Image
Top