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10 ottobre 2017

Il profumo è l’eco dei fiori

Le greguerías sono «fatali esclamazioni delle cose e dell’anima quando il caso le fa incontrare», non sono dunque testi poetici, ma raccontano in modo esemplare la disposizione d’animo del poeta davanti alle cose e io volevo parlarvene assolutamente, perché I bambini cercano di tirarsi fuori le idee dal naso  è un libro unico, irriverente, stravagante ed euforico che non credo conosciate e che non vorrei farvi perdere l’occasione di incontrare!

Ramón Gómez de la Serna nato nel 1888 a Madrid fu futurista, eclettico scrittore, uomo che amava sperimentare, con la testa sempre per aria e parole aggrovigliate e preziose che ordinava in articoli, libri, frasi, aforismi, greguerías… aveva un dono che io ammiro e invidio a molti amici: l’ironia acuta che vede in ogni situazione un lato inaspettato, celato, umoristico. È uno sguardo differente che hanno in pochi e che chiamerei poetico.

Di questi pensieri sparsi e poetici, che lui definiva «allegria pura tra le parole e i concetti più diversi che si allineano per cercare di definire l’indefinibile», nel 2010 Elena Rolla cura un’edizione illustrata per i bambini che è un’esplosione, un rivoluzione serena e ottimista del pensiero. Ora voi dovete conoscere questo libro e giocarci con i bambini, per forza!

Le 61 greguerías che sono raccolte in queste 48 pagine giocano con il lettering e le illustrazioni proprio come se fossero vive e, forse, futuriste: 61 pensieri brillanti legati ad oggetti e situazioni quotidiane che cambieranno il vostro modo di guardarle.

«L’arcobaleno è la sciarpa del cielo. L’arcobaleno è il nastro che la natura si mette dopo essersi lavata i capelli».

«La A è la tenda da campeggio dell’alfabeto».

«L’elefante è l’enorme teiera della foresta».

Attraverso un modulo narrativo ricorrente «X è», elefanti, numeri, pesci, polpi, rondini, basette, cavalli, viti, matite… vengono trasfigurati metaforicamente in altri oggetti comunissimi che non avreste mai associato ai primi se Ramón non lo avesse fatto per voi. Ma non è solo una questione di associazione visiva, le greguerías sono capaci di raccontare anche piccole storie ed offrire immagini poetiche sospese, senza il laccio linguistico esplicito della metafora, sinestesie, echi di storie e pensieri personali:

«Il cavallo che pascola a testa bassa sembra leggere il paesaggio come un miope».

«I gatti credono che la luna sia una ciotola di latte».

«Dalla neve caduta nei laghi nascono i cigni».

«L’acqua non ha memoria per questo è così pulita».

«Baciava lentamente così i suoi amori duravano di più».

Allegra Agliardi fa un’opera d’arte, organizzando nelle tavole immagini e testo (spesso disegnato a mano) in modo originale, ma sempre coinvolgente e reale. Il rischio di rendere il gioco delle greguerías un esercizio mentale lontano dal calore della quotidianità era altissimo, l’illustratrice invece cala le parole in tavole pastose e familiari, dove i colori si mescolano e rotolano insieme al testo in una baraonda di figure molto futurista e nello stesso tempo molto iconica e quindi immediatamente leggibile dai bambini.

Un libro ricco, stravagante con cui giocare, immaginare, raccontare con parole e immagini: il punto di partenza della poesia secondo me.

Il mio laboratorio di poesia alla primaria (dai 7 anni), partirà anche da qui!

I bambini cercano di tirarsi fuori le idee dal naso
Ramón Gómez de la Serna – Allegra Agliardi – Elena Rolla (traduttrice e curatrice)

48 pagine
Anno: 2010

Prezzo: 13,50 €
ISBN: 9788860405074

Il Giralangolo editore
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