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30 maggio 2014

Topini, aria di mare, more, ma anche scale e modellini.

Avete in mente le colline e i paesaggi evocati da Jane Austen? Le descrizioni della scrittrice inglese sono ciò che io immagino della campagna inglese, dal momento che non ci sono mai stata. Inoltre è risaputo che gli inglesi amino i loro campi, i loro prati, i loro ruscelli, infatti ne traggono ispirazione continuamente. Per Jane è stato l’Hampshire, per Beatrix Potter e Jill Barklem, un secolo dopo, è stato il Lake District. Voi conoscete Jill Barklem? Il mondo di Boscodirovo, da lei creato,  è una deliziosa e sognante ricostruzione di un mondo in miniatura, un accuratissimo spazio in cui perdersi sognando barattoli di marmellata, fiori profumati, coperte pesanti, budini avvolti in tovaglioli a quadretti e fuochi accesi anche d’estate in case sferzate dalla pioggia. Peverino, Primulina, Papaverina e co. in realtà hanno dovuto aspettare sullo scaffale per moooolti e moooolti mesi, perché, nonostante l’intera produzione della scrittrice inglese si componga di sole otto storie, queste sono piuttosto lunghe e necessitano la capacità tecnica di abbandonarsi all’ascolto per un buon quarto d’ora. Comunque, (evviva evviva!) in questi giorni Boscodirovo sta ottenendo i suoi primi veri successi a casa nostra: Saverio mostra di riuscire a perdersi tra illustrazioni minuziose e preziose, dense e pregne, ma anche di riuscire ad ascoltare, accoccolato, una storia non tutta “illustrata”. Le tavole di Jill Barklem hanno davvero la capacità di catapultarti nei prati inglesi trapuntati di ranuncoli, coperti dalla nebbia, sferzati dal vento, impreziositi dalle more, resi intricati dai rovi. Ma ciò che affascina è il mondo creato a misura di topolino: le grandi cucine, i piatti decorati, la biancheria a righe, le trapunte a patchwork, i fiori secchi che profumano le stanze, i barattoli di conserve, gli scaffali di legno, le pesanti tende di legno. La minuziosità, la precisione e la coerenza nella ricreazione di ogni ambiente, ogni storia, ogni quadro fanno sì che le storie si leghino insieme tra di loro regalando al lettore e agli ascoltatori un’esperienza intensa e coinvolgentemente realistica:«non c’è cosa che facciano i topolini che non sia assolutamente congruente alle loro possibilità e al piccolo mondo nel quale si muovono» (Jill Barklem). Ci si può perdere tra profumi, rumori, particolari… e così è successo a me e a Saverio, il quale dopo aver trovato il soggetto descritto dalla storia è rimasto più volte incantato ad osservare… il resto. La capacità di Jill Barklem è quella di ricreare sapientemente le atmosfere di ogni luogo, sottolineandone il raccoglimento e la comoda bellezza: chi non si rifugerebbe sotto le trapunte colorate, su quei cuscini di piume, vicino a quelle finestre, sotto quei baldacchini? Chi non vorrebbe assaggiare i budini di primule, le ciambelle di Polverino, le creme di miele, o le mele arrostite al fuoco? Le storie poi non deludono: l’autrice sviluppa nuclei narrativi semplici, ma magistralmente arricchiti di snodi e personaggi che regalano vicende magiche e reali, facilmente comprensibili, ma significative, che amano essere ascoltate e che si fanno ascoltare piacevolmente, pensando in fondo a Jane e a tutte le sue adorabili eroine.

Un testo assai più moderno, ma che in parte ricorda il mondo inglese di Boscodirovo è quello ricreato da Karina Schaapman nel suo Sam e Giulia. Villa topi. Questa artista olandese ha costruito materialmente un mondo in miniatura fatto di scatole, cartapesta, stoffe e pupazzi per i suoi sei figli: da questo lavoro è nato Villa topi, il primo volume di una serie (?) – è uscito da poco il secondo volume. Il lavoro sulle immagini è profondamente diverso: esse sono inizialmente realizzate e poi fotografate (qui l’autrice ne spiega la nascita). Le ricostruzioni sono davvero meticolose e ricche di particolari, curati fin nel minimo dettaglio, per cui, se da un lato le figure dei protagonisti risultano spesso un po’ fisse e ferme, tuttavia immaginare il lavoro di assemblaggio delle scene e degli spazi non può che lasciare a bocca aperta. La fotografia permette di alternare i vicini e i lontani e il testo osa anche introdurre tavole da guardare girando il libro in verticale, tuttavia l’assenza della mano che disegna impedisce alle scene di prendere vita: non c’è aria, non c’è movimento, non ci sono odori, non ci sono rumori. Correda infine questo straordinario lavoro un testo che, purtroppo, impoverisce ulteriormente l’effetto finale. Le storie, spesso esclusivamente descrittive dei quadri fotografati, regalano poche emozioni: non ci sono legami tra i personaggi e le vicende frequentemente si interrompono senza una conclusione soddisfacente o comprensibile. Inoltre la scelta, davvero opinabile, di caricare il testo, anche a livello tipografico di elativi («SUPERtimido» «buonISSIMO»), l’ho trovata un po’ stucchevole e ammiccante ad un pubblico di bambini che si immagina dotato di limitate doti comunicative

Saverio ha voluto farselo leggere tutto d’un fiato una sola volta, poi se l’è dimenticato, ma, a difesa del libro, devo anche testimoniare che una compagna di Saverio me ne ha parlato con sognante trasporto! 🙂

A mio parere, l’artista ha sicuramente delle doti, ma la sua narrazione non regge l’originalità delle immagini.

E voi che topini preferite? Io vorrei ingegnarmi per confezionarne uno in lana come Sam!

Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie

Jill Barklem

248 pagine
Anno: 2009

Prezzo: 24,90 €
ISBN: 9788847725683

El editore
Anobii

Sam e Julia. Villa Topi

Karina Schaapman

58 pagine
Anno: 2012

Prezzo: 15,90 €
ISBN: 9788865261385

Nord-Sud editore

Anobii