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18 maggio 2016

I libri vitamina e la lettura in prima e seconda elementare.

I libri vitamina

Ho provato in diverse occasioni a raccontarvi che cosa significa per me leggere (qui e qui) e ultimamente mi è capitato di parlare di libri “aspirina”, ovvero i libri a cui ci si rivolge per risolvere magicamente un problema.

I libri aspirina vengono cercati prevalentemente quando il bambino deve fare un passo di crescita: accettare di fare la pipì nel water, incontrare un fratello appena nato, provare a dormire tutta la notte… Questi libri nutrono infatti il periodo prescolastico e alimentano un filone più o (spesso) meno riuscito.

Liesbet Slegers, Lisa va dal pediatra, Clavis

Liesbet Slegers, Lisa va dal pediatra, Clavis

Speravo che, con l’ingresso di mio figlio alla scuola primaria, questo genere di libri scomparisse dal nostro orizzonte ma mi sono accorta della presenza di libri molto simili: i libri “vitamina”.

Passata la fase in cui la lettura dovrebbe far sì che il bambino non abbia paure, abbandoni il ciuccio, o non senta nostalgia della mamma e così via, si passa a libri con una funzione esclusiva: far leggere.

I libri “vitamina” riguardano in modo particolare l’apprendimento dell’abilità di lettura e il suo esercizio. In questo modo a mio avviso si perde il piacere di ascoltare le parole e le storie.

La lettura che dovrebbe essere il naturale svolgimento di un momento di piacere condiviso che diventa personale con lo svilupparsi di capacità come il riconoscimento dei segni, diventa invece un obiettivo misurabile in quantità di pagine lette. Il contenuto narrativo, lessicale, sintattico, le capacità narrative dell’autore… tutto passa in secondo piano davanti all’imperativo: deve leggere.

Una preoccupazione badate che, di solito, non appartiene tanto agli insegnanti, quanto piuttosto ai genitori, che esortano i pargoli già in età prescolare all’esercizio della lettura, spesso a prescindere da una riflessione sul libro proposto.

Collet - Le Huche, E tu dove leggi?, Clichy

Collet – Le Huche, E tu dove leggi?, Clichy

La letteratura, perché di letteratura stiamo parlando, non deve incentivare niente: i libri accompagnano, nutrono l’animo, educano gli occhi alla bellezza. Se non accompagniamo i nostri figli ad amare la lettura, ad assaporare il senso delle parole, a leggere i silenzi fra le frasi, magari leggeranno le 30 pagine assegnate, ma chiuso il libro non lo riapriranno né ne apriranno un altro.

Non serve l’aspirina per qualche linea di febbre, non servono le vitamine per crescere: basta una buona mela.

Il bambino che legge alla scuola primaria

L’entrata nel ciclo della scuola primaria coincide, tendenzialmente, anche con il definirsi dei gusti personali.

Contemporaneamente il peso dell’esperienza di lettura precedente inizia a farsi sentire in modo più determinante: i bambini che hanno alle spalle anni di lettura condivisa di albi illustrati, incominciano ad avere esigenze di lettura di un certo tipo, altri che non hanno mai sfogliato un albo illustrato che non sia “commerciale” hanno esigenze diverse.

I bisogni si differenziano in modo più palese che alla scuola materna, diventa più importante pensare e proporre il libro al singolo, perché lo spazio entro cui pescare le proposte è molto ampio e diversificato. Per questo, a mio parere, è molto sommario stilare degli elenchi generici. Il metro di giudizio più affidabile per capire se la proposta è “tarata” sul bambino è il bambino stesso.

5 annotazioni + 5 libri x 5 percorsi di lettura

  1. Quando proponi un libro proponilo ad un bambino reale, pensa alle sue esigenze, alle sue domande e ai suoi interessi.
  2. Il bambino è competente: sa se ciò che gli proponete è adatto a lui, proprio perché non gli appartiene l’idea del “dover leggere”.
  3. Leggere è un piacere e si trova sempre qualcosa per cui valga la pena farlo.
  4. L’importante è destare nei bambini la curiosità sul mondo, non farli leggere.
  5. Le immagini non sono per bambini piccoli, il testo non è per bambini grandi: i due medium dialogano, parlano tra di loro e ai bambini.
Astrid Lindgren, Beatrice Alemagna, Lotta combinaguai, Mondadori

