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1 novembre 2017

Novembre da fiaba

Jacob e Wilhelm Grimm - Fabian Negrin, Tutte le fiabe, Donzelli

Jacob e Wilhelm Grimm – Fabian Negrin, Tutte le fiabe, Donzelli

Perché leggere oggi delle fiabe? Chi sono i fratelli Grimm? e Perrault? e Andersen? Cosa intendiamo quando parliamo di “fiaba”?

«Le fiabe sono racconti popolari fantastici, originariamente orali, nei quali si muovono personaggi vari: uomini, donne, bambini, insieme a esseri soprannaturali, come orchi, fate, streghe, folletti, gnomi, giganti, nani e così via. Rispetto alla loro origine si sono fatte moltissime ipotesi. Per esempio, c’è chi pensa che si siano originate un po’ in tutto il mondo in epoche preistoriche e poi si siano sparse e intrecciate fra loro grazie ad abili narratori di cui nulla sappiamo. C’è chi pensa invece che la loro origine sia da collocare nella zona centrale dell’India, dove si sarebbero sviluppate le prime civiltà; da lì le fiabe si sarebbero diffuse in tutto il mondo modificandosi e adattandosi alle varie epoche e ai modi di pensare delle varie popolazioni» (definizione da l’enciclopedia Treccani).

Laura Rigo, La bella addormentata, Mondadori

Laura Rigo, La bella addormentata, Mondadori

Le fiabe nascono dunque in contesto ben preciso, all’interno di una cultura orale dove non importava tanto il contenuto innovativo della fiaba stessa, quanto piuttosto il modo con cui veniva raccontata la storia. Un illuminante (almeno per me al tempo in cui lo lessi) testo di Baldry dedicato al teatro greco racconta come il godimento di una tragedia greca non stesse appunto nei colpi di scena, quando piuttosto nella modalità con cui gli attori interpretavano lo stesso copione, anno dopo anno.

Le fiabe sono la declinazione temporale e culturale della medesima esperienza.

Testimonianza di ciò è, sia nelle tragedie che nelle fiabe, la presenza di elementi narrativi fissi e di un linguaggio stereotipato. Quello delle fiabe è un linguaggio preciso che probabilmente sappiamo in parte decifrare perché fa parte della nostra cultura, ma non è sempre scontato che sia così.

Oggi sappiamo ancora decodificare le fiabe?

Altra questione riguarda il pubblico. Le fiabe nascono innanzitutto con un orizzonte adulto e, se possiamo pensare che i ragazzi e i bambini d’inverno, sgranando pannocchie, ascoltassero queste narrazioni, dobbiamo anche considerare che erano bambini profondamente diversi: avevano un diversissimo rapporto con la vita e la morte, con il soprannaturale e la natura. La fiaba nasce in un preciso contesto culturale e temporale, diverso dal nostro dove il bambino aveva un status sociale praticamente inesistente.

Ha senso leggerle a bambini anche molto piccoli (2-3 anni)? Perché è fondamentale leggere le fiabe ai bambini?

Bruno Munari, Cappuccetto verde, Corraini

Bruno Munari, Cappuccetto verde, Corraini

La fiaba, in quanto narrazione orale non è mai uguale a se stessa, quindi rielaborarla non è un’azione illecita.

Hanno dunque senso le rielaborazioni moderne (da Disney a Munari)?

Le fiabe nascono radicate un determinato spazio, eppure moltissime figure accomunano le fiabe di tutto il mondo: Russia, Cina, Colombia, Germania, Francia, Italia.

Fiabe russe

Fiabe russe

Che senso hanno queste connessioni e cosa differenzia le tradizioni delle diverse culture? Esiste un alfabeto della fiaba?

Il mese di novembre sarà dedicato ad approfondire questo tema: lo sviscereremo, andremo a fondo del genere letterario, vedremo le implicazioni della lettura, il ruolo della voce, le figure, le strutture, le declinazioni… ma soprattutto ne leggeremo moltissime insieme e risponderemo a tutte le domande!

Siete pronti? Appuntamenti fissi tutti i martedì e i giovedì.

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