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28 ottobre 2016

Mappe emozionali

Benji Davies

Ospitiamo oggi con molta gioia Benji Davies. Da quando intercettai la sua balena nel 2013 non l’ho più mollato e libro dopo libro dopo libro non sono mai rimasta delusa dai suoi lavori. In questi giorni traducendo le sue parole mi rendevo conto di quante emozioni lui riesca a convogliare nelle sue tavole illustrate. Un’intervista ad alto tasso emozionale.

Grazie!

Hai iniziato illustrando, ma ci sono voluti quasi 10 dieci prima che ti decidessi a scrivere la tua storia. Quando lo hai fatto è stato un successo. Eppure hai raccontato che La balena della tempesta era già un lavoro praticamente concluso al tempo dell’università. Cosa ti ha spinto a scrivere?

La balena della tempesta era in origine un cortometraggio che ho fatto come studente. Quindi, in un certo senso è stato scritto allora, ma l’intero processo di trasformazione in un libro illustrato è stato molto più impegnativo. Ho dovuto cercare a lungo modi per farlo funzionare in quel contesto e formato nuovo. Mi sono sempre chiesto, fin dai tempi dell’università, se il film potesse essere adattato per diventare un libro illustrato, ma non ho preso sul serio l’idea fino a circa il 2009, quando ho fatto la prima immagine della casa in riva al mare di Noi. Il mio art director dell’epoca era desideroso di far nascere una storia da quell’immagine. Quando me lo ha suggerito, io naturalmente avevo già la storia nel film, così si è trattato di far funzionare alcune cose e trovare lo spazio per realizzarlo. Intanto io stavo lavorando su altri progetti, sia come regista di animazione che come illustratore di storie di altri autori, insomma ci sono voluti tre anni per arrivare al punto in cui il lavoro era pronto per essere preso in considerazione per la pubblicazione. Da quel momento poi mi ci sono voluti circa 6 mesi per completarlo. Quindi, nel complesso, sono trascorsi circa 11 anni, da quando ho fatto il film fino a che il libro è stato pubblicato.

Raccontando de L’isola del nonno parlavi di come un episodio della tua vita personale sia stato di spunto alla costruzione delle immagini e della trama. È successo qualcosa di simile anche per La balena della tempesta e per Sulla collina?

Credo non si possa fare a meno di nutrire il proprio lavoro con elementi autobiografici. Ognuno di noi è costituito da una grande tela di esperienze, dettagli che risuonano personalmente, soprattutto nel periodo in cui stiamo crescendo. C’è così tanto da vedere e da imparare e si è spugne per una gran quantità di stimoli visivi ed emotivi. Questo è certamente il mio caso e la gran parte di questi stimoli emerge nel lavoro. Credo che questo sia l’aspetto più personale che ci sia, l’aspetto più vero, e quindi tanto più si capisce il senso di ciò che viviamo e meglio siamo in grado di esprimerlo.

Con Sulla collina, era leggermente diverso, essendo stato scritto da qualcun altro. Tuttavia il testo di Linda risuonava in me a causa di alcune mie esperienze infantili, così sono stato capace di incanalarle nei personaggi – anche se la storia appartiene proprio alla sua autrice.

Benji Davies, La balena della tempesta, Giralangolo

Benji Davies, La balena della tempesta, Giralangolo

Un aspetto che mi sembra molto interessante del tuo scrivere è il rispetto con cui ti accosti ai personaggi e ai loro sentimenti. È come se li guardassi con molta attenzione, avendo cura di non ferirli, descrivendoli. 

Il mio obiettivo principale, forse in parte inconscio, mentre scrivo un libro illustrato, è quello di esprimere ciò che il personaggio attraverso le parole e le immagini. Le sottigliezze del movimento e della postura, le parole che si sposano con le immagini colpiscono il lettore emotivamente e il mio obiettivo è proprio quello di fargli sentire quello che il personaggio prova, per portarlo dentro e nel centro della storia. Per me questo è il cuore di tutte le buone storie. Le storie sono una sequenza di situazioni – ciò che determina queste situazioni sono le esigenze emotive dei personaggi e quindi il loro modo di reagire a queste situazioni è ciò che permette alla storia di svolgersi.

Mi colpisce molto che al centro dei tuoi libri vi siano temi davvero profondi la solitudine, l’invidia, la morte eppure ne parli ai bambini con una naturalezza invidiabile.

