Aggiornamento ottobre 2018: il libro è arrivato in Italia inuna traduzione di Bruno Tognolini, per i Topipittori

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Avete in mente quando la mattina il pargolo, che per tutte le vacanze si è alzato alle 6 spaccate per rallegrarvi con la sua presenza, decide che è stanco e che per nulla al mondo scenderà dal suo letto? Voi avete atteso fino all’ultimo per svegliarlo, perché si riposasse più possibile, ma ora il tempo stringe, nell’aria già sentite il vibrare della campanella: bisogna lavarsi, vestirsi, fare colazione, forza su, uscire.

Inevitabilmente quella mattina vostro figlio non saprà scegliere la marmellata da gustare e la lentezza con cui infilerà i calzini sarà inversamente proporzionale al tempo che ci metteva a vestirsi completamente la domenica mattina di metà agosto. Ecco.

Quest’anno, invece di abbandonarvi a urla nevrotiche come quelle che potevate tranquillamente udire per tutta la Lombardia, provenienti da casa mia, il primo giorno di scuola, anzi il giorno prima del primo giorno di scuola regalatevi Stavo pensando (The thinking book) di Sandol Stoddard Warburg, un libro pubblicato nel 1960 e considerato uno tra i migliori libri pubblicati nel mondo in quell’anno (vi basta?).

«Once it was morning like today and you said Good morning but I didn’t say anything because I was thinking».

«Una volta era giorno Come adesso E tu hai detto Buongiorno Ma io non ho detto nulla Perché Stavo pensando».

I nostri figli, sappiatelo, rimangono a letto non perché la pigrizia e l’indolenza sono arrivate come infezioni fulminanti alle 7 del primo giorno di scuola, ma perché stanno pensando.

Pagina dopo pagina il dialogo poetico avanza tra la mamma che impartisce indicazioni (“è ora di alzarsi, forza su, le calze, la felpa prendi la felpa, la faccia l’hai lavata…”) e i pensieri meravigliosi e splendidi di suo figlio che, quasi fluttuando nella sua camera con le pareti a righe, immagina oggetti, profumi, persone, legami, odori, suoni: può essere così profondo e poetico il pensiero di un bambino?

«Put on that shirt, the yellow one thinking I was thinking of all the pieces of dust that float and shine in the sunshine and I was thinking of lemons and limes and oranges and yellows».

«Mettiti la camicia, quella gialla Pensando pensando Ma io stavo pensando A quella bella polvere che balla E brilla Dentro la luce gialla E poi stavo pensando A linoni, banane, arance e mandarini E tutti i gialli».

Il testo zoppicante, in rime e assonanze, salta come solo il pensiero sa fare “di palo in frasca” e vaga libero tra angurie e garofani, tra pesci che non ho mai visto e lavatrici, tra conchiglie (shells) e campane (bells) e poi si arrovella su casi strani come dita con cappelli ed elefanti dorati e argentati da cavalcare… E mentre la mamma si sgola («Hurry and scurry!» «Muoviti, presto!) una pesca baciata dal sole si trasforma in una lumaca che corre.

La madre, come potete immaginare, arriverà alle suppliche («Please!» «Dài! Per favore!»), ma questo non servirà a distogliere il bambino dai suoi pensieri intorno a numerazioni fantastiche «a billion, a zillion, a whillion, a gorillion, a hippopillion…» «un billione... anzi un trillione... Un gorillione... un ippopotillione... un rinocerilllione... un elefantillione...» e fargli indossare a calze e scarpe.

Penserete che sia un libro capace di indisporre anche la madre più placida! E invece no, perché il flusso di pensieri, attraverso un mare di dettagli di celata eppur luminosa bellezza porta qui:

«And I was thinking I love you as much as a peanut butter-jelly sandwich all the way up to the ceiling and a whole chocolate cake
And I was thinking that I love you more than…».

«Stavo pensando che io ti voglio bene come una torta di crema e cioccolato Con sopra panna fragola alta fino al soffitto E stavo pensando che ti voglio bene più che..».

E quella parole così inattese e per questo così persuasivamente personali e vere vi faranno far pace con il tempo che scorre e soprattutto con quel capino biondo o nero che vorreste scaraventare fuori dalla porta, ma che basta si volga verso di voi per farvi sciogliere in un brodo di giuggiole: «That’s why I couldn’t put my socks on» «Ecco perché non ho potuto mettere le calze».

Accompagnano questo testo geniale le immagini di un mostro sacro del design quale Ivan Chermayeff, che con uno stile pittorico fatto di colori vivi e immagini abbozzate guida il lettore in un viaggio sensoriale e mentale, offrendogli la possibilità di vivere le emozioni del pensiero attraverso gli occhi.

Un libro meraviglioso dedicato alle mamme in un mese di grandi riprese.

P.S. traduttore migliore di Bruno Tognolini non potevano trovarlo!

The thinking book
Sandol Stoddard Warburg - Ivan Chermayeff

24 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 15,90 €
ISBN: 9781623260880

Ammo books editore

Stavo pensando
Sandol Stoddard Warburg - Ivan Chermayeff - Bruno Tognolini (traduttore)

32 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788833700007

Topipittori editore

Commenti
16 Novembre 2018
Maria

È cambiato: Stavo pensando.

15 Novembre 2018
FrancescaV

Ciao Maria, nella versione italiana appena uscita di questo libro, il titolo è rimasto lo stesso oppure è cambiato? Grazie.

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