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23 febbraio 2018

La dittatura dell’eco

«Ribellarsi al dovere è un dovere». In queste poche parole un po’ roboanti l’editore Bao, presenta al suo pubblico il genere in cui rientra Ugo-go-go l’ecuzzo ribelle di Ilaria Mattioni ed Emanuele Racca, ma io trovo che questo curioso fumetto parli ai ragazzi di una verità più profonda e attuale: la dittatura della mentalità unica per essere sconfitta ha bisogno di coraggiosi pirati che si ostinino a pensare con la propria testa.

Il confine tra dovere e dittatura della maggioranza è esile eppure fondamentale.

«Da centinaia e centinaia di anni gli ecuzzi di Eco perfetta svolgono diligentemente il proprio dovere… producendo la migliore eco del pianeta».

L’eco è una meraviglia che affascina tutti, grandi e piccini, ma incominciando a leggere Ugo-go-go scoprirete che lungi dall’essere un fenomeno naturale, l’eco è frutto di un esatto ed estenuante lavoro di un gruppo di ecuzzi (questo il nome degli abitanti di Eco perfetta) che si occupano con instancabile attenzione di captare e ripetere le urla strampalate che gli urloni (questo invece il nome di noi persone comuni) lanciano nella valle prospiciente il piccolo villaggio nascosto. Gli ecuzzi, come potete immaginare, vivono infatti celati all’umanità vivendo orgogliosi del loro unico e originalissimo servizio. L’eco è per loro uno stile di vita vero e proprio tant’è che, abituati a ripetere le ultime sillabe degli urloni, per addestrarsi a questo linguaggio particolare anche tra di loro si sono abituati a fare l’eco, parlando correntemente.

Ma Ugo(-go-go) non ci sta: «io non voglio sentire le loro voci! Perché devo per forza ripetere quello che dicono-icono-icono?». Il bello della posizione di Ugo-go-go sta proprio in questo: la sua non è un’opposizione cieca al dovere in quanto tale, ma la sua rivoluzione parte da una domanda: perché?

Naturalmente potete immaginare come queste sue domande non siano ben accette né in casa (dove la tradizione dei De Ecuziis si tramanda di padre in figlio), ma neanche a scuole e nel paese: l’intera consistenza di ognuno pare basarsi sull’eco e il perché pare perdersi nel tempo. Ugo-go-go cerca di coinvolgere i suoi amici e la ribellione contro l’assenza di un perché ragionevole trova un’occasione d’oro nell’esame finale che proprio Ugo-go-go e i suoi amici faranno in occasione dell’arrivo di una scolaresca. Nonostante la decisione sia presa, le domande non danno tregua ad Ugo-go-go che non trovando risposte alle sue domande sembra assillato da mille pensieri. Il giorno della prova pubblica di echeggio però è la realtà stessa a rispondere ai crucci di Ugo-go-go, i bulli della scolaresca degli urloni infatti si mettono ad urlare nella gola insulti ad un loro compagno («Olimpio è uno spauracchio», «Olimpio è brutto») e gli ecuzzini si trovano naturalmente obbligati a ripetere. Ma quando è il turno di Ugo-go-go e la voce del bullo riecheggia con tutta la sua boria: «Amedeo è il migliore!!» Ugo-go-go echeggerà «Amedeo babbeo».

Per la prima volta nella storia  l’eco non ha funzionato e per tutti è l’evidente che «è la fine di Eco perfetta-etta-etta!». Lo è davvero? Ugo-go-go si chiede se il suo gesto abbia davvero avuto un senso – confermando che il suo non era un ribellarsi fine a se stesso. È la realtà ancora una volta a rispondere al protagonista: i suoi amici hanno aperto gli occhi e le domande hanno fatto capolino. L’arrivo, poi, di un urlone in carne ed ossa (il bistrattato e riscattato Olimpio) mostrerà a tutta la città che il gesto di Ugo-go-go sarà la fortuna di Eco perfetta, se ancora può chiamarsi così.

Il testo è ben scritto e a mio parere tratta il tema della ribellione adolescenziale (ai grandi, alla storia familiare, alla società) con un accento interessante: quello della domanda e della riflessione. La metafora dell’eco, poi, richiama quella dittatura dello specchio per cui per esistere nella modernità è necessario essere uguali agli altri, in modi, vestiti e purtroppo, idee: una mentalità a senso unico dove i pensieri divergenti, sono sempre guardati con sospetto ed ostilità. Fondamentale in questo senso, la presenza degli amici, dei pari, che si coinvolgono e sostengono l’amico, a volte anche nell’incomprensione, fino a che l’evidenza della realtà si impone contro ogni pregiudizio, pensiero e ideologia. I disegni di Emanuele Racca sono originali nella scelta della quadricromia, innanzitutto: nero, rosso, verde e blu, per un mix energetico molto netto. La struttura fumettistica è tradizionale con immagini prevalentemente frontali, fumetti chiaramente segnati e didascalie essenziali e descrittive. Il mondo dell’illustratore è pieno e affollato, ma mai dispersivo e i lettori riusciranno a seguirlo senza difficoltà. Lo stile brillante e le espressioni marcate donate a personaggi e spazi attribuiscono carattere alla narrazione senza eccessi, ma in modo ben definito.

Un’ottima storia ironica e per questo molto vera che dai 9 anni piacerà e regalerà un “tarlo” rispetto a tante dinamiche che con l’ingresso nell’adolescenza diverranno evidenti.

Ugo-go-go l’ecuzzo ribelle
Ilaria Mattioni – Emanuele Racca

168 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 19,00 €
ISBN: 9788865439203

Bao editore
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Fumetti, Recensioni