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21 febbraio 2016

LIA: viaggio

L’ultimo appuntamento di LIA è stato un po’ sottotono, innanzitutto perché eravamo tutte piuttosto dispiaciute dagli eventi che hanno travolto LIA – causa per cui anche il gruppo di Milano dal febbraio camminerà da solo – e un po’ perché il tema “viaggio”, sulla carta tema affascinante e avventuroso, si è rivelato piuttosto difficile per la sua genericità. La difficoltà consisteva nel fatto che praticamente il 99% dei libri poteva rientrare in questa categoria: argh!!!!

Io stessa ero infiacchita, più pensavo al viaggio e più gli albi da portare si moltiplicavano: c’è il viaggio onirico e mentale, il viaggio inteso come crescita e vita (che si trova a partire dalle fiabe e dall’epica) – e già la grande maggioranza degli albi possono considerarsi “selezionati” – poi c’è il viaggio come avventura, svago e godimento della natura, il viaggio come possibilità di racconto e… insomma ogni albo avrebbe potuto essere portato all’incontro!

Così ho optato pigramente per una selezione (un libro per categoria!) di albi già visti:

viaggio-crescita: Cappuccetto e il viaggio in autobus

viaggio onirico: Viaggio 

viaggio avventura: Locomotive

Su quest’ultimo ci siamo soffermate di più: il viaggio è una componente essenziale della storia americana e Locomotive è un esempio unico e originale di come il viaggio possa essere il protagonista.

Oltre a questi libri portavo con me una domanda: perché si viaggia?

Devo dire che le amiche erano un po’ sulla mia linea d’onda. Chiara ha portato Oliver Jeffers e il suo Chi trova un pinguino, A caccia dell’orso e la seconda puntata de La casa sull’albero, L’isola. Ci siamo ricordate di come l’amicizia sia un viaggio e di come implichi investire del tempo per conoscere l’altro, se poi si è insieme il viaggio è più sereno e neanche le tempeste di neve spaventano. L’ultimo albo è quello che ci ha interrogato di più: esiste il viaggio fine a se stesso? La conoscenza è uno spostamento continuo? O ci si sposta per trovare un luogo dove fermarsi?

Non sono mancate le disquisizioni artistiche sulle onde e i riferimenti a Katsushika Hokusai.

Virginia ci ha portato un esempio di viaggio usato come espediente per strutturare un libro gioco (La grande traversata) e poi con il viaggio esperienziale de Piccolo elefante cresce, infine un pop up amatissimo dalle sue bambine Scia: un tripudio disordinatissimo di bianco.

Marina ha portato Luna e la camera blu: ci ha raccontato di come immaginare per lei rappresentasse uno dei viaggi più interessanti della sua infanzia.

E poi eccolo. L’incredibile viaggio di Shackleton di William Grill: un libro che avevo notato amato e accantonato in attesa che il pargolo crescesse – niente di più sbagliato, ma vi racconterò! – ora lì in tutto il suo splendore. Un racconto di un’avventura di quelle epiche che è vita e scoperta nello stesso tempo.

In conclusione il viaggio è una dimensione dell’umano: l’uomo da che c’è, viaggia, perché vive e cresce.

Di comune accordo ci siamo date appuntamento per continuare i nostri incontri speriamo sotto una nuova spinta positiva e spero che anche i miei resoconti potranno essere più intriganti: io sto già cercando le mie ragazze avventurose!

Ci vediamo settimana prossima 😉

E voi che libri sui viaggi avreste portato?!

Comments

  1. Non so quali siano gli eventi a cui ti riferisci, ma di qualsiasi cosa si tratti,mi sembra una scelta sensata quella di proseguire in un percorso che finora ha unito, messo a confronto e in contatto idee, suggestioni e punti di vista lontani, sul filo rosso di una comune passione.
    Io ti leggo sempre con piacere, e seguo anche in lavoro dei gruppi di lettura di cui sei partecipe.
    Trovo incredibile come il confronto con altri possa aprire prospettive e peemetterti di vedere cose note in un’ottica mai considerata prima.
    Mi piacerebbe poter accedere a un gruppo di confronto simile nella mia città, nel frattempo rimango sintonizzato sul virtuale e faccio incetta di nuove letture anche grazie ai tuoi (vostri) suggerimenti.
    Sul viaggi mi viene in mente Viaggio su una nuvola, che è arrivato di recente, dove l’esperienza artistica (di Chagal) viene spiegata come una sorta di trasvolata poetica tra colori e suggestioni.
    Vero quella che dici, che qualsiasi storia è in fondo, un viaggio

    • Sono molto d’accordo con te i gruppi, sono una fonte non solo di scoperta, ma di arricchimento personale e si sguardo. Ti è piaciuto il Viaggio sulla nuvola? Io sono sempre un po’ diffidente sulle storie degli artisti, ma se dici che vale, lo cercherò.
      Vedi i confronti sono sempre preziosi 😀

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