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12 ottobre 2016

Un mercoledì al cubo: Il volo della famiglia Knitter

Il volo della famiglia Knitter di Guia Risari e Anna Castagnoli è un libro sfuggente: si percepiscono echi lontani di testi e rivendicazioni intense e non scontate, e tutto è sospeso, incantato, fuori dal mondo.

Il protagonista di questa storia e nello stesso tempo il confine entro cui si muove la narrazione è una famiglia, la famiglia Knitter, composta da mamma, papà, due figli, un cane, un gatto e un canarino. Un giorno d’estate particolarmente afoso il papà esclama: «“Che cosa non darei per poter volare…”». Ciò che accade dopo appare completamente normale per la famiglia Knitter ma ha invece dell’incredibile alle orecchie dei lettori.

«Il canarino cominciò quel pomeriggio a dare la prima lezione di volo». In breve tempo l’intera famiglia impara a volare e se ne va, lontano, oltre il grigiore della città, oltre i muri pesanti delle architetture ancorate al suolo. La meta è un’isola deserta e immacolata che in breve diventerà la loro casa: «Atterrarono su cuscini di muschio e cespugli di mirtilli. C’erano sassi grigi, alberi centenari e tane di animali. Silenzio e pace». Novelli Robinson Crusoe o bambini sperduti, i Knitter imparano a convivere nel nuovo mondo. Incombe però il termine del ritorno: si può star via da casa per sempre? «Oltre l’isola, oltre l’orizzonte. Una destinazione non c’era. C’era solo la voglia di volare».

«Forse – si diceva la famiglia Knitter – il loro volo non sarebbe mai finito. Forse, una volta che hai imparato a volare non puoi più restare a terra».

Quello della famiglia Knitter pare un percorso inverso a quello dei bambini selvaggi, onnipotenti signori di isole varie (qui un articolo di Anna Castagnoli a riguardo!). Pare come un percorso di liberazione, di riappropriazione della componente istintiva della propria natura. Imparano a volare i Knitter – come i celebri fratellini Darling – conquistano un’isola – che ricorda l’Eden – reimparano a muoversi («“In questo momento, sto perfezionando il salto e il nuoto”») per poi decidere di non tornare e tutto questo accade dietro la guida, non a caso, di un animale, un canarino. La destinazione non è più l’umanità, ma l’assenza di umanità, la natura in quanto energia e moto che attira e accoglie. Non un ritorno, dunque, ma una fuga. E non è più un bambino solo a compiere il percorso – per perdersi in fondo bisogna essere un’unità – così come per crescere è necessaria una aggregazione – non a caso i personaggi non hanno nome ma vengono nominati solo in relazione al loro ruolo familiare.

All’interno di questo macro percorso io ho visto, nelle parole di Guia Risari, una famiglia rappresentata come cellula pulsante del mondo, un organismo autosufficiente che vive un’esistenza data dalle singole esistenze di ognuno dei suoi componenti. In una famiglia accade questo. Gli spazi e gli attimi condivisi con le persone della propria famiglia sono attimi intimi e sconosciuti a chiunque non appartenga al sistema di quella famiglia. La crescita dell’uno è correlata a quella dell’altro, così come il benessere e i bisogni: ognuno però mantiene il suo piglio e la sua individualità integrandoli con quelli degli altri fino a creare un’armonia unica: «Papà Knitter, vista la mole, aveva il volo pesante e maestoso di un condor. Mamma Knitter filava dritta e leggera come una tortora. Il figlio Knitter 1 volava inquieto come un passero; il figlio Knitter 2 amava le curve strette delle rondini… Non erano un bello spettacolo, ma non importava». Che questa unità mantenga una propria indipendenza nel corso della storia è una grande verità e che la stessa tenda alla libertà e all’“oltre” è altrettanto vero.

Le tavole di Anna Castagnoli, eteree e sognanti, restituiscono questo respiro alla narrazione, spesso ricavandosi degli spazi privilegiati tra il testo. Alcune tavole sono imponenti ed estatiche, con le figure umane che si perdono e quasi si fondono con le linee del moto universale, ricordando Turner e Van Gogh. I colori (quasi) complementari giallo e blu dialogano, diluendosi di quando in quando. Anche le figure si comportano allo stesso modo: prive di peso si compenetrano e dialogano con sguardi e gesti leggeri.

Unica nota stonata è la composizione tipografica dei testi, che presenta le prime lettere di ogni paragrafo in dimensione decrescente, estendendo quindi la funzione segnaletica ed estetica del capolettera a molte lettere. Forse per riprendere anche con la forma dei testi la leggerezza del volo? È comunque una scelta che dal mio punto di vista abbassa un po’ la qualità dei testi.

È un libro che si gode a sprazzi, che si comprende di non comprendere a fondo, da cui si è attratti senza poterne dare ragione compiutamente, legato a tanti altri testi e nello stesso tempo inedito. Un libro per persone sognanti, talmente amanti del reale da poter volarci sopra e andare avanti, insieme a qualcuno, magari la propria famiglia!

«Ma caro? Perché tornare? Perché non continuiamo il viaggio?».

Qui la versione di Apedario.

Qui la versione delle Briciole di Pollicino.

Il volo della famiglia Knitter
Guia RisariAnna Castagnoli

36 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 15,80 €
ISBN: 9788895818726

Bohem editore
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