Astrid Lindgren, Beatrice Alemagna, Lotta combinaguai, Mondadori

1° percorso Ci sono bambini che dopo anni trascorsi sugli albi illustrati desiderano ascoltare: l’idea di poter immaginare il loro mondo li seduce, l’esercizio dell’ascolto li rende attenti e poco preoccupati dell’atto della lettura, che spesso è già automatizzato. Proporre letture lunghe, a capitoli, privi di figure, può essere ciò di cui hanno bisogno. È importante in questo caso riflettere sulla pertinenza delle tematiche contenute nei testi.

Astrid Lindgren, Lotta combinaguai  2 Roald Dahl, Il coccodrillo enorme 3 Beatrix Potter 4 Abby Hanlon, Dory fantasmagorica 5 Mario Lodi Bandiera

Philip Erin Stead, Lenny e Lucy, Babalibri

Philip Erin Stead, Lenny e Lucy, Babalibri

2° percorso Gli albi illustrati non vanno accantonati. I bambini allenati e avvezzi alla lettura condivisa, che hanno bisogno delle immagini, possono e devono continuare a leggere gli albi illustrati. Gli albi illustrati possiedono livelli di lettura diversi e possono essere un modo per coinvolgerli. Si possono prediligere quelli che lasciano maggior spazio al silenzio, alla cura delle parole e che incentivano la riflessione su di sé.

1 Carson Ellis, Casa 2 Beatrice Alemagna, I Cinque MalfattiPhilip Stead – Erin Stead, Lenny e Lucy 4 Giusi Quarenghi – Alessandro Sanna, Si può 5 Emily Hughes, Il piccolo giardiniere

Vecchini Sualzo, Gaetano e Zolletta, Bao

Vecchini Sualzo, Gaetano e Zolletta, Bao

3° percorso Ci sono bambini che per indole non amano molto l’esercizio della lettura: possiedono diversi talenti, spesso più fisici, ed è difficoltoso interessarli alla lettura. I fumetti possono spesso aiutare. La fisionomia dinamica del medium incentiva e invita al raccoglimento per mettersi al passo con lo sviluppo narrativo. Da non sottovalutare anche l’ampia offerta di albi illustrati non-fiction.

1 Silvia Vecchini – Sualzo, Gaetano e Zolletta 2 Luke Pearson, Hilda e il troll 3 Liniers, Il sabato è come un palloncino rossoNicola Davies – Emily SuttonMini. Il mondo invisibile dei microbi 5 Elise Gravel, Il verme

Benji Davies, Sulla collina, Il Giralangolo

Benji Davies, Sulla collina, Il Giralangolo

4° percorso I bambini che non hanno mai condiviso una lettura in famiglia o che non hanno mai sfogliato un albo illustrato rimarranno certamente a bocca aperta alla vista di un libro illustrato, pur probabilmente mostrando alcune difficoltà nell’approccio alla lettura. In questo caso (come nel percorso successivo) sarà fondamentale non cedere alla tentazione di offrire loro narrazioni troppo semplificate, nella prospettiva di “farli leggere” (Nuvola Olga, ad esempio, è una serie splendida che racconta però di esperienze basilari interessanti per una fascia d’età molto inferiore). La proposta di albi illustrati con trame ben segnate può rivolgersi a loro con efficacia.

1 Benji Davies, Sulla collina 2 Leo Lionni, Guizzino 3 Maurice Sendak, Nel paese die mostri selvaggi 4 Marianne Dubuc, Cappuccetto e il viaggio in autobus 5 Tomi Ungerer, Crictor

Aaron Becker, Viaggio, Feltrinelli

Aaron Becker, Viaggio, Feltrinelli

5° percorso Ci sono poi bambini che hanno delle difficoltà, a prescindere dalla loro storia di lettura (non parliamo di difficoltà di apprendimento a cui dedicheremo uno spazio prossimamente). In quest’ottica le collane di narrazioni brevi potrebbero permettere loro di introdursi alla lettura con soddisfazione. L’attenzione alla tipologia di collana proposta può aiutare. Le trame semplificate o le fiabe che ruotano intorno ad un singolo episodio e non impegnano a livello di comprensione, possono offrire a questi bambini l’appagamento della riuscita. Da non sottovalutare i silent book: rendersi conto di essere capaci di narrare infonde la fiducia necessaria per affrontare il testo scritto.

