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20 febbraio 2015

Fuori tempo massimo!

Oggi rileggiamo questo libro di neve, perché nonostante il sole ci stia guidando alla primavera, io quest’anno non mi sono goduta molto la neve: avrei voluto quelle passeggiate silenziose ed ovattate, quel bianco nitore delle coltri illuminate…e allora eccovi Fiocco e Goccia.

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Siamo veramente fuori tempo massimo, perché oggi vorrei parlarvi di un libro sulla neve. Sembrerà assurdo, ma ieri, qui in Brianza, l’aria era rallegrata da un turbinio di nuvole di polline e mentre mi scervellavo per scegliere un libro sui colori e l’amicizia da abbinare a Piccolo blu e piccolo giallo per uno dei laboratori dell’asilo di Saverio ho avuto l’illuminazione: Storia di fiocco e goccia!

Questo libro ci ha accompagnato effettivamente quando il freddo (la neve, non si è vista!) sferzava le lande brianzole, ma è un libro talmente magico che non smette di frequentare le nostre letture e che giovedì spero potrà essere immortalato in molti libretti che confezioneremo con i bimbi della scuola d’infanzia.

Sconcerto: questa è la prima reazione che si ha, anche solo maneggiando il libro. Se lo trovi appoggiato da un verso vedi una copertina bianca e il titolo Storia di goccia e fiocco se invece ti capita di trovarlo al contrario noti invece una copertina nera e il titolo Storia di fiocco e goccia… e mentre cerchi di orientarti c’è la reale possibilità che tu creda di trovarti di fronte a due libri distinti e diversi, invece no. È un libro da maneggiare, toccare, accarezzare, questo invece si capisce subito perché quelle copertine traforate al laser invitano ad essere percorse con le dita e poi delicatamente sfilate per capire cosa ci sta sotto. Le due sovraccoperte (possiamo chiamarle così?) sono tenute insieme, in modo pensato e intelligente, proprio dalle sagome dei due protagonisti che così, in medias res, sulla seconda di copertina  ci introducono in un’avventura di amicizia, colori e pensieri.

«Fiocco ha sempre volato dentro la sua nuvola. Ora vorrebbe tanto lanciarsi giù e posarsi in un bel posto. Ma il destino ha preparato qualcosa di diverso per lui. Un evento imprevisto, un incontro magico, un’amicizia speciale», «Goccia è sempre rimasta dentro una boccetta di inchiostro. Ora vorrebbe tanto uscire e finire su un bel disegno… Ma il destino ha preparato qualcosa di diverso per lei. Un evento imprevisto, un incontro magico, un’amicizia speciale».

Se l’abbrivio della storia è veloce, tattile e originale, le prime pagine che introducono le due vicende sono invece molto tradizionali, come a rassicurare i piccoli lettori e permettere loro di inserirsi più quietamente nella storia. Fiocco, con l’impazienza di un bambino, scruta il mondo dalla sua nuvola, tra i fratelli fiocchi è quasi invisibile, il vento accompagna i ricamati fratelli. Le due doppie pagine dipinte a tutto campo da Simona Mulazzani, danno una visione d’insieme seppur già focalizzata: il cielo grigio, plumbeo carico di fiocchi stampigliati domina la tavola, i movimenti del pennello ricreano i movimenti del vento e dell’aria, che scivolano sopra le case, serrate dal freddo. Anche il mondo di Goccia è in movimento, proprio a legare le storie in un parallelo iniziale: Goccia è ferma, immobile in una boccetta d’inchiostro accanto alla finestra, ma fuori – ed è proprio da fuori che l’illustratrice sceglie di osservare la piccola protagonista – lo stesso vento impazza e fa le capriole insieme a fogli, foglie e piccoli fratelli di Fiocco. Questo vento sbarazzino si intrufola dai cardini cigolanti della finestra ed entra nella stanza, come a chiamare Goccia: Ehi Goccia, sveglia ti sto aspettando, sembra sussurrare. Ma Goccia sembra sorda, naturalmente non ha nessuna intenzione di uscire all’esterno (e chi potrebbe essere in disaccordo!), lei vuole finire in uno dei meravigliosi disegni sparsi sul tavolo dell’illustratore.

Ma torniamo a Fiocco, perché la storia entra nel vivo. La coppia di pagine successive è bianca: con un balzo inaspettato ci troviamo lì accanto a Fiocco, diventiamo proprio Fiocco: «Dove mi poserò? Forse laggiù. Potrebbe essere l’inizio di un altro viaggio». Sembra di sentire la sua voce cristallina e sembra di guardare con i suoi occhi. La pagina successiva infatti è traforata in decori cristallizzati: è Fiocco che guarda giù, ma cosa vede? Un viaggio? Ma di che parla? Il gioco di vedo e non vedo incita ad aguzzare i sensi, le fustellature chiedono di essere accarezzate. Poi si alza il velo, si gira la pagina (ma in realtà si potrebbe non alzare!) e si scopre cosa vedeva Fiocco: aveva scorto un fiume e una barca, ma il vento lo ha allontanato. «Dove mi poserò? Dove mi poserò?». Il viaggio sensoriale di Fiocco-lettore continua.

