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27 ottobre 2017

È piccolo ce l’avrà un pensiero? Sta pensando al mondo intero

Se parliamo di rime e poesia per bambini in Italia, non possiamo non parlare di Gianni Rodari. Uno dei libri a cui da piccola mi affezionai di più fu Le filastrocche del cavallo parlante. Ricordo esattamente le immagini di Santuzza Calì e l’odore (un misto di umidità e non so che altro) che quelle pagine lucide emanavano, ricordo la voce di mia madre e di mio padre che recitavano a me e ai miei fratelli «C’era una volta un gatto / che andava in Canadà / e questa è la metà / Portava un cartoccetto / di pane col prosciutto, / e questo è tutto». Cartocetto è una parola che mi ha regalato Rodari.

Gianni Rodari, prolifico scrittore per bambini, fu un poeta indiscusso, non abbandonò mai il genere della filastrocca, le sue poesie – perché poesie sono! – furono sempre definite così, forse perché non volle mai rinunciare al gioco, alla semplicità e a quello sguardo magico con cui guardava e scriveva versi su oggetti, tempi, persone…Le raccolte di rime e filastrocche non mancano (anche se l’edizioni più recenti hanno comunque 5 o 6 anni), io al mio figlio primogenito comprai le “mitiche” Filastrocche per tutto l’anno illustrate da Emanuele Luzzati (l’edizione più attuale ha un corredo iconografico di Anna Curti).

Ciò che rende uniche le composizioni di Gianni Rodari è la sua capacità di veicolare in pochi versi e quattro rime una storia, una narrazione più ampia. Anche nel caso di giochi di parole (alcune sue poesie sono veri e propri indovinelli!) è come essere messi di fronte ad un piccolo frammento di una storia molto più ampia.

«Un signore di nome Stanislao

incontrò un gatto e gli disse: CIAO!

Il gatto tra sé pensò:

-Che ignorante, però!

Non sa nemmeno dire bene: MIAO…»*.

Rodari ama le rime baciate e alternate, la sua poesia è figlia delle filastrocche che si recitano nei cortili mentre si salta la corda, il ritmo è sempre evidente e serrato, le ripetizioni una caratteristica. Il lessico non è ricercato, ma la distanza cronologica della scrittura (ormai le prime rime hanno più di 60 anni) lo arricchisce di parole precise che la tendenza semplificatrice della modernità ha fatto cadere in disuso e attribuisce alla lettura contemporanea un certo gusto retrò, unico. Il mondo descritto nelle filastrocche è quello della quotidianità, guardata con ironia e incanto: gli oggetti più comuni assurgono a protagonisti di storie in rima davvero coinvolgenti (aspirapolveri, radio, bandiere, orologi, banchi di scuola…), i tempi della vita – forse allora più evidentemente vitali – sono protagonisti parlanti, le persone e i loro mestieri sono capaci di trasformarsi in eroi di piccole epopee quotidiane:

«Filastrocca per lo stagnino

che bolle l’argento nel pentolino

e prepara la medicina

per i malati di cucina.

È il dottore della padelle,

le fa brillare come le stelle,

È il professore dei paioli,

li fa splendere come soli.

Il suo ospedale privato

ce l’ha sulle pietre del selciato»

Rimane l’impressione che agli occhi del poeta le semplici cose si trasformino con spirito (io dopo questa poesia mi sono immaginata molti uomini da cui nacque Il signore di Venezia):

«A Venezia un signore

è diventato un pesce.

Un altro signore prova,

però non gli riesce

-Sù, guardi com’è facile,

è utile, è di moda:

basta farsi crescere

due pinne e la coda…

Quel signore va nuotando

per canali e canaletti

e saluta i conoscenti

che passano sui vaporetti.

Qualcuno dice: Strano…

Qualche altro dice: Bello

vedere un pesce

che si leva il cappello»*.

Ciò che mantiene giovanissime le composizioni del poeta lombardo è la libertà senza preoccupazioni con cui si rivolgeva ai bambini, Rodari dà voce alle immaginifiche figure che nascono nelle menti infantili, le racconta in versi perché la memorizzazione sia immediata e giocosa.

Credo che la poesia di Rodari sia un passo imprescindibile che non dobbiamo evitare ai giovani lettori d’oggi: si possono recitare da subito e lasciare che accompagnino i ragazzi e gli adulti per sempre, come ha fatto con me e con il mio “cartoccetto”.

Autunno

Il fieno è falciato

il cacciatore ha sparato

l’autunno è inaugurato:

Il grillo è murato

nella tomba in mezzo al prato.

 

C’è ancora una lucertola sul muro

c’è ancora un geranio sul balcone.

C’è ancora, ancora un po’ di primavera:

ne resta sempre un poco tutt’inverno

e a chi la sa trovare

tanta gioia può dare.

*Queste rime appartengono al volume fuori edizione Filastrocche del cavallo parlante.

Filastrocche per tutto l’anno
Gianni Rodari – Anna Curti (edizione più recente disponibile)

139 pagine
Anno: 2010

Prezzo: 12,00 €
ISBN: 9788879268431

Einaudi editore
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