1 Albumini Emme edizioni (in particolare le fiabe di Piumini e le storie di Rodari) 2 Tandem Il castoro 3 C’era una fiaba El edizioni 4 Aaron Becker, Viaggio 5 Blexbolex, Ballata

Comments

  1. Ho preso nota! Un articolo molto interessante. Grazie!

    • Grazie Ketty, ho dovuto scriverlo mille volte 😀

  2. Brava Maria! Così si dice! 😊 Condivido tutto, e aggiungo che maestri di Saverio sono proprio fortunati ad avere una “consulente” come te! In bocca al lupo!

    • ahahahahah come ben sai non basta l'”in bocca al lupo” ci vogliono le congiunture astrali giuste per riuscire in tali imprese!

  3. Silvia

    Buongiorno Maria!
    Ho da poco scoperto il tuo sito… grazie!!!!!!!!
    Io fin da piccola sono cresciuta con un libro in mano e mi sto appassionando ancora di più da quando sono mamma di un bimbo, che ora ha 4 anni e mezzo.
    Fino all’anno scorso gli piaceva molto leggere insieme e farsi leggere, in questi ultimi mesi purtroppo non vuole più… mi risponde che lui vuole giocare, non leggere…
    Spero sia solo una fase passeggera…
    Intanto io prendo nota dalle tue preziose recensioni e dai tuoi consigli, come quelli contenuti in questo tuo ultimo post!
    Ancora grazie!!!!

    • Grazie! Tutti i bambini passano fasi alterne vedrai che la passione per la lettura lo conquisterà!

  4. Ho fatto spesso uso di libri aspirina, per quanto non mi aspettassi da essi soluzione prêt-à-porter, ma magari uno spunto per affrontare insieme momenti particolari della vita, come tu spieghi qui. Spesso poi accade che il suggerimento arrivi a me prima che a mia figlia, e che il libro in questione mi offra punti di vista a cui io da sola non sarei arrivata.
    È stato così col libro che segnali anche qui (sulla collina di Benji Davis), con cui ho affrontato la spinosa questione della gelosia, del desiderio di esclusività dei rapporti che tanto ci fa soffrire fin da piccolissimi.
    Sui libri viramina invece non mi pronuncio, non vi sono mai ancora incappata, ma in effetti mi sembrano superflui ed autoreferenziali.
    Terrò conto delle tue intelligenti osservazioni e dei tuoi preziosi suggerimenti di lettura.
    A dire il vero abbiamo già cominciato con Lotta, e meditavo di proseguire con Dory.
    Mimi che tra poco avrà 6 anni, sta infatti manifestando l’esigenza e il desiderio di letture a più vasto respiro, ed io mi trovo alquanto sguarnita al momento, e smarrita nella proposta editoriale. Mi aggrappo a te come a una boa.
    È anche alle stelle l’interesse per le fiabe tradizionali alle momento, soprattutto quelle un po’ peregrine.
    Con i fumetti invece non ho un buon rapporto. Sai che proprio è una forma letteraria con cui non ingrano? Chissà poi perché.
    Leggerti è sempre piacevole e istruttivo.
    A presto!

    • Ciao Susanna, che bello leggerti! Dopo il tuo ultimo articolo ero un po’ preoccupata e mi spiace non aver lasciato traccia del mio passaggio: ma non avevo parole adeguate.
      Concordo sulle aspirine, i libri sono uno strumento e dipende dall’uso che se ne fa 😀 E concordo sui fumetti: io non riuscivo e ancora faccio piuttosto fatica a capirli, ma Saverio quando ha padroneggiato bene il maiuscolo si è appassionato e io sto cercando di districarmi alla ricerca di proposte interessanti. Attendo foto del nuovogenito dopo la pancia gigantesca!

  5. Bellissimo articolo. Condivido ogni parola. Grazie Maria!

    • Sono certa e contenta che sia così!

  6. Martina Pusceddu

    Molto interessante, grazie per le riflessioni.

    • Sono contenta che ti sia stato utile!

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