Vuoto, questo è il titolo del libro di Catarina Sobral che ho braccato per mesi, dopo aver letto la recensione di Marina. Questo silent book appartiene ad una interessante collana dell’editore Pato Lógico che lascia agli illustratori assoluta libertà all’interno di pochi paletti: 32 pagine di sole immagini, una parola unica per titolo. Vazio è tutto questo e la talentuosa Catarina, già vista e letta nell’inaspettata Cimpa, ci regala un albo universale (ma che i grandi apprezzeranno di più!) sull’importanza di avere un cuore. Avete in mente la sensazione di vuoto, l’impressione di essere trasparente e impermeabile alle cose e allo stesso tempo quella di esserne attraversato senza che queste lascino tracce di loro stesse. Io ho vissuto questa freddezza: perfettamente ma irrimediabilmente e asetticamente glaciale,

Il protagonista è proprio così: bianco, invisibile ai più e forse impalpabile e questa situazione è dolorosa. All’inizio, malinconicamente, davanti allo specchio cerca di delinearsi come domandandosi “forse sono così?”, il medico è la moderna risposta alla domanda che già si è tramutata in sentenza “c’è qualcosa che non va”, ma non c'è soluzione. Per riempirsi, per smettere di essere vuoto, non bastano i cibi, non  serve la natura, non cambia niente la cultura né paradossalmente la bellezza o l’arte. Si può toccare il fondo se al freddo interiore corrisponde il nitore del bianco esterno, un inverno che inghiotte e fa scomparire. Non c’è dunque via di scampo? Nessuna possibilità di riscatto? Serve che accada qualcosa, che ti si faccia incontro qualcuno: è l’occasione perché il bianco muti da vuoto a spazio vergine. L’intersecarsi casuale, certamente non programmato crea un zona grigia, o meglio beige, di terra arata, è un attimo, ma basta.

Oh!

Come ogni silent book, anche questo si presta ad infinite interpretazioni, tuttavia il tema mi sembra adulto, poiché penso che i bambini vivano solo raramente la sensazione di vuoto. Saverio infatti ha sfogliato il libro e mi ha raccontato pazientemente la storia, ma poi senza alcun rimorso ha permesso che il libro si trasferisse sul mio comodino, senza colpo ferire. Ancora una volta Catarina Sobral mi ha stupito per l’originale modalità, tra l’ironico e il drammatico, con cui è capace di narrare, anche se il tema era già stato toccato da Oliver Jeffers. La differenza - che può essere considerata un pregio o un difetto, a seconda del gusto e della sensibilità - è la disposizione della trama: Oliver Jeffers mantiene una focalizzazione costante sugli eventi, Catarina Sobral invece li svolge nel mezzo di un mondo ricco di spazi e particolari che possono sembrare non pertinenti e che a volte paiono prendere il sopravvento.

Nella composizione dell’illustrazione, come ci racconta lei stessa, ha mixato tutte le tecniche conosciute, il risultato sono tavole mai ferme, sempre agitate, segnate, mai uguali a loro stesse, che offrono innumerevoli spunti di osservazione e che lo rendono un albo da rileggere e rileggere e rileggere.

Un albo sulla speranza, che si ramifica e vivifica, permettendo alle cose del mondo di farsi accarezzare.

Vazio
Catarina Sobral

32 pagine
Anno: 2014

Prezzo: 13,50 €
ISBN: 9789899847033

Pato Lógico editore
Anobii

Commenti
17 Aprile 2015
Maria

Grazie Suster! Condividiamo sentimenti allora 😀

17 Aprile 2015
Suster

Bellissime entrambe le recensioni: avete interpretato e messo in luce aspetti molto interessanti ciascuna con una sensibilità particolare che lascia intendere che questo libro ha parlato al cuore.
Comprendo bene quella sensazione di “bianchezza” interiore, e di trasparenza esteriore, quel senso di “impermeabilità” alle cose e al mondo, e anche quell’estraneità al vivere comune che ti fa sentire sempre fuori posto, invisibile perché incompatibile col contesto.
E’ chiaramente un sentimento molto adulto, ma io creo che questo libro possa parlare anche ai bambini in termini meno esistenzialisti

14 Aprile 2015
Maria

Grazie Rita!

14 Aprile 2015
Rita- Faccio e Disfo

Io tutte le volte che passo di qui, infilo un libro nella wishlist. Che meraviglia!

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