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30 ottobre 2015

LIA: sogni

Sogni: questo era il tema per il mese di ottobre e finalmente dopo mesi di esitazioni, problemi e disguidi uno dei due gruppi LIA (Leggere insieme ancora) di Milano è riuscito a ritrovarsi, nell’intima, accogliente e luminosa libreria Aribac.

A differenza di altre volte, in cui il tema mi aveva messo particolarmente a disagio, questa volta ero molto esaltata perché avevo un terzetto di libri a tema davvero belli e particolari (ve li presenterò domani ;)).

Tuttavia mentre dedicavo un po’ di tempo a pensare al tema, la lista di libri che mi si presentavano alla mente si moltiplicava vertiginosamente.

Sognare: la prima precisazione d’obbligo che mi è venuta in mente riguardava la distinzione tra il “sognare ad occhi aperti” (aspirazione, desiderio, fantasticare) e il “sognare ad occhi chiusi” (sonno e sogni).

Per quanto riguarda il sognare ad occhi aperti cruciale mi è sembrata da subito la nozione di soglia. Nella letteratura per ragazzi il tema è comunissimo e ricorrente: in C. S. Lewis, Il leone la strega l’armadio è per l’appunto un armadio il varco che porta a Narnia, negli albi illustrati la soglia si declina in una porta (Viaggio), ma anche nel castello di stracci che dà vita al gioco e all’immaginazione (Valdo) o semplicemente nel letto che segna il passaggio dalla veglia al sogno (Buon viaggio Piccolino).

C’è poi tutto il filone del sognare ad occhi chiusi, ovvero cosa sogniamo?

Di norma si sognano grandi avventure e si visitano mondi inaspettati. È il caso de Lo schiaccianoci di Tchaikovsky (che potete leggere nella versione di Schiaccianoci e il Re dei topi di Vivian Lamarque-Maria Battaglia), Luca la luna e il latte, Eine Nacht voller Träume, Mentre tu dormi (appuntamento a domani per parlarne, insieme!).

In altri casi il sonno è la possibilità di allentare e scatenare i propri sentimenti di rabbia come ne Nel paese dei mostri selvaggi o di rientrare lentamente in se stessi come ne La luna e il bambino.

In altri ancora il sogno è un incubo, come in La cosa più probabile di Bacchilega editore.

Cosa accomuna tutti questi sogni? Molto freudianamente ciò che ho notato è che tutti i sogni nascono da una contaminazione con il vissuto: è la stanza, è la storia ascoltata, sono i giochi, le tensioni della giornata, i luoghi, le persone… è la vita che permette di sognare.

Dopo questa lunga introduzione le amiche hanno sviscerato a modo loro altri diversi aspetti molto interessanti. Insieme a Chiara abbiamo cercato di sviscerare il tema ne La pantera sotto il letto: il sogno è fuori dal tempo e dallo spazio, è una dimensione sospesa e assoluta. Sognare è come entrare nel bosco: è, in fondo, affrontare le proprie paure.

Solo i bambini sognano, i grandi non vedono più i sogni, i grandi non vedono. Sulla falsariga della miopia del mondo adulto ecco La notte di Elbruch: «Di notte non succede proprio niente» dichiara l’esasperato padre nel cuore della notte, mentre Alice in persona porge al piccolo protagonista un palla per giocare.

Cristina ci ha ricordato come mentre si dorme il volto si rilassi e ricordi l’espressione dei bambini: quando si dorme le reazioni sono vere e non velate dal controllo adulto. Come esempio di questa schiettezza ritrovata Cristina mostra un capolavoro di Isol, evidente pensato per i grandi, ma poetico e magico (e si illumina di notte, come le lucette dei bambini!). I sogni sono legati anche ai ricordi che riemergono a briglia sciolta nelle ore notturne: ecco Sonno gigante e sogno piccino.

Ma i sogni possono essere vissuti da spettatori o si è sempre coinvolti in prima persona? Si può essere registi esterni dei propri sogni? Si può decidere cosa sognare? Si può decidere nei sogni?

Si riprende il tema del sogno-bambino con La leggerezza perduta : sono i bambini che permettono ai grandi di sognare, i bambini regalano i loro sogni.

Virginia infine si è concentrata sul sognare ad occhi aperti: Vorrei avere e Vorrei essere che poeticamente plasmano l’immagine di sé. Sognare non è solo una questione personale, ma il sogno è anche il desiderio di una trasformazione del mondo, non a caso (ci ha fatto notare lei) Bisognerà ha al suo interno il sogno!

Ci vediamo domani con la mia personale top three!

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