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27 marzo 2019

#aspettando Bologna Mariacarla Taroni

Mariacarla Taroni

Mariacarla Taroni

È all’apparenza un’artista davvero molto riservata Mariacarla Taroni, in arte Tmc Mouse, illustratrice eclettica selezionata quest’anno alla mostra degli illustratori della Bologna Children’s Book fair. Oltre ad illustrare è una bibliotecaria, un lavoro creativo allo stesso modo.

In attesa di vedere alla Bologna Children’s Book Fair le sue tavole esposte alla mostra degli illustratori, ecco cosa ha risposto alle nostre domande. Grazie!

Taroni Mariacarla

Taroni Mariacarla

1) Cosa significa per te illustrare? 

Le mie opere nascono da una visione assolutamente personale, a volte anche provocatoria, ma che vuole essere un mezzo per creare stati d’animo con l’interlocutore così da interagire con lui, mandando anche messaggi non rendendo così le mie opere statiche, fredde, morte, ma bensì vive nonostante i temi trattati.
Nei miei lavori sono raffigurati soggetti fantastici prendendo ispirazione dal mondo che mi circonda. Spesso sono popolati da figure animali ed elementi bizzarri dalle forti connotazioni simboliche. Tutto ciò a volte rappresenta un’ironica chiave di lettura per comprendere a fondo il messaggio della mia arte.
Il simbolismo animale diventa, quindi, il filtro, di cui mi servo per descrivere la realtà, caricandola in questo modo di una maggiore e più autentica vitalità.

3) In che modo lavori? 

Le illustrazioni del libro Tmc Mouse a Spasso nel Tempo, ma anche le illustrazioni selezionate per la fiera del libro di Bologna sono realizzate con la tecnica dell’incisione calcografica. Sto cercando anche nuovi strumenti d’arte per esternare ciò che ho dentro, mi sono avvicinata anche alla fotografia decidendo di portarla nel mio mondo magico. Fotografie da me realizzate alle quali inserisco i miei personaggi fantastici.

Dietro ogni mia opera si cela un profondo iter intellettualistico di studio e ricerca sulla tematica scelta, che fa da sfondo alla mia creatività.
Partendo dallo studio attento del mio mondo, prendo spunto da un’emozione, dai tratti somatici e psicologici di un amico e di me stessa per trasformarli in caricature animali.
Alcuni lavori sono un’originale interpretazione dei luoghi da me visitati nei miei frequenti viaggi, io stessa entro a far parte delle mie storie identificandomi in alcuni miei personaggi.
L’immediatezza e la leggibilità della rappresentazione scaturiscono dalla volontà d’instaurare con lo spettatore un rapporto diretto, d’inviargli un messaggio che possa comprendere senza problemi.

3) Che cosa ami del tuo lavoro?

Non amo lavorare su commissione o con temi specifici. Illustrare le mie storie, scriverle è fantastico.
Mi piace anche interagire con il mio pubblico, stimolando fantasia e creatività, partendo da mie illustrazioni facendo creare loro storie. Tutto è partito anni fa, quando mi è stata data la possibilità di fare un laboratorio negli Emirati Arabi a un festival della letteratura per ragazzi, è stata un’esperienza fantastica.
La fantasia e tenere in allenamento la mente, è utile indipendentemente dal lavoro che si fa, o si farà da grandi.

 

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