I bambini sono esseri profondamente emotivi. Per questo non credo che dovremmo limitare la gamma emotiva in un albo illustrato. La vita non è così e non c’è bisogno di rappresentarla sempre come un luogo felice. Fintanto che rassicuriamo allora penso che possiamo affrontare una vasta gamma di temi attraverso il libro.

Le storie che mi interessavano di più, quando ero un bambino, erano quelle che trattavano della vita e della morte, i libri con un tiro esistenziale che mostrano che la vita è più grande di te, ma ti fanno sentire parte di esso senza dirti di crescere. Credo che gli albi illustrati possono essere visti come mappe stradali emotive per i bambini, che permettono ai sentimenti di crescere nei bambini. Nello stesso tempo devono farli sentire al sicuro e pieni di speranza, le storie ti equipaggiano per ciò che deve venire.

Benji Davies, Grandad's Island, Simon&Schuster

Benji Davies, Grandad’s Island, Simon&Schuster

Ciò che io amo di più delle tue immagini è la capacità che hai di donare loro la luce: la fredda luce dell’oceano, la calda luce estiva sulle colline. Che cieli meravigliosi!

Contesto e atmosfera sono importanti sfondi per le mie storie e ho sempre amato il mondo naturale. Spero di donare a qualcuno la mia stessa passione anche se lo faccio attraverso il disegno e il colore.

Benji Davies, Sulla collina, Il Giralangolo

Benji Davies, Sulla collina, Il Giralangolo

I protagonisti dei tuoi libri sono tutti bambini, mentre con facilità quando illustri libri per gli altri sono gli animali ad essere protagonisti: ha un significato la tua scelta?

Penso che forse quando si lavora per altri autori si indossa un cappello diverso come illustratore. È una cosa che credo di aver imparato, lavorando come regista di animazione, dove sei davanti ad una vasta gamma di progetti, in diversi stili e temi. È così che ho imparato ad essere adattabile. Così, quando vedo un testo è come ricevere una nuova idea che può andare in tante direzioni.

Quando scrivo le storie, il tipo di storie e i personaggi mi appartengono molto di più e non c’è una sincronicità nel lavoro.

Sono sicuro che scriverò una storia con gli animali come protagonisti, devo solo guardarmi in giro.

Benji Davies, Sulla collina, Il Giralangolo

Benji Davies, Sulla collina, Il Giralangolo

E su The storm whale in winter, vuoi dirci qualcosa?

The storm whale in winter è nata quando stavo pensando di proporre La balena della tempesta per un film d’animazione. Ho iniziato a pensare ad altri modi per concludere la storia, ambientandola in un paesaggio invernale per vedere cosa sarebbe successo a Noi, suo padre e alla balena, in questo ambiente diverso e stimolante. C’erano un sacco di elementi e di idee che hanno iniziato a formarsi nella mia testa e ho subito capito che avevo una storia tutta da raccontare, un altro libro. Mi sono messo a buttare giù le idee in uno storyboard e da quel momento non c’è stata più possibilità di tornare indietro, il sequel è nato. Li vedo ora come una coppia di reggilibri che raccontano una storia più lunga. Spero che un giorno, presto, saranno in grado di trasformarsi in un film d’animazione.

Benji Davies, The storm whale in winter, Simon & Schuster

Benji Davies, The storm whale in winter, Simon & Schuster

Sito ufficiale: http://www.benjidavies.com/blog/

Bibliografia aggiornata

Opere tradotte in italiano:

Benji Davies, L’isola del nonno, Il giralangolo, 2016

Jory John – Benji Davies, Buonanotte!, Il Castoro, 2016

Pamela Duncan – Benji Davies, Povero Winston!, Il giralangolo, 2016

Benji Davies, Sulla collina, Il giralangolo, 2015

Elli Woollard – Benji Davies, Orazio Maisazio, Emme, 2015

Benji Davies, La balena della tempesta, Il giralangolo, 2014

Benji Davies, Orso Bimbotto al lavoro, Ape junior, 2012

Benji Davies, Orso Bimbotto andiamo a giocare, Ape junior, 2012

Benji Davies, Orso Bimbotto va in vacanza, Ape junior, 2012

Sarah Courtauld – Benji Davies, Sulla nave pirata, Usborne, 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

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Interviste