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10 ottobre 2018

Il bambino è un attivo ricercatore nell’ambiente

Appena nato il bambino si trova a dover gestire una serie di stimoli che nella vita uterina erano mediati dalla madre. Non sorprende dunque che la vista sia l’ultimo dei sensi a svilupparsi: il neonato tutela se stesso, escludendo dal suo raggio visivo molto di quel mondo che a poche settimane di vita risulterebbero ancora troppo per lui. I neonati non sono però ciechi, meraviglia della natura, ma già a poche ore di vita riescono a mettere a fuoco fino a 30 cm dai suoi occhi, che corrispondono più o meno alla distanza tra il viso del bambino e della madre mentre allatta: come a dire quel che mi interessa sei solo tu, mamma. Inizialmente, dunque, la parola d’ordine è: non bombardare il bambino di stimoli, la sola voce è sufficiente.

Con il compimento del primo mese il piccino comincia a mettere a fuoco, affinando il senso della vista, la capacità segue progressivamente la capacità del bambino di gestire gli stimoli esterni. Mentre è supino il bambino si guarda intorno osserva ciò che lo circonda per i brevi momenti in cui riesce a mantenersi vigile. Con i mesi successivi questo intervallo si amplierà sempre di più e il bambino si sforzerà addirittura di rimanere sveglio.

Il movimento è ciò che attrae maggiormente la sua attenzione, oltre ai contorni netti ed è per questo che tra i primissimi libri da proporre ai neonati, senza mediazione dell’adulto, ci sono quelli con le linee, i puntini e le figure in bianco e nero.

Le righe e i puntini, se disposti alternativamente in bianco e nero, vengono percepiti in movimento dall’occhio giovane del bambino che ne rimarrà affascinato.

Potete naturalmente preparare voi dei semplici foglietti con righe nere ben segnate e offrirle alla visione del vostro bambino, altrimenti potete fare come me e prendere Spots and dots  di Art baby: Teresa (3 mesi) ne è rimasta ipnotizzata.

Il passo successivo riguarda i soggetti quotidiani che il neonato progressivamente osserva nel suo mondo. Pioniera e autrice di innumerevoli libri di questo genere è Tana Hoban, fotografa americana, scomparsa nel 2006: i libri di questo tipo rimangono quasi ancora esclusivamente tutti a firma sua.

Come riconoscere un libro di qualità?

Tre sono le caratteristiche peculiari perché i libri in bianco o in nero possano essere definiti adeguati ai loro lettori: le immagini devono essere quotidiane, stereotipate e assolutamente realistiche. 

I soggetti devono poter essere riconosciuti dal bambino perché possano essere di suo interesse: meglio una bavaglia, un bottone, una borsa che un orso, una ballerina, una stella.

La stereotipia concettuale (ovvero nella scelta dei soggetti) è importante per la riconoscibilità del soggetto: meglio un merlo che un fenicottero, meglio una sedia classica che una Phantom.

Il realismo, infine, è la vera e unica possibilità per destare l’interesse di lettori così piccoli: naturalmente l’astrazione non è una capacità che ancora posseggono, ma non solo, i neonati non hanno visto abbastanza realtà per poter essere capaci di riassumerla nelle loro peculiarità. Un uccellino morbidoso e sorridente non verrà riconosciuto: i neonati adorano la realtà, quindi le riproduzioni pedissequamente fedeli alla realtà, quindi le immagini fotografiche.

Infine un accorgimento utile è la struttura del libro stesso: scegliete un leporello (quelli che si aprono a fisarmonica), come quello di Black & White, il bambino disteso potrà più facilmente dedicarsi alla lettura!

Insomma non è mai troppo presto per regalare un libro ad un bambino: lasciate che possa guardare, leggere ed ascoltare, è più competenti di quanto ci si aspetti.

Black & White
Tana Hoban 

16 pagine
Anno: 2007

Prezzo:7,99 $
ISBN: 9780061172113

Greenwillow editore

Spots and dots
Art baby 

10 pagine
Anno: 2007

Prezzo:7,00 $
ISBN: 9781587285943

Two can editore

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