E a Goccia cosa sta succedendo? Attraverso pagine nere, entriamo nel cuore e negli occhi di Goccia. Il vento è entrato nella stanza e sta facendo il diavolo a quattro tra tutti i disegni posati sul tavolo e lei è pronta: vuole finire in uno di quei quadri! «Vorrei tanto camminare su uno di quei fiori. Chissà che profumo!». Con effetto negativo, nella pagina successiva, tra il nero, le forme irregolari di gocce traforate ci fanno intravedere particolari di ciò che Goccia sta osservando: che cos’è? Un coloratissimo quadro di fiori.

L’alternanza di pagine bianche o nere e le coloratissime tavole, imprevedibili come imprevedibile è il mondo che si percorre, ritmano la vicenda e incantano. La creazione dell’illusione e la possibile immedesimazione sensoriale con i protagonisti ha poi la capacità di catapultarti in un mondo magico senza neanche dover vagare troppo con la fantasia.

Ad un certo punto la storia dei due sembra segnata: Fiocco sembra destinato ad una vetrina calda di un panettiere, è così vicino che vediamo anche noi chiaramente. Finiremo lì: è la calda fine di un viaggio meraviglioso, abbiamo l’animo placido e calmo, il destino si compie… ma il vento scherzoso improvvisamente ci rialza con una capriola. Goccia invece è in travaglio: quel vento malandrino e prepotente ha rovesciato la boccetta che ci custodiva, lo sentiamo bene e vediamo ancora meglio la finestra: stiamo volando fuori e piangiamo, perché non finiremo mai in un capolavoro, abbiamo freddo e non sappiamo cosa sarà di noi.

«In quel momento la vide», «In quel momento lo vide».

Dopo una vita passata ad immaginare cose grandi per la propria vita, ma dentro i limiti del ragionevole e prevedibile: l’inaspettato. Un incontro che non avresti potuto immaginare, un altro, così diverso da te, a cui il tuo destino si lega e il cuore si riempie, davvero e per la prima volta. E intuisci che tutto è al suo posto: la fretta, la paura, la delusione sono scomparse, le immagini che ti eri fatta, non sono nulla in confronto alla pienezza di gioia che provi ora.

Per un momento, a rallentatore, sembriamo uscire dal cuore di Fiocco e Goccia per vedere dall’esterno l’incontro, anche se sempre da due punti di vista, sempre secondo due storie diverse: è un momento silenzioso, fermo nel tempo, sospeso, ma non inevitabile, gentile.

«Fiocco chiese: “Posso?”». La goccia rispose: “Sì”».

«Il fiocco chiese: “Posso?”». Goccia rispose: “Sì”».

E poi la meraviglia: chi ha programmato, previsto cosa potesse succedere dall’incontro di un fiocco di neve e una goccia d’inchiostro? Nessuno. I due si mescolano, si raccontano (hanno una vita e un mondo da raccontare!), è come una febbre quella che vorrebbe regalare all’altro tutta la vita precedente, darlo all’altro perché poi si possa cominciare l’insieme. C’é tutto: il bianco il nero, l’occhio di Goccia, il punto di vista di Fiocco, i colori, i contorni, la barca, i fiori…ma soprattutto sono insieme, storie finalmente intrecciate.

«Il loro abbraccio durò per sempre. Avevano infinite storie da raccontarsi».

Un libro magico e commovente.

Una storia che ha richiesto l’impegno di due teste (Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti) e un mondo immaginifico reso reale da soluzioni grafiche davvero uniche. Una storia d’amore e di amicizia, radicale come i piccoli colori di Lionni, ma capace di arricchirsi attraverso l’idea del punto di vista, della individualità e unicità della storia di ciascuno. Un libro ideale da leggere ad alta voce e da animare (si possono leggere le storie in parallelo o una dopo l’altra!).

Saverio ama molto questo libro a due voci, gli è piaciuto subito, l’unico reale problema è che lo toccherebbe continuamente e, dal momento che i contorni delle fustellature sono minutissimi e delicatissimi, si rovinano e si piegano in un attimo: il godimento quindi è sempre un po’ mediato da me che blocco con noncuranza le sue manacce!

Un libro fuori tempo massimo, ma da procurarsi in tempo: tanto potete far finta che fiocco sia una nuvoletta di polline, perché no?!

Storia di fiocco e goccia

Pierdomenico BaccalarioAlessandro Gatti

52 pagine

Anno: 2013

Prezzo: 18,00 €
ISBN: 9788880337324

Il castoro editore
Anobii

Comments

  1. Più che una recensione si direbbe una dichiarazione d’ amore!

    • Dici Suster? Alla fine è vero: ripesco sempre i libri che amo di più!

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