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12 novembre 2014

LIA: lupi.

L’incontro di Milano ha avuto il profumo del caffè e delle brioches, che le libraie di Aribac ci hanno preparato all’interno della loro libreria, è stato un incontro luminoso e chiaro come il sole che ha rischiarato le pareti bianche costellate di libri. 

Iniziare la giornata parlando di libri significa partire con il piede giusto.

Non eravamo un gruppo numerosissimo, oltre a Silvia e Cristina, che hanno partecipato attivamente, tra un cliente e l’altro, Marina, Lorella con la sua mamma, Karin (la guida di Milano-Vimodrone), una signora che entrando ed ascoltandoci si è fermata (e se ne è andata via con due lupi sottobraccio!) ed io.

E proprio vero come dice Pennac che tra persone che condividono le stesse passioni, la familiarità nasce schietta e immediata: senza formalità e senza il minimo imbarazzo dopo le prime presentazioni il discorso si è avviato naturalmente.Tanti e bellissimi i libri presentati, profonde la considerazioni avanzate che non sono rimaste alla superficie, inaspettati percorsi seguiti: abbiamo parlato di depressione, di malattia e di dolore, ma anche di arte, di incontri ravvicinati e di femminilità. Tanti aspetti perfettibili, ma l’energia creatasi ha contagiato tutte direi.

Così scrivevo a caldo dopo qualche giorno dal primo incontro di Leggere insieme… ancora (LIA), dedicato ai lupi. Era stato tutto così improvviso e, d’altra parte, così naturale che allora come oggi mi è difficile raccontare con contezza lo spirito di quella mattina: ero troppo frastornata, ma voglio rendere onore a quel giorno, perché tutta la mia avventura in LIA è iniziata in quelle ore.

Così ho deciso che vi racconterò di cosa ho parlato io, perché io mi ero preparata, perché so che le cose lasciate al caso si trascinano via e poi vengono male: l’improvvisazione non fa al caso mio, insomma.

1) Nelle fiabe originali di Perrault, e successivamente in quelle raccolte dai fratelli Grimm, il lupo simboleggia la tentazione, la seduzione, la forza bruta e ignorante, la prepotenza, la fame… la paura. Sicuramente le fiabe amplificano la situazione storica, dove il lupo rappresentava realmente una minaccia: il lupo viene trasfigurato e diventa il cattivo, la personificazione di tutti i timori che vagavano nel buio delle notti antiche. È indicativo però il fatto che in Perrault si trovi un’eccezione: nelle Bestie del Signore e quelle del diavolo, indovinate un po’, i lupi fanno da cani da guardia a Dio!

Per parlare di questa fase io ho portato le fiabe originali di Perrault e dei fratelli Grimm e poi le Le più belle fiabe di Richard Scarry, la versione più amata dal mio Saverio. Tra le ultime edizioni di fiabe, inoltre, ho portato con me Il lupo e la volpe, fiaba non così famosa, eppure rieditata, dove i colori cupi della narrazione originale appesantiscono la lettura, pur mantenendo una non scontata fedeltà all’originale.

1A) Sul tema generale, si sono scatenate le parodie, le riletture….

Tra queste, tra le più famose vi sono la trilogia dei cappuccetti di Bruno Munari (Cappuccetto verdeCappuccetto giallo Cappuccetto bianco) e i Versi perversi di Roald Dahl. In questo filone rientra anche la figura del lupo in Mario Ramos: Sono io il più forteSono io il più furboSono io il più bello. Il lupo è svilito e comicamente svillaneggiato nelle sue caratteristiche più celebrate.

2) Il lupo ha fin dall’inizio rappresentato anche la parte incoscia, il male che c’è nell’animo di ogni uomo, la sua natura irrazionale, quella parte non controllata che è insita in ognuno di noi. La simbologia del male dunque comprendeva, già all’origine, nella figura del lupo la rappresentazione della parte meno umana dell’uomo. Da qui tutta la tradizione dei licantropi…

Un albo meraviglioso che riprende esattamente questo aspetto del lupo è il capolavoro di Maurice Sandak Nel paese dei mostri selvaggi

4) Con la modernità, la ricorrenza della figura del lupo inizia progressivamente a perdere tutta la simbologia originale. Il personaggio lupo viene scelto per una storia ancora sulla falsariga di modi di dire e retaggi ormai opachi della concezione originale: il lupo è sempre affamato, il lupo è vorace, il lupo rappresenta la libertà (versione positiva dell’abbandono incontrollato).

Esempi di questo passaggio sono Un lupetto ben educato di Jean Leroy,Matthieu Maudet, Una fame da lupo di Lucia Scuderi e il mio amatissimo L’occhio del lupo di Pennac.

5) Poi, come ultimo passaggio, c’è il lupo che è soltanto un lupo, il lupo cha ha la possibilità di essere solo se stesso. Erano questi i tipi di albi che cercavo. Dove il lupo era solo un lupo? Io ho trovato Ululò libro che io e mio figlio abbiamo molto amato e Teo il lupo, testo di narrativa, compagno di lunghi pomeriggi della mia infanzia.

Le compagne di queste avventure hanno aggiunto tasselli significativi: il lupo che diventa depressione e malattia, il lupo che rappresenta la naturalità e la forza delle donne, il lupo che è cane domestico e che morde, il lupo paziente che sa aspettare e cova, e quello che ribalta gli stereoripi dall’interno… c’è stato tantissimo e onestamente io non rendo merito a tutti e per tutto… per questa ragione e tanto altro invito tutti a partecipare: è un’esperienza di cui far parte!

Prossimo incontro sabato 29 ore 16, da Aribac a Milano: parliamo di streghe!

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