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18 ottobre 2016

Facciamo che…

Leggere Facciamo che di André Marois e Gerard Dubois significa varcare un’altra dimensione, temporale alla apparenza (perché le illustrazioni e lo spazio rappresentato richiamano un mondo lontano almeno 100 anni), ma spaziale nella realtà (se consideriamo il mondo dell’immaginazione, come un mondo altro!). Per varcare questa soglia magica, avete bisogno di un compagno di ventura e una parola magica, un’espressione unica capace di catapultarvi al di là del reale, in un mondo tutto vostro: «facciamo che…».

Dentro l’immaginazione può succedere certamente di tutto, ciò a cui forse non eravamo preparati è che quel “di tutto” si declinasse in un travolgente, quanto fisico e confusionario, libero, vero gioco. “Mamma fanno delle pazzoidate”, questo il neologismo coniato dal mio 6enne immerso in una lettura ridente e sorridente delle avventure di Jean Francois e del suo amico nonché padroncino di casa. I due bimbi, infatti, incontratisi per un pomeriggio di giochi in casa, vengono lasciati “momentaneamente” soli dalla mamma che con compassata e controllata tranquillità se ne va bucolicamente «a prendere un po’ di verdura nell’orto». Eppure avrebbe dovuto notare il berretto frigio del giovane rivoluzionario: tutto preannunciava un sconvolgimento senza precedenti! I due bimbetti non ci mettono molto a varcare la soglia del gioco: «Facciamo che siamo guerrieri solitari…». Non so se sia prerogativa dei maschi, certamente i due protagonisti non si accontentano di sorseggiare tazzine di tè seduti ad un tavolino come facevo io: le «armi speciali» sono le prime a fare la loro comparsa, seguono «enormi rocce», «mostri pelosi», «torri», «ponti levatoi»… Gli spazi sono travolti senza che ce ne si renda conto, l’agone libera forze sopite, la foga bellicosa si riversa su tende, comodini, stipetti, tovaglie, cani, pappagalli, pesci, pentole, vasche, lettoni, armadi… ogni oggetto è trasfigurato nel mondo dell’immaginazione, ogni inciampo è un affondo del nemico, ogni intralcio una prova da superare. Sono turbinosi i moti dei due bambini: innalzano barricate (anche qui il riferimento alla rivoluzione francese è più che esplicito!), saltano all’arrembaggio attaccati al lampadario, attraversano deserti, si immergono in armadi, risposano su lettoni sfatti… Il testo segue, in un crescendo incalzante, documentando con perizia ciò che i due descrivono (come poi effettivamente accade nei giochi!) secondo lo spirito che li anima: «I nemici sarebbero troppi, e saremmo costretti a fuggire dalla nostra isola, anche se non avremmo mai paura»… «Ci riposeremmo un po’ prima di riprendere la battaglia. Ma dormiremmo con un occhio solo»… Quale sarà la reazione della madre perfettamente abbigliata con il suo cappello di paglia al rientro dal giardino? «Avete fatto i b…». Lungi dal ritorno al reale i nostri due terribili, accolgono nel gioco anche lo sguardo al limite del furore della genitrice: «Avremmo una nuova nemica, e stavolta avremmo molta paura».

Il libro è esilarante, le linee dritte predominano nei disegni di Gérard Dubois e gli spazi sono descritti minuziosamente, creando quello spazio tridimensionale necessario a contenere i movimenti vorticosi del movimento dei bambini che mai si urtano tra loro, ma che tutto travolgono. L’aspetto vintage delle immagini relega in un passato quasi mitico (mio figlio non è stato minimamente toccato dall’idea che lui produce i medesimi guai!), ma nello stesso tempo storico e coerentemente descritto (gli arredamenti sono tutti riconducibili ai primi del Novecento). Forse per amplificare questo effetto avrei scelto una traduzione che preferisse il cosiddetto imperfetto ludico (facciamo che ero un pirata) al modo condizionale, tuttavia la scelta del traduttore (Paolo Cesari) ha il grande vantaggio di sottolineare il mondo di possibilità che la lingua e la mente hanno a disposizione quando ci si abbandona all’immaginazione!

I bambini ridono e ridono e ridono. Un inno al gioco libero, spensierato, intenso e serio, come sono i bambini! Dai 5 anni in su.

Facciamo che
André MaroisGérard DuboisPaolo Cesari
(traduttore)

40 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 13,00 €
ISBN: 9788899064389

Orecchio acerbo editore
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