Uno dei ricordi più lucidi che ho delle mie letture bambine è sicuramente il tempo che passavo a sfogliare un libro di Sheila Kitzinger, ll bambino, un libro di puericultura che aveva però molte fotografie di bambini. Li guardavo incantata e curiosa, osservando i loro visi concentrati. I bambini amano le fotografie e in particolare quelle i cui protagonisti sono i bambini stessi. Ultimamente l’editoria si è mossa in questa direzione, giocando con i volti e le espressioni dei bambini, ma 30 anni fa Bruno Munari aveva già intuito che questa era una chiave di comunicazione importante per destare l’interesse e parlare ai più piccoli, ai piccolissimi.

Ciccì Coccò raccoglie le foto di Enzo Arnone, foto che scattò in Gran Bretagna dal 1974 al 1980 circa, e ci aggiunge dei brevi testi, divertenti, brevissimi ma quasi superflui. L’intuizione geniale è che un libro di fotografie potesse essere proposto a bambini poco più che poppanti: mostrate loro queste immagini – sembra suggerirci – e leggete loro, non servono storie o molte parole, i bambini non sapranno ascoltarvi a lungo ma amano follemente la vostra voce e si sbellicheranno a sentire suoni strani e vedendovi sfoggiare espressioni strane mentre cercherete di pronunciare «schizzo, schiribizzo, schiribillo».

Il libro è organizzato con molta semplicità: sulla destra foto in bianco e nero di bambini impegnati nelle più quotidiane e riconoscibili attività dell’infanzia reale di allora (forse oggi più ideale, ma bisognerebbe parlarne, magari qui): scaricare il fratello minore con la carriola nell’orto, mangiare sull’erba in un'area di servizio, parlare ad una gallina seduti su un tavolo, nascondersi agli occhi dello spaventapasseri, lavare i piatti nel catino dell’acqua bollente, morsicare le mani del fratello maggiore…

Le immagini mostrano momenti più o meno consueti, ma soprattutto gesti e volti di bambini che sono e rimangono gli stessi oggi come ieri: lo stupore, la gioia, la stanchezza, l’elettrizzante sensazione di correre, la curiosità, lo spavento, la concentrazione, la noia, l’affetto. I bambini leggeranno chiaramente le espressioni, mentre i grandi, come me, godranno nell’oggi nel riconoscere i maglioni, gli arredamenti e alcune situazioni tipiche della loro età.

I testi di Munari, disposti nella pagina bianca sulla sinistra, sono geniali: da una parte ammiccano ai grandi, strappando sorrisi contestualmente alla visione della foto («tutto quello che dirai al giudice può essere rivolto contro di te» recita il testo accanto alla foto di un bimbetto accompagnato per mano da un papà e un nonno), ma si rivolgono ai bambini, consci che questi ultimi amano i suoni ripetuti («non è vero non è vero io non c’ero io non c’ero», «brutta mucca brutta vacca sulla merenda mi hai fatto la cacca», «poppo pippi peppe pappa»), le assonanze e i ritmi altalenanti («non era la balena non era l’elefante era un mostro con sei zampe»). Come dicevo, Bruno Munari non pretende che vi sia una comprensione del testo: sono giochi, divertissement per l’orecchio dei piccoli.

L’edizione offre inoltre, in basso alla pagina, la traduzione inglese e francese.

Saverio è stato calamitato dai bambini, come succedeva a me, ma voi regalate Ciccì Coccò ai bambini più piccini, abbandonate l’idea della comprensione, della “storia”, divertitevi con loro facendo sfilare davanti ai loro occhietti queste facce che loro riconosceranno e leggeranno e sorridete loro mentre leggete solennemente: «forse quel bambino dice la gallina farà un uovo domattina».

Ciccì Coccò Enzo Arnone - Bruno Munari 120 pagine Anno 2014 Prezzo 13,00 € ISBN 9788886250832 Editore Corraini editore 
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