Image
Top
Menu
7 febbraio 2018

Guarda!

Se scorgete sullo scaffale di una libreria il venticinquesimo libro di Joel Meyerowitz, certo non vi lascerà indifferenti: Guarda! recita l’essenziale titolo appena sopra un gigantesco occhio spalancato.

Ed effettivamente io non sono riuscita a lasciarlo lì, l’invito era troppo insistente. Io amo la fotografia, ma mai avrei saputo ideare un testo per introdurre quest’arte ai ragazzi, Joel Meyerowitz, essendo un fotografo (e che fotografo!) riesce nell’intento alla perfezione in un percorso affascinante, ricco di esempi e riflessioni non scontate.

Lo spirito del libro è riassunto perfettamente nei ricordi evocati nella postfazione più che nell’introduzione: «Ho imparato a guardare quando ero bambino, negli anni Quaranta. Mentre camminavamo per le dure strade del Bronx, mio padre mi indicava qualcosa e diceva: “Guarda là”, o “Sta a vedere” e subito succedeva un fatto divertente».

Questo è il fine del libro: accompagnare il lettore a guardare il mondo, imparando a leggere le immagini e appropriandosi di una grammatica visiva che cerca di svelare la bellezza vera celata dietro ogni inquadratura. 30 fotografie per trenta “precetti” che disvelano un’idea che potrebbe essere sintetizzata così: fotografare significa educare l’occhio a guardare.

Il tempismo è tutto, il passato nel presente, Angoli e azioni, Nei luoghi di passaggio, Testi nascosti, Sotto una nuova luce… questi i titoli che scandiscono le doppie pagine e per ognuna di queste osservazioni l’autore sceglie una foto, che occupa un’intera pagina, e l’accompagna con un testo breve che in modo sintetico eppure esaustivo mostra ai lettori il codice e la storia dell’immagine, attraverso la riflessione su alcuni dettagli.

Che succede quando si fotografa? Che significato hanno i colori o l’assenza di colore? Le foto raccontano una storia? Queste domande che potrebbero sembrare lontane ed astratte dall’esperienza di vita quotidiana di ciascuno vengono calate dal fotografo newyorkese in una dimensione comprensibile e inaspettatamente quotidiana, anche per un bambino di 9-10 anni:

«La gente non fa che chiedermi: “Come faccio a sapere cosa fotografare?” E io rispondo: “Quando vedi una cosa che ti fa fermare, fotografa!” Con questa immagine Sandy Gall ci mostra quanto possa essere sorprendente, e scultorea, la biancheria. Mentre passava sotto i fili di panni stesi tra i palazzi di Siracusa, in Sicilia, Gall ha alzato lo sguardo e ha notato i colori solari che fluttuavano e svolazzavano sopra di lei, come vele gonfiate dal vento».

Imparare a leggere una foto – che è un’istantanea di uno spazio e di un tempo della realtà – è una grande occasione: la fissità dell’attimo permette di ritornare sui dettagli e questo svela ed esercita la capacità di vedere dell’occhio che guarda. Inoltre l’ambiguità data dalla rarefazione di una storia in un unico fotogramma sfida la capacità interpretativa e narrativa di ciascuno: «Una fotografia non deve raccontare per intero una storia. Deve mantenere viva la tua attenzione, a volte lasciandoti nel dubbio». Non è forse il mistero della storia di Vivian Maier a rendere così affascinante il suo lavoro?

Attraverso il lavoro di fotografi del calibro di Henri Cartier-Bresson, Eugene Richards, Elliott Erwitt, Mary Ellen Mark, Paul Strand, Sebastião Salgado, Alex Webb, Gordon Parks, Martin Parr e molti altri maestri indiscussi della storia della fotografia, Joel Meyerowitz mostra come la curiosità e uno sguardo attento e paziente siano le uniche capacità necessarie per poter incominciare a raccontare una storia attraverso un unico istante, ovvero attraverso la fotografia.

Credo che sia profondamente interessante proporre ai ragazzi questo percorso alla scoperta della lingua della fotografia, significa regalare loro un alfabeto differente, una lingua differente calata profondamente nello spazio e nel tempo che vi farà accorgere che la neve rende il mondo blu, che i cani se visti dall’alto sono come ombre di lupi feroci, che gli sguardi se fissati dicono molto della personalità delel persone, che i colori e la prospettiva creano tavolozze inaspettate…

Un libro unico e assai prezioso per la sua originalità, da proporre dai 9 anni.

P.S. un bellissimo corso che l’influenza mi ha fatto perdere, è stato questo che Anna Castagnoli ha dedicato proprio alla fotografia nei libri per bambini.

Guarda!
Joel Meyerowitz – Valentina De Rossi (traduttrice)

67 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 29,90 €
ISBN: 9788869657221

Contrasto editore
Compralo da Radice Labirinto: se non sai come fare clicca qui che ti spiego.

Lascia un commento