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10 maggio 2017

Apri bene gli occhi. Mercoledì al cubo.

La coppia Ramadier e Bourgeau torna in Italia, dopo sporadiche incursioni, con un libro che si è catapultato immediatamente tra i finalisti del premio Andersen dedicato agli albi della fascia 0-6 anni: Apri bene gli occhi.

Il libro, un cartonato di medie dimensioni con grandi “ali” che si spalancano davanti agli occhi dei lettori, gioca con i colori e con la percezione sfuggente che spesso se ne ha: quanti oggetti intorno a te sono verdi? E quanti marroni? Li hai mai visti davvero?

Apri bene bene gli occhi recita il titolo cubitale che troneggia in copertina sopra il volto di un coniglio sorridente dagli occhi strabuzzati, eppure appena si volta pagina incontriamo due occhi chiusi e un trafiletto che recita così:

«Prima di tutto, chiudi gli occhi. Immagina un paesaggio di campagna. Ora immagina che nevichi. Il terreno si ricopre di bianco. Gli alberi diventano bianchi. Tutto è BIANCO. E adesso… apri le pagine apri bene gli occhi».

Con un gesto semplice delle mani solleviamo le due ali ai lati della tavola, spalanchiamo occhi e contemporaneamente spalanchiamo una finestra immaginaria: fuori, o dentro al libro – a seconda dei punti di vista – tutto è bianco, è inverno, siamo in campagna e distinguiamo le forme degli animali e degli alberi solo grazie alle leggere ombreggiature (contorni) grigi.

«Tutto sembra sparire sotto la neve. Ma guarda bene… Vedi la volpe? Vedi il cavallo?… Scopri TUTTO quello che è bianco. Ma dove va papà Coniglio così di fretta, sotto la neve?».

Chiusa la nostra finestra, voltiamo pagina.

«Chiudi di nuovo gli occhi. Immagina che il cielo si schiarisca, e diventi blu. Tornano i colori. Tutto è BLU. E adesso… apri le pagine apri bene gli occhi».

Il gioco si ripete: gli occhi si chiudono, si affina il pensiero, si focalizza un’immagine e poi si scopre la tavola: quanti oggetti sono blu! Ci avevi mai fatto caso?

Il ritmo di questo libro è lento, ripetitivo, chiede addirittura di fermarsi ad immaginare e prevedere, eppure le linee narrative che si intrecciano sono diverse e assai vivaci.

Si cerca di ricordare quali elementi dello spazio siano blu (o rossi o gialli o verdi o marroni…), spalancate la quattro facciate si cerca «TUTTO quello che è BLU», ma nello stesso tempo si indaga alla ricerca delle risposte alle domande incalzanti «Vedi il ruscello serpeggiare? Vedi la barca rovesciata? Vedi i fiorellini?», infine si cerca di ricostruire il filo narrativo di papà coniglio: cosa starà mai cercando così di corsa?

L’uso dei colori a vivo, privi di contorni (presenti solo nella tavola del bianco e, in parte, dell’azzurro), fa sì che il percorso cromatico dal bianco al nero, attraverso verde, giallo, rosso e marrone, sia un viaggio attraverso piani sovrapposti che si inseriscono uno sopra l’altro senza che niente li contenga: i colori emergono prepotentemente nella pagina con tutta la loro forza e i bambini li vedono. Ad ogni tappa un colore si aggiunge: non scompare il precedente, ma gliene si aggiunge uno nuovo, in questo modo il paesaggio si colora progressivamente riempiendo gli occhi dei lettori. La camera non è fissa, apriamo sempre la stessa “finestra”, ma stiamo seguendo il “bianconiglio” e insieme a lui ci spostiamo nella campagna: scorriamo progressivamente, senza salti repentini, ma ci muoviamo irrimediabilmente in un percorso che sembrerebbe circolare.

Il testo, imperioso quasi, guida i lettori con fermezza, senza mai scomparire – ad un certo punto quasi lo si vorrebbe zittire – ma è un libro chiacchierone questo!

L’effetto finale rende questo un libro ibrido a metà tra un silent book, un wimmelbook, un libro con alette: si può sfogliare in solitudine vagando tra i dettagli vicini e lontani, si può raccontare la storia di papà coniglio e dei suoi piccoli, si può rispondere alle domande vedendo chi “fa prima”, oppure giocare con la sorpresa del vedo-non vedo. Ho proposto il libro a mio figlio Hutai di 2 anni, che si è rivelato un lettore non ideale perché ancora incapace di reggere il ritmo lento e le pause della scrittura e della riflessione, tuttavia il gioco delle alette e i particolari da ricercare lo hanno molto intrigato e per cui, per adesso, ce lo godiamo in silenzio, ma dai 3 anni credo lo si potrà leggere con interesse.

Un libro originale che fa giocare e riflettere sui colori in modo non scontato, un libro dai ritmi lenti e dagli occhi chiusi che ci è piaciuto eccome!

P.S. da segnalare i ricchi contenuti scaricabili gratuitamente dal sito degli autori che invitano al gioco a partire da molti dei loro libri, quest’ultimo compreso!

Questo post partecipa al Mercoledì al cubo: se non lo conosci leggi qui.

Qui la versione di Apedario.

Qui la versione delle Briciole di Pollicino.

Apri bene gli occhi
Cedric Ramadier – Vincent Bourgeau – Tanguy Babled (traduttore)

30 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788883623882

Babalibri editore
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