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16 gennaio 2017

Leggere il volto

Siamo tornati dalla Cina con il nostro secondogenito da tre settimane e finalmente posso parlarvi dei primi libri che il piccolo 2enne, sta frequentando con somma gioia della mamma lettrice.

Il suo preferito in assoluto è Buon viaggio Piccolino, da cui raramente si divide. Un libro che però ultimamente gli ha strappato molti risolini è stato Faccia buffa, un cartonato da poco rieditato da Salani al compimento dei suoi 10 anni (la prima edizione è del 2006).

Il libro di Nicola Smee, autrice e illustratrice inglese, deve il suo successo alla semplicità e all’attenzione narrativa (tra poco vi spiego che cosa intendo) con cui affronta un tema assai caro ai bimbi piccini: quello delle espressioni facciali, nella loro comunicazione dei sentimenti. I bambini di pochi mesi, che non comprendono il linguaggio verbale, vengono introdotti alla realtà attraverso un fascio di sensazioni uditive, olfattive, tattili e appena riescono a mettere a fuoco il mondo, instaurano relazioni con le persone tramite la lettura dei volti.

Pensando a Hutai e alle sue difficoltà verbali ho deciso di proporglielo, anche se ero un po’ dubbiosa perché, per l’età anagrafica, il libro poteva risultare un po’ noioso (ideale intorno all’anno, secondo me). Invece l’autrice inglese riesce in poco più di 10 pagine a condensare una carrellata simpatica di emozioni ed espressioni facciali legate ad una breve, ma compiuta storia con colpi di scena e risoluzioni non scontate che Hutai ha seguito con molta passione.

La struttura del libro vede sulla pagina di destra l’espressione di un bimbo incorniciata e definita chiaramente in alto («Faccia felice»), a sinistra invece si svolge una narrazione che incomincia così: «Adoro giocare con la palla». La tavola illustrata pienamente sulla sinistra rende ancora più evidente il bianco che incornicia la faccia del bimbetto sulla destra e non appena si gira la pagina, ancor prima di leggere lo svolgimento della storia, siamo già empaticamente sintonizzati sulla nuova emozione.

«Ooooh! Che orso grande! – Faccia sorpresa».

«Ehi, ha preso la mia palla! – Faccia triste».

Un linea grossa, ma tenue nel suo grigio, segna chiaramente il contorno del volto pelato e delle sopracciglia, gli occhietti e la bocca grande amplificano la veemenza dell’emozione che è intensa come intensi sono i sentimenti dei bambini. La narrazione sulla sinistra è svolta per quadri sostanzialmente privi di dettagli che aiutano a concentrare l’attenzione sul protagonista bambino, il suo cagnolino (ottima e rassicurante spalla) e l’antagonista orso. La lingua, attraverso la prima persona singolare (io) coinvolge il lettore, chiamandolo ad immedesimarsi. Lo spazio è teatralmente fisso (una radura all’ingresso di un boschetto) e quindi facilmente leggibile anche dai bambini più piccoli.

L’orso ruberà la palla e poi cosa accadrà? Vi dico solo che dopo felicità, sorpresa, stupore, rabbia, cattiveria (forse in questo caso la traduzione non è perfetta!), preoccupazione e paura, il bimbetto tornerà nuovamente felice.

Il libro si chiude poi con una sorpresa che fa molto divertire il mio piccolo lettore: una superficie a specchio chiama al gioco «Quante facce buffe riesci a fare?».

Le pagine cartonate, gli angoli smussati rendono questo libro un ottimo amico per i lettori più piccini. Io l’ho preferito a quelli fotografici dello stesso genere, apprezzando anche la contestualizzazione che l’autrice fa delle diverse emozioni grazie alla storia, in quanto l’immedesimazione permette di vivere il sentimento e non solo giocarci in una sorta di mimo un po’ forzato.

Da mettere sullo scaffale con i primi libri!

Faccia buffa
Nicola Smee 

12 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 12,00 €
ISBN: 9788893090223

Ape junior editore
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