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18 febbraio 2018

Ti dono il mio cuore

Ti dono il mio cuore è un libro emozionale, un libro che punta ad emozionare (e lo sanno bene gli editori che in copertina inseriscono nel titolo un cuore) e a volte i libri di questo tipo bruciano con una retorica scontata quanto impattante il sentimento effimero di un secondo, entusiasmando, ma lasciando in fondo una amarezza per la pochezza che riescono a donare al lettore.

E invece trovo che il cuore, nel titolo di questo libro, non restituisca onestamente la dimensione di un libro tradotto con intensità e accuratissima attenzione linguistica da niente po’ po’ di meno che da Vivian Lamarque e illustrato con estro e virtuosismo da una giovane illustratrice olandese che giocando con le fustellature idea un libro sognante, fotografico e magico. Aggiungeteci che il soggetto è cinese – pochi giorni fa abbiamo festeggiato il Capodanno cinese – e capite bene che il libro meritava che io lo incontrassi e ve ne parlassi.

Questa è la storia di Yuto, un bambino cinese di 5-6 anni, di cui sappiamo solo che amava vivere («Yuto saltò giù dal letto, il lenzuolo come paracadute, e fuggì via. Piedi a terra. Occhi ben aperti. un giorno nuovo. Un giorno speciale che cominciava») che un giorno incontra un vecchino: è circondato da vecchi oggetti, polvere, ombre e gli regala una scatola.

«“È il mio dono per te.” Il bambino annuì grato. “Tutto ciò che ti serve è qui, in questa scatolina”».

La scatola è chiusa, il vecchino sparisce e gli anni passano, finché al settimo compleanno come per magia la scatola acconsente a schiudersi rivelando un seme, a forma di cuore.
«Il bambino piantò il seme in un grande vaso. Ma nulla accadeva. “Abbi pazienza”, gli diceva la mamma, “alcune cose sono invisibili agli occhi”. “Ma il signore ha detto che…” “Se non accade nulla, ” disse il padre, “forse nulla ora ti serve” […] Ma era l’inizio di qualcosa di grande».

La pianta si rivela un albero e con i suoi tempi chiede spazio e attenzioni sempre diverse, ma chiede soprattutto che ce ne si prenda cura con amore.

«Dove c’è amore cresce ogni cosa» e l’albero ricambia l’amore fecondo riparando, custodendo e accompagnando Yuto stagione dopo stagione, anno dopo anno.

«Un giorno venne a sedersi accanto a lui una ragazza. […] “Perché stai sempre qui tutto solo!” lei gli chiese. “Solo?” le sorrise. “Anche se tu ora non fossi qui, io non sarei solo. “Guarda e ascolta con il cuore […] Non siamo mai soli. Mai”». Yuto diventa sposo e poi padre, sotto gli occhi dell’amico albero fino a che la vita tramonta, per tutti: «Il giorno in cui Miyu [sua moglie] morì, Yuto andò dall’albero. Là, dove si erano conosciuti, le disse arrivederci. […] Non era solo». Poi un giorno dai rami dell’albero ormai vegliardo un seme, a forma di cuore, plana nel grembo di Yuto: «Yuto chiuese gli occhi e ascoltò. E annuì con il capo». Il giorno dopo accanto all’albero un bambino sconosciuto ricevette dalle mani di Yuto una scatolina: «Tutto ciò che ti serve è qui, in questa scatolina».

«Il mattino dopo, quando il bambino tornò là per chiedere all’uomo come aprire la scatolina, l’albero era caduto. Allora si sedette sul tronco e aspettò. […] Posò la scatolina sul davanzale della finestra. E aspettò…».

La narrazione segue un ritmo emozionale marcato, fatto di frasi brevi e incisive e ad effetto, ma nella sua complessità non toglie il piacere di una storia semplice ma coerente. Il tema dell’albero come simbolo di amore incondizionato si declina, a mio avviso, con un accento interessante che evidenzia come la cura amorevole educhi e si trasmetta, senza che il tempo possa essere una misura bastevole a misurarla. L’esperienza adottiva della traduttrice emerge, a mio parere, nella scelta attenta di alcune parole ed espressioni che ribadiscono come i legami d’amore siano fondanti. Le illustrazioni di Sassafras De Bruyn (che ha il nome di un albero!) complesse e sfaccettate sembrano a tratti fotografie dove la condensa dell’aria e le ombre creano ambienti da cui ci si sente avvolti, a tratti invece il gesto del pennello sui collage si impone mostrando la manualità dell’artista. Le fustellature sono complesse e non solo l’intrico dei rami, ma anche finestre ed alcuni oggetti creano un legame tra le pagine in una sorta di ricamo “ombra” che favorisce lo scorrere della storia, senza fermarla retoricamente in quadri immobili. L’effetto complessivo è malinconico e sognante, certamente più apprezzato dagli adulti che dai bambini, ma non per questo incomprensibile anche ai più piccoli. A fine lettura si sospira e e si chiudono gli occhi.

Un libro emozionante ed ispirato che potrà essere occasione di auguri e memoria di quei messaggi sempiterni che dovrebbero plasmare la vita di tutti: ti dono il mio cuore.

Ti dono il mio cuore
Pimm Van Hest – Sassafras de Bruyn – Vivian Lamarque (traduttrice)

52 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 28,00 €
ISBN: 9788862583923

Clavis editore
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Comments

  1. Thank you so much for your beautiful, warm and compassionate review of our book #tidonoilmiocuore ❤️ It means a lot to MMe and Uzz to see and read that this book is being embraced so lovingly in Italy as well. I send you warm greetzz from MMe – PiMM van Hest (author of this book) from the Netherlands ❤️ PiMM 👍

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