Mio figlio è nato a dicembre, sotto Natale insomma, e quell’anno ricordo che l’attesa di Saverio si sovrappose a quella del Natale: la notte della vigilia l’emozione di avere tra le braccia quel frugoletto magro e rachitico tanto mi fece pensare all’emozione di quella giovane Maria in quella notte sperduta. Ricordo che una di quelle sere mio marito tornò a casa con un libro splendido, proprio sul Natale: Il presepio di Emanuele Luzzati e Tonino Conte. Perché ve ne parlo adesso? Perché questo libro, pur nella sua bellezza, ha potuto trovare un pieno godimento tra noi solo in questo periodo, all’alba del compimento del primo lustro del nostro patatone. Invitati a teatro da Emanuele Luzzati e dal suo inseparabile compagno di avventure Tonino Conte abbiamo la scena (un coloratissimo pop-up) e il copione (una storia allegata). Le due anime si completano e si passano la palla: il testo narrativo è molto lungo, testuale e con poche tavole illustrate a supporto, il pop-up acquista il suo senso profondo e incomincia a “parlare” solo se lo si ammira, ascoltando.

Tonino Conte scrive San Francesco inventò il presepio: il titolo mi ha colpito subito, perché va dritto al punto, non cerca di condirti su con giri di parole o interrogazioni retoriche. San Francesco inventò il presepio ecco. Il testo poteva però abbandonarsi alla descrizione storica, oppure ridursi ad una narrazione di contorno e invece, come spesso succede in coppie artistiche, Tonino collabora con Emanuele, donando il battito al cuore elaborato dell’immagine. Tutto incomincia con un angelo, l’arcangelo Gabriele, che non riesce a capacitarsi del posto in cui è stato inviato ad annunciare l’avvento del Messia, «aveva già aperto le ali per tornarsene su nel cielo quando, per fortuna, si ricordò che Dio è infallibile e che gli angeli devono solo obbedire». Tutto incomincia quasi silenziosamente e la prima immagine che troviamo accanto al testo inaspettatamente è l’angelo che parla a Giuseppe. I personaggi sono presentati in modo molto umano, personale e, se lasciate il pop-up aperto davanti agli occhi, il bambino-ascoltatore si trova circondato dalle figure che prendono vita e recitano davanti a lui. Giuseppe prepara una culla di cedro del Libano per il bimbo che gli è stato affidato, «ruba qualche ora al sonno», e quando Augusto, con tempismo impeccabile, chiama tutti al censimento Giuseppe obbedisce e parte e quando tutti i vicini iniziano a fare i loro commenti perché sull’asino Giuseppe, pietoso, Giuseppe, marito, Giuseppe, padre, mette la giovane Maria «Giuseppe se ne infischia» e va.

Poi quella notte, quella notte strana, di silenzio in cui tutti si accomodano al meglio che possono ed ecco: «di colpo il tempo di fermò, e in quel vuoto nacque il bambino chiamato Gesù.». L’autore ci descrive la scena: li vedi gli angeli? e i pastorelli? e le pecore? «Vi sembra che stia descrivendo un presepio?». Fu Francesco il primo a pensare al presepio. A questo punto l’autore poteva tagliare corto, aggiungere una breve appendice e chiudere e invece sceglie di raccontarci un’altra storia che ci porta in Siria, e poi davanti al sultano, una storia che si pone delle domande e che se le pone attraverso Francesco stesso e che si risponde, coraggiosamente: «la Terrasanta, Gerusalemme, Betlemme, la grotta della Natività non sono oltremare, in Palestina. Sono dovunque, perché innanzitutto sono nel cuore di ogni buon cristiano». Fu così che nella notte di Natale del 1223 un giovane donna con un bimbo in braccio uscì di notte e si recò in una grotta e così fece anche un vecchio pastore con la barba bianca  e tutti a Greccio, quella notte, accesero le candele che avevano in casa e poi uscirono, uscirono anche loro per andar a quella grotta e ricordare.

Un testo limpido, vivo, e commovente che racconta il Natale di Gesù. Certo il testo è lungo e il libriccino poco illustrato: bisogna essere allenati ad ascoltare, ma quest’anno Saverio è rimasto sospeso, in silenzio, in attesa, in ascolto.

Il pop-up, che è un presepio, è Luzzati: collage, colori, gesti, occhi, linee, decori, sovrapposizioni di colori e movimento. È arte che recita, parla, canta. Finalmente una natività che non è melensa e che non è il fumetto che fa concorrenza in rotondità a Babbo Natale, un gruppo con personalità e bellezza riconoscibile e ammirabile. La tensione e la gioiosa schiettezza del testo si fa immagine, costume, espressione, teatro: siamo davanti ad una Natività.

La dimensione di animazione si completa con la possibilità di “far nascere” il Bambin Gesù proprio solo a Natale, come in un palcoscenico allestito per voi.

Il libro è inevitabilmente delicato e gli anni scorsi ha rischiato più volte, ma quest’anno ce lo godiamo, eccome.

Un libro con personalità e schiettezza come pochi se ne trovano sul tema, ma forse per bambini grandicelli (4-5 anni).

Noi siamo già pronti: l’Avvento inizia e noi abbiamo decorato casa e fatto il presepe. Aspettiamo. Giosamente aspettiamo.

P.S. Il presepio di Luzzati riproduce quello realizzato nel 1997 da Luzzati per il comune di Torino che l’espone da allora ogni anno in piazza Castello. Da vedere!

Il presepio
Emanuele Luzzati - Tonino Conte

16 pagine
Anno: 2009

Prezzo: 16,50 €
ISBN: 9788861451124

Gallucci editore
Anobii

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