olmi: forse bisogna aver incontrato tutti questi momenti e queste storie per capire l’opera di Sanna.

Il volume è scandito dal ritmo delle stagioni, insolitamente si parte con l’autunno, la scelta delle strisce orizzontali richiama le istantanee panoramiche, il posizionamento una sopra l’altra scandisce la sequenza regalando il rumore alle immagini. La realtà stupisce tanto che la prima impressione guardando gli acquerelli di Alessandro Sanna è “impossibile non ci sono colori così nella bassa!”, ma pagina dopo pagina ci si immerge nello spazio, l’occhio si abitua alla luce e ci si rende conto che lo straniamento iniziale era dovuto al fatto che non eravamo ancora giunti alla riva del Po: eravamo ancora fuori sul divano con il libro in mano. Superata questa soglia ed entrati nello spazio narrativo si possono godere le storie, che sono storie antiche, sofferenti, intense: non ci sono le mezze misure del moderno e quando piove il fiume esonda, e si cerca di contenerlo con i sacchi e le pale e poi si carica il salvabile sui camion e si scappa. Ci si sveglia alll’alba e si chiude il chiavistello al tramonto perché è la luce solare a scandire il tempo, insieme al mutare degli alberi e alle migrazioni degli uccelli. In questa storia autentica e antica le meraviglie accadono e sono bianche, come le neve, come il vapore e il respiro caldo di chi corre fuori da scuola per non perdere il miracolo nel freddo rigido dell’inverno. I rossi della primavera, dei fuochi della sagra di paese e del faro della bici sono così veri e caldi ed energetici e l’arancione e il suo complementare blu sono così violenti sopra le righe, nell’estate fluviale.

I protagonisti assoluti sono il fiume, il cielo, gli alberi, gli sterpi e la fauna discreta. Le storie umane sono lo sfondo in questo caso, tanto che l’apparire di una tigre o degli elefanti quasi passa inosservato, perché si è concentrati su altro. Il sapore rurale, reale e nello stesso tempo antico coinvolgono intensamente e quasi di chiudono gli occhi per sentire lo sciacquio del  fiume.

La stesura dei colori così inaspettata risulta chiaramente una scelta realistica che non si piega ai canoni ideali: l’inverno è viola, la primavera è bianca, l’estate è blu.

Il lavoro di Alessandro Sanna è incredibile: lo studio e la lenta e prolungata osservazione pagano, perché è impossibile che un realismo di questo genere sia ottenuto solo attraverso l’immaginazione, come ci conferma l’autore stesso nella postfazione, che va letta per capire il tipo di lavoro e il coinvolgimento che l’autore ha ricercato con la sua arte.

Se volete regalare un viaggio a qualche persona cara, se volete aver voglia di riguardare fuori dalla finestra ed osservare il colore del cielo regalatele Fiume lento.

Fiume lento
Alessandro Sanna

96 pagine
Anno: 2013

Prezzo: 28,00 €
ISBN: 9788817066730

Rizzoli editore
Anobii

Comments

  1. Una delle tue recensioni più belle Maria.
    Quella lepre che salta nella nebbia è magica…

    • Oh grazie! Adesso devi leggerlo tu, attendo!

      • Me lo sono goduto all’incontro LIA sui silent, l’ho sfogliato più volte in biblioteca, ma non l’ho ancora acquistato. Chissà poi perché, devo rimediare…

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