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21 dicembre 2016

21 dicembre

Una delle cose che ho imparato in questi mesi è che i bambini hanno un’innata capacità di leggere la poesia e un profondissimo bisogno di storie che non “dicano”, ma che lascino loro uno spazio bianco da riempire. Un nuovo orizzonte di Rebecca Young e Matt Ottley ne è un esempio, un esempio di poesia allo stato puro (che, a mio parere, avrebbe mostrato un fascino ulteriore se fosse stato mantenuto il titolo originale Teacup), anche se il testo non presenta neppure un verso!

La poesia spiazza e, se sei adulto, vivi la vertigine della paura di non capire, ma se sei bambino non ti interessa, ti basta ascoltare e immaginare quello che senti, in quel preciso momento.

«Un tempo, un ragazzo fu costretto a lasciare la propria casa e a cercarne una nuova. Nello zaino mise un libro, una bottiglia e una coperta. Nella sua tazza da tè, la terra del prato dov’era solito giocare».

Perché deve partire? Dov’è la sua casa? Quanti anni ha? Dove si dirige? Come si chiama?

Le domande si perdono, perché si rimane a bocca aperta ad ammirare le scene di mare aperto, riprodotte con olio su tela dall’illustratore che, per questo libro, compie un’azione più vicina alle opere d’arte che alle illustrazioni. Avvicinando il naso alle pagine, potrete infatti notare i grumi di colore, le pennellate… e il tutto è invaso da una luce abbagliante che mi ha ricordato quella che vidi solo nel cielo della Polinesia.

Tavola dopo tavola l’autrice ci racconta del viaggio del nostro protagonista, tra giornate di mare gentile e altre «di mare grosso e sfacciato», di «mare bianco e infinito» e di oscurità senza stelle: il ragazzo non rema mai, rimane in balia del mare e del cielo, cercando «senza sosta un puntino all’orizzonte sperando diventasse qualcosa di grandioso». A volte piccoli cenni raccontano della storia di “prima”: di aquiloni, sale e alberi, di mamme e té. Sono dettagli di una vita da immaginare e che ritornano alle mente del ragazzo in sontuosi e vertiginosi atiki in cui il mare e il cielo si confondono, in cui le barche vagano tra i rami e le balene volano nel cielo, ma «l’incedere lento delle nuvole gli ricordò che la vita può cambiare in un sussurro». Perché dice così? Cosa gli è successo?

Un mattino nella terra della sua tazza da té un albero incominciò a crescere: un ponte tra cielo e terra che diventa un compagno con cui rimanere sempre tesi «a cercare un puntino all’orizzonte». Poi fu un tonfo e la terra, e l’erba e una capra «così iniziò a costruire… ad aspettare un sussurro». Fino a che «arrivò la ragazza con il portauovo rotto».

Quella di Rebecca Young è una poesia in prosa che si spezza e perde (forse) molte parole, lasciando che lo spazio, creatosi tra quelle che rimangono, possa essere riempito dal pensiero di ciascuno. È un’epica avventura quella compiuta dal ragazzo ed è meravigliosa ed è piena di speranza. Matt Ottley fa un capolavoro con tavole potenti e coinvolgenti come quelle di Friedrich. Il realismo e l’imponenza prodigiosa della natura sembrano quasi irreali, la luce talmente abbagliante da diventare bianco, piatto. Gli scorci vertiginosi: lontani, vicinissimi, da sotto, da sopra… tutto sembra placarsi e i colori posarsi solo con l’approdo alla terra ferma.

Non lasciatevi intimorire e sfidate i vostri bambini (dai 4, 5 anni) ad ascoltare e a guardare la storia di questo ragazzo che partì sulla sua barca.

Un nuovo orizzonte

Rebecca YoungMatt Ottley – Sara Ragusa (traduttrice)

40 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788861894037

Terredimezzo editore
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