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22 ottobre 2017

Margaret Bloy Graham

Margaret Bloy Graham è stata una famosissima autrice e illustratrice canadese di storie per bambini, vincitrice di ben due Caldecott medal e naturalmente completamente sconosciuta in Italia.

Nata nel 1920 e morta due anni fa, è famosa in tutto il mondo per la serie Harry the dirty dog, scritta dal suo primo marito Gene Zion e illustrata da lei. Il primo riconoscimento arriva nel 1951, il secondo l’anno successivo (con un diverso autore), il successo come coppia lavorativa continua anno dopo anno, solo alla fine del matrimonio Margaret decide di cimentarsi anche nella scrittura e firma la quadrilogia dedicata ad un altro cagnolino e alle sue avventure: Benjy.

Io non lo conoscevo minimamente né avevo in mente chi fosse Margaret Bloy Graham, quando a Pechino, tra gli scaffali di una piccola libreria presi tre volumi con un cagnetto simpatico in copertina. Arrivata a casa, ho scoperto tutto!

Benjy è un cagnolino color miele davvero intelligente che vive con la sua famiglia (papà, mamma e due figli) in una tradizionale casetta monofamiliare con giardino in un quartiere tranquillo di una piccola città canadese, supponiamo. Le sue avventure partono sempre da qui ed esplorano lo spazio attiguo, fatto di deliziose vecchiette della porta accanto, piccoli negozi nel centro del paese dove i venditori indossano grembiuli azzurri e camice a quadri, i poliziotti si aggirano lustri ed eleganti nelle loro divise nere con berretto: un universo anni ‘50, gli anni in cui nacquero queste storie.

Nella prima avventura Benjy rivendicherà il suo diritto a dormire accoccolato tra le coltri dei suoi piccoli fratelli umani. La cuccia così ben costruita e comoda sarà sempre troppo lontana e dopo una rocambolesca fuga alla ricerca di un luogo e di una famiglia alternativa anche la famiglia umana capirà che la cuccia può meglio essere impiegata come fioriera! Nel secondo volume Benjy affronterà la gelosia per un nuovo arrivato a casa: la nonna porta infatti in dono ai nipote uno splendido pappagallo. Tutti, manco a dirlo, sono entusiasti, Benjy un po’ meno, tanto che un pomeriggio architetta un piano per disfarsi della gabbia del pennuto, gettandola nel bidone di latta della spazzatura. Ma proprio mentre sta per cadere tra i rifiuti la porticina si apre e il pappagallo si libra nel cielo. La famiglia è disperata e armata di retini, cibo e volantini parte a caccia del pennuto. Inutile dire che le ricerche non portano risultati e tutti sono disperati, solo allora Benjy si rende conto della sua cattiva azione: sarà lui a ritrovare il pappagallo e sarà lui a fornire l’idea per riuscire a riacchiapparlo, riparando il torto fatto! Nella terza avventura Benjy farà amicizia con la sofisticata barboncina della vecchia signora della porta accanto. La cagnetta campionessa di bellezza non può certo giocare nel prato con i cani del quartiere e questo la rende molto triste. Accompagnata all’esposizione canina anche da Benjy, scapperà impaurita e forse anche un po’ stufa: sarà Benjy e la squadra canina del quartiere a ritrovarla e a far capire alla sua padrona che forse Fifi ha solo bisogno di qualche corsa spensierata nei prati.

Le storie sono scritte in modo tradizionale secondo un modulo ricorrente quasi fiabesco: situazione-precipitazione-redenzione. Il protagonista canino sdrammatizza la narrazione, offrendo un punto di vista e una voce narrante piccola e infantile. Benjy è alter ego di un bimbetto di 4-5 anni: si arrabbia, si ingelosisce però si pente, gioca a perdifiato e adora i suoi amici. Le immagini sono deliziose nella loro ambientazione, curate nei dettagli e molto esplicite nell’espressione delle emozioni: gli sguardi, i gesti dei personaggi sono sempre molto eloquenti!

Una serie di libri davvero preziosi (peccato non aver preso il quarto, beata ignoranza!).

Benjy’s dog house
Margaret Bloy Graham

Benjy and his friend Fifi
Margaret Bloy Graham

Benjy and the barking bird
Margaret Bloy Graham

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