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11 settembre 2016

La narrazione dell’adozione. Parte 2

Guarda le stelle

Descrizione

Guarda le stelle racconta la storia di Leon un bimbo che vive una «casa grandissima coi muri bianche come la neve e mille finestre che si aprono verso il bosco». È la storia di un bimbo che vive una quotidianità molto diversa dai suoi coetanei, vive in un istituto con altri bambini, vive l’attesa di una famiglia. Ci sono gli alberi e la strada che corre verso il mondo sempre ferma e immota e poi c’è la casa e il suo interno: gli altri bambini («i grandi e i piccoli») tra cui gli amici, i pochi giochi, le camerate, i tavoli per mangiare e Dorina «la mamma di tutti». È malinconica l’esistenza di Leon: «“Guarda le stelle, Leon” gli diceva [Dorina] “Lo sai quante sono? Tante, tantissime, come le famiglie che aspettano il loro bambino”. Poi indicava col dito sul vetro. “Scommetto che quella, che brilla di più, un giorno verrà giù dal cielo per venirti a prendere”. Sono tre anni che Leon sta aspettando. Ma quanto ci mette ad arrivare una stella?». L’espressione dell’abbandono e di questo dolore covato trovano rappresentazione per Leon in un orsacchiotto abbandonato in strada, senza una gamba. Romi, questo il suo nome, diventa il compagno e il confidente del bambino e gli mostrerà il lato spensierato dell’infanzia che Leon desidererebbe. L’amicizia curerà l’orsacchiotto (Mira l’amica di Leon gli confezionerà una gamba nuova!) e insieme vivranno l’attesa dei genitori, che arriveranno: «L’auto si ferma. Scende una donna e un uomo che rimane più indietro. La donna fa un passo verso Leon. Non dice nulla, Lo guarda. Sorride. Apre le braccia. Ma non riesce a parlare».

Riflessioni

La narrazione sull’istitualizzazione è inedita, così come lo sforzo di raccontare il dolore dell’attesa del bambino che spesso si dimentica a favore di quella dei genitori. La rappresentazione della vita comunitaria è messa in secondo piano a favore dei pensieri di Leon, in ogni caso la percezione che se ne ha è di una realtà sospesa, una sorta di pre-vita, al di fuori del mondo, malinconica e molto sola. Probabilmente questo libro andrà letto a bambini adottati in età scolare che abbiano ricordi della loro permanenza in istituto, questo per non definire falsi ricordi in bambini più piccoli che non ne abbiano. L’impressione che io ne ho avuto è oppressiva, ma forse questa sensazione mira proprio far percepire qualcosa di cosa hanno vissuto i nostri figli. Nessun riferimento alla vita precedente all’istituto né alla madre.

Autori

L’autore e gli illustratori chiamati in campo per questo libro non hanno bisogno di presentazioni. Il progetto è a cura di ItaliaAdozioni.

Guarda le stelle
Gabriele ClimaPia ValentinisMario Onnis

40 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 14,90 €
ISBN: 9788882224073

Fatatrac editore
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Descrizione

Quella che racconta Amaltea in Una giornata speciale è la sua storia: la storia di una mamma che ha adottato 3 bambini nati in Russia. Il libro si apre con una brevissima spiegazione: «Sofia, Anna e Vladi sono nati in Russia. Hanno conosciuto i loro genitori quando Sofia aveva 5 anni, Anna tre e Vladi due. Possibile? Sì, perché nessuno dei tre è uscito dalla pancia della loro mamma».La questione sempre succintamente spiegata, eppure nella pagina successiva la piccola Sofia in braccio alla sua mamma chiede: «“Perché?” … Allora la mamma ha cominciato a raccontare». Ci aspetteremmo l’ennesimo racconto di attesa, giudici, orfanotrofi… invece la mamma inizia a raccontare: «“Ti ricordi Sofia, quella volta che dovevamo andare in campagna a trovare gli amici? Invece ha piovuto tantissimo e loro ci hanno detto di non andare più perché era tutto allagato”». La narrazione si snoda tra contrattempi e sfortunati imprevisti che regalano però inaspettatamente alla numerosa famiglia una insperata e non programmata giornata insieme al mare. «“Con voi è andata un po’ come allora… Ed è stata una fortuna perché abbiamo scoperto che c’eravate proprio voi ad aspettarci!”».

Riflessioni

Questo testo mi ha convinto in modo particolare, perché rende comprensibile attraverso un’esperienza condivisa con i bambini la storia adottiva. Non vi sono riferimenti alla trafila tecnica, ai pensieri, l’attesa, il dolore… ciò che domina è l’inaspettata sorpresa e la gioia che l’adozione porta con sé. Mi domando però se un bambino particolarmente sofferente possa trovare pace in queste parole. Anche in questo caso infatti non vi è alcun riferimento alla figura materna e alle ragioni dell’abbandono.

Autori

Amaltea, mamma adottiva di 3 bambini russi, teneva una rubrica sull’adozione su Gioia. Oggi il blog Adottiamoci tanto bene non è più online.

Una giornata speciale
Amaltea – Giulia Orecchia

36 pagine
Anno: 2013

Prezzo: 11,40 €
ISBN: 9788898312009

Lo stampatello editore
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Comments

  1. Come ha colto l’autrice dell’articolo, ‘Guarda le stelle’ mira proprio a far rivivere i ricordi di un bambino con esperienza di istituto, ricordi traumatici che, se non gestiti, causano profonde cicatrici nel suo animo. Questa storia ha esattamente questo obiettivo: aiutare il bambino a raccogliere i pezzi sparsi di un’esperienza traumatica dando loro senso e direzione; in questo modo diventa più facile gettare un ponte fra il suo io passato e la nuova famiglia adottiva, spesso difficile da accettare proprio a causa del sommerso emotivo non espresso. È però necessario, come fa la storia, percorrere tappe emotive ben precise, fra cui appunto l’attesa, la tristezza, il dolore dell’abbandono, elementi che l’articolista ha infatti evidenziato. È un percorso costruito con cura e attenzione insieme a Italia Adozioni, associazione che da tempo si occupa proprio di accompagnare i bambini adottati nel superamento dei disagi legati alla loro condizione. Spero di aver dato una chiave utile per comprendere la natura e la finalità di questo libro. Grazie. Gabriele Clima

    • Grazie!
      Interventi di questo tipo sono i più utili, per entrare nel cuore dei libri.
      Maria

  2. Grazie a voi.

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