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29 settembre 2017

Libri inclusivi sulla disabilità

Gloria Francella, Pino ha perso le parole, Sinnos

Gloria Francella, Pino ha perso le parole, Sinnos

Parlare di disabilità è sempre difficile, farlo a scuola ancora di più. Diffidenza, ignoranza, imbarazzo, disattenzione, a volte la semplice discrezione che diventa incomprensione… I genitori di bambini con bisogni speciali si barcamenano tra l’esigenza di rispettare il proprio figlio, i suoi tempi, la sua voglia o non voglia di raccontare e di essere al centro dell’attenzione e una legittima richiesta di riconoscimento di una diversità che può essere una ricchezza, ma che deve innanzitutto essere riconosciuta. Ogni bambino è diverso e unico, alcune diversità però sono più rare ed uniche e spesso incutono timore.

Come parlarne?

Nell’ambiente scolastico i piani da considerare sono diversi: l’adattamento del metodo di apprendimento (avete letto l’intervista sui libri per ragazzi con DSA? Tra pochi giorni vi parlerò della grandissima risorsa dei silent book per ragazzi con con problemi di apprendimento vario!), l’accoglienza empatica del bambino nella classe e naturalmente la consapevolezza e il desiderio di parlarne del protagonista. Il punto di partenza è dunque l’accoglienza della famiglia che saprà mediare l’ingresso e presentare il proprio figlio alla scuola, il passo successivo sarà accompagnare l’allievo in classe.

Elisa Mazzoli, Sonia MariaLuce Possentini, Noi, Bacchilega

Elisa Mazzoli, Sonia MariaLuce Possentini, Noi, Bacchilega

Come raccontare ai bambini le esigenze di un bambino speciale? 

Cruciale è certamente la capacità dei maestri e dei professori di creare un clima di empatia, ascolto e valorizzazione all’interno della classe, questo di per sé potrebbe essere sufficiente. Tuttavia la moderna letteratura per l’infanzia offre diversi spunti di riflessione che possono tornare utili nel parlare di disabilità.

1) Libri che parlano esplicitamente di disabilità

Ci sono diversi progetti strutturati che coinvolgono autori ed illustratori di vaglia, affinché parlino di disabilità. Quando il progetto è curato nei dettagli, i prodotti editoriali sono piuttosto ben fatti, tuttavia penso che la maggior parte di questi testi possa esser più utile agli adulti per trovare le parole “per narrare”, piuttosto che ai bambini per capire. Spesso, soprattutto ai primi livelli di scolarità, il bambino non è interessato alla sintomatologia, quanto piuttosto a come poter comunicare o relazionarsi con il nuovo arrivato. L’obiettivo infatti è l’inclusione.

  • L’Associazione Onlus Uniti per crescere attraverso le case editrici Kite e Lapis ha promosso la collana “Uniti per Crescere”. Grazie alla penna di Luigi Dal Cin e alle illustrazioni di Chiara Carrer sono stati curati tre volumi: Il puzzle di Matteo il cui protagonista è un bambino affetto dalla sindrome di Prader Willi, Il deserto fiorito che tratta la sindrome di Angelman, Lo sguardo fragile che tratta la sindrome del cromosoma X-fragile.

Tutti i testi raccontano dell’incontro di qualcuno con un bambino affetto da una sindrome particolare e in tutti i casi la descrizione dei comportamenti ricalca effettivamente la sintomatologia tipica delle diverse sindromi. Il protagonista bambino è presentato positivamente attraverso i racconti delle persone che accanto a lui gli vogliono bene e sono offerti spunti di riflessione per imparare a comunicare e a gestire le situazioni di disagio. Spesso è una similitudine o una metafora a descrivere compiutamente la particolarità del protagonista (il bambino affetto da sindrome del cromosoma X-fragile è come un vigile nell’ora di punta), in ogni caso il bambino viene valorizzato come elemento prezioso all’interno della comunità. I testi sono molto “raccontati” ed espliciti e si rivolgono ad un pubblico adulto, tuttavia una loro lettura particolare potrà essere utile come introduzione in classe.

Beatrice Masini, Simona Mulazzani, Il posto giusto, Carthusia

Beatrice Masini, Simona Mulazzani, Il posto giusto, Carthusia

  • Carthusia da anni collabora con diverse associazioni, editando testi dal carattere sociale con l’obiettivo dell’integrazione. I volumi, in questo caso, sono per lo più albi illustrati che si rivolgono prevalentemente ai bambini, anche se la mediazione dell’adulto è in questi casi fondamentale, anche nella scelta del testo. Nei diversi volumi la disabilità non è citata esplicitamente, ma trasfigurata in storie che possono avere un’autonomia anche al di fuori della trattazione della diversità. Qui trovate il catalogo con la descrizione di tutti i progetti speciali, curati dalla casa editrice, io in particolare vi segnalo:

– Beatrice Masini, Svjetlan Junakovic, Mia sorella è un quadrifoglio: dedicato alla sindrome di Down.

– Emanuela Nava, Chiara Bongiovanni, Guarda Guarda: dedicato alla sordità.

– Maurizio Rigatti, Annalisa Beghelli, Nino Giallo Pulcino: dedicato alla sclerosi tuberosa.

– Gionata Bernasconi e Simona Mulazzani, Martino piccolo lupo: dedicato all’autismo.

Maclear Arsenault, Virginia Wolf, Rizzoli

Maclear Arsenault, Virginia Wolf, Rizzoli

  • Volumi singoli di altre case editrici:

Il tema della disabilità torna anche in albi illustrati particolarmente riusciti, ma non inseriti in collane esplicitamente dedicate al tema. Questi di seguito sono alcuni titoli interessanti:

– Elena Spagnoli Fritze, Il mondo è anche di Tobias, Lapis: dedicato all’autismo. Una storia potentissima sul coraggio della madri.

Kyo Maclear – Isabelle Arsenault, Virginia Wolf. La bambina con il lupo dentro, Rizzoli: dedicato alla depressione. Una storia sulla tristezza e sul ruolo delle persone che ti vogliono bene.

– Rosa Tiziana Bruno–Ambra Garlaschelli, La pasticceria Zitti, La Margherita: dedicato al mutismo.

– Gloria Francella, Pino ha perso le parole, Sinnos: dedicato alla balbuzie e ai disturbi del linguaggio.

Jimmy Liao, La voce dei colori, Edizioni gruppo Abele. Davvero la cecità impedisce di vedere?

2) Libri che parlano di diversità e unicità

Beatrice Alemagna, I cinque Malfatti, Topipittori

Beatrice Alemagna, I cinque Malfatti, Topipittori

Questi che vi elenco invece sono albi illustrati che raccontano della diversità come di una risorsa. La consapevolezza dell’unicità di ciascuno e dell’imperfezione di tutti, mette in una prospettiva valorizzatrice le caratteristiche di ciascuno e interpella i lettori/ascoltatori in prima prima persona. Questi testi possono essere letti in classe per educare uno sguardo empatico e accogliente.

– Beatrice Alemagna, Nel paese delle Pulcette, Phaidon: ognuno ha caratteristiche uniche, senza un perché.

Satoe Tone, Questo posso farlo, Kite: chi sembra incapace può fare grandi cose.

Antonella Capetti, Il salone di bellezza, La margherita: tu vai bene così come sei.

Beatrice Alemagna, I cinque Malfatti, Topipittori: la perfezione non esiste.

– Daniele Movarelli – Michele Rocchetti, Quellilà, Il giralangolo: la paura ci rende più diversi di quanto non siamo.

Cristina Petit, Ci sono bambini e bambine!, Valentina: ogni bambino ha solo bisogno di trovare la propria melodia.

– Carrier Isabelle, Il pentolino di Antonino, Kite: quello che sembra un peso, forse è un’opportunità.

– Elisa Mazzoli, Sonia MariaLuce Possentini, Noi, Bacchilega: a volte basta darsi il tempo per conoscersi.

E voi conoscete altri libri sul tema che vi hanno colpito? O che vi hanno aiutato a parlare della disabilità di vostro figlio?

Comments

  1. Titti

    Un ttascurabile dettaglio
    Nei panni di zaff
    Filo magico
    Quelli di sopra e quelli di sotto

  2. Fiorenza Monaco

    Grazie per aver trattato in modo così rapido, efficace e delicato l’ argomento della disabilità…

    • Di niente è un tema che andrebbe sviscerato certamente meglio, ma volevo iniziare a gettare un seme!

  3. La disabilità è sempre un tema delicato, da trattare con estremo tatto. Grazie per averlo fatto con molta cura 🙂

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