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16 aprile 2018

Ribelli, indomite, sognatrici… felici?

ragazze ribelli? - Scaffale Basso

ragazze ribelli? – Scaffale Basso

Ribelli, indomite, sognatrici… La prima cosa che mi chiedo quando leggo un nuovo titolo di un testo o una collana dedicato a donne speciali è: ma non potrebbero essere solo donne felici? La felicità è davvero un chimera così lontana dal nostro sentire moderno? Cosa vogliamo augurare alle nostre figlie (e ai nostri figli)? Solo di essere ribelli? Indomiti? Sognatori?

In molti hanno impiegato tempo e parole per offrire il proprio parere sul fenomeno delle Ragazze ribelli. Io mi sono sempre negata ma oggi, seguendo una serie di pubblicazioni che cavalcano l’onda di questa moda biografica tutta al femminile, vorrei raccontarvi perché non mi sono piaciute le ragazze ribelli e perché al contrario non tutto quello che esce in questo fertilissimo e cavalcatissimo filone sia da lasciar perdere.

Elena Favilli - Francesca Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

Elena Favilli – Francesca Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

Molti hanno detto che “ribelli” è solo una parola e, sorvolando sul titolo forse inadeguato, le Storie della buonanotte per bambine ribelli sono un ottimo libro. Io non la penso così, le parole non sono solo parole. Le parole plasmano il pensiero e infatti, come dichiarano esplicitamente le autrici nella prefazione del testo, lo spunto che ha dato vita a questa raccolta biografica è l’opposizione, la ribellione: lo scontro con un mondo che non vuole le donne, che le umilia, che le sminuisce, le cancella, le dimentica. Quindi il titolo è espressione coerente al pensiero dietro il volume.

Nelle biografie presentate nel testo le donne si realizzano spesso da sole, grazie alle loro sole forze, contro tutti e tutte e, spesso, anche contro loro stesse. La cifra di queste donne straordinarie si misura solo ed esclusivamente nella riuscita che hanno ottenuto, spesso in termini di notorietà o potere. In alcune biografie, paradossalmente, l’opposizione a qualcosa è l’unico argomento raccontato e vale più di ciò che è stato realizzato, come nel caso di Virginia Woolf, di cui si dice che riuscì a scrivere nonostante la sua depressione…  praticamente tutto qui. È davvero questo il motivo per cui la ricordiamo e ancora leggiamo le sue opere?).

Elena Favilli - Francesca Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

Elena Favilli – Francesca Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

Infine la sfiancante insistenza che mira a coinvolgere le lettrici (“se anche tu farai così… vedrai che…”) svilisce le individualità, riducendo tutto ad uno stucchevole agonismo.

La sintesi certamente non ha giocato a favore dei testi, mentre il ricchissimo apparato illustrativo ha donato a queste biografie povere e a volte superficialmente tendenziose (alcuni episodi citati senza alcuna spiegazione del contesto storico risultano perlomeno fuorvianti) un fascino e una forza che sicuramente ha fatto la differenza.

Si può fare di meglio?

Un tentativo riuscito è la collana Piccole donne, grandi sogni di Maria Isabel Sánchez Vergara e affidata, nei suoi attuali 6 volumi pubblicati in Italia, a diverse illustratrici. I singoli volumi raccontano, in un trentina di pagine, l’infanzia, i sogni e la vita di grandi donne che hanno segnato la storia della moda, dello sport, della letteratura, dell’arte… Il punto di partenza è l’infanzia, che accoglie il seme che poi nella vita di ciascuna delle donne raccontate fiorirà. La scelta di una narrazione sviluppata in un albo permette di focalizzare alcuni elementi ed episodi significativi della vita delle diverse eroine in modo puntuale, con uno stile sempre comprensibile per un pubblico piccolo. L’autrice sembra molto libera nel trattare le diverse biografie, come quando nel caso della prima traversata dell’oceano di Amelia Earhart dice che l’aviatrice fece l’impresa «insieme a un meccanico e a un pilota», senza che questo sminuisca la figura della donna. L’ironia è un ingrediente che non manca e rende le narrazioni poco seriose: «Agatha [Christie] scrisse più di cento libri e immaginò tante vittime da riempiere un cimitero!». Ogni volume è illustrato da una mano diversa, producendo curiose variazioni che vanno dal bianco e nero alle campiture piatte e allegre di palette vitaminiche, riuscendo sempre a esaltare la protagonista. Sembra mancare l’ostentato scopo della proposizione di un modello da imitare: i volumi presentano storie come altre, ma soprattutto storie curiose e coinvolgenti, con al centro bambine e donne interessanti,. 

La collana si può proporre dai 5 anni, senza caricarla di alcun secondo fine, se non quello di leggere una bella storia.

La seconda proposta che davvero mi ha conquistato è Indomite di Pénélope Bagieu, fumettista francese che per Bao pubblica Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono. Nonostante il titolo, che evidentemente gareggia in altisonanza con le ribelli, questo volume di fumetti racchiude le storie, davvero particolari, di 15 donne e lo fa con una grazia, una franchezza e una pertinenza per nulla scontate. Donne diversissime che non corrispondono sempre all’ideale emancipato moderno (Josephina van Gorkum in fondo non fu molto più che una moglie e una madre!), donne che si macchiarono di colpe anche di una certa entità (di Wu Zetian, imperatrice cinese, non si tace che «raccontano che Wu abbia strangolato la [sua stessa] bambina»), donne le cui imprese non superarono i confini del loro giardino (come nel caso della guardiana del faro Giorgina Reid), donne – pensate un po’ – felicemente sposate, donne sostenute da compagni, uomini e padri, donne brutte e donne felici di poter costruire il loro successo sulle curve del proprio corpo, donne tristi e abbandonate e donne che abbandonarono… Donne, oserei dire, normali, diverse, accomunate dal desiderio di essere protagoniste della propria vita non necessariamente in opposizione a qualcuno ma, anzi, forse più frequentemente con qualcuno.

I fumetti hanno una struttura fissa: 5 pagine e una doppia pagina finale che celebra la particolarità della protagonista in un ritratto esemplificativo. Nello scorrere del fumetto sono racchiusi con dovizia di particolari riferimenti storici, episodi, date (provate a paragonare Las Mariposas della versione di Indomite a quella delle Ragazze ribelli)… in ogni storia emerge lo sforzo di far comprendere il contesto storico in cui l’eccezionalità di ognuna sembra mostrare il suo quid, senza giudizi o chiose. Nello stesso tempo c’è quell’ironia di chi sta descrivendo una vita e non un discorso commemorativo che fa ridere delle piccolezze e delle grandezze stupefacenti della vita. Non viene risparmiato molto nelle descrizioni, ma la crudezza di alcuni episodi (di violenza domestica, di tortura, di razzismo) non è gratuita né isolata, ma appartiene contestualmente ad una storia personale e all’interno di questa può essere rielaborata. Che stupore scoprire che Tove Jansson trovò la felicità lontano dal successo dei suoi Mumin e che forza scoprire che l’amore coniugale può superare le barriere dell’eternità (e di un cimitero), che pace vedere come, nonostante la lotta contro le ingiustizie possa condurre a dolorose conseguenze, l’amore fraterno sia un grande sostegno che mai abbandona e che dire della bruttezza e dell’accettazione di sé che porta Margaret Hamilton ad essere enumerata tra i cattivi più spaventosi di tutta la storia del cinema?

Il testo andrà proposto dai 9-10, a seconda della sensibilità dei lettori (e dei loro genitori!). Mio figlio Saverio, 8 anni, lo ha divorato e per ogni storia c’è stata l’occasione di parlare di argomenti interessanti e dei desideri del cuore.

I disegni, essenziali e aggraziati, sprigionano nei quadri finali una forza davvero coinvolgente, la forza indomita di questo testo!

Infine non dimentichiamoci di tutti quei libri usciti in tempi non sospetti (o anche recenti, eh!) che di ragazze ispiratrici parlano e lo fanno con dovizia, grazia e carattere:

In ultima analisi continuo a credere che il grande successo di questo filone narrativo femminile si basi su una scarsa conoscenza della letteratura dell’infanzia che dai suoi albori ha sempre avuto eroine oltre ogni canone. Secondariamente un malessere generalizzato della società, sempre più insinuante, si concretizza spesso in ottuse e cieche ribellioni che in fondo nascondono una triste vuotezza. Inoltre io credo fermamente che ogni ragazza possa prendere ispirazione da esperienze e storie belle anche se il protagonista è un maschio, e viceversa: mio figlio Saverio è rimasto incantato da moltissime storie di Indomite! Infine cerchiamo di non lasciarci manipolare da una mentalità che misura la grandezza nella riuscita che si ottiene agli occhi del mondo: l’importante è essere felici anche si trascorre la vita nell’anonimato.

Preoccupiamoci di allenare i cuori dei ragazzi che incontriamo perché siano esigenti con i propri desideri e non perché siano ribelli e indomiti, perché i ragazzi meritano di sapere che nella vita si può essere mentitori, perdenti, stanchi, che si possono fare errori, che può capitare di tradire e ferire… e ciò nonostante valere, perché siamo persone che possono essere perdonate e ripartire. E meritano di sapere che si può essere felici anche se non si va in televisione, ma si vive una vita conosciuta solo dai vicini di casa, ma strepitosamente e indomitamente felice.

Storie della buonanotte per bambine ribelli
Elena Favilli – Francesca Cavallo – Loredana Baldinucci (traduttrice)

211 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 19,00 €
ISBN: 9788804676379

Mondadori editore
Compralo da Radice Labirinto: se non sai come fare clicca qui che ti spiego.

Amelia Earhart
Maria Isabel Sánchez Vegara – Mariadiamantes – Maura Nalini (traduttrice)

30 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788891518163

Fabbri editore
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Agatha Christie
Maria Isabel Sánchez Vegara – Elisa Munsó – Maura Nalini (traduttrice)

30 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788891526168

Fabbri editore
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Indomite
Pénélope Bagieu – Francesco Savino (traduttore)

141 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 20,00 €
ISBN: 9788865439920

Bao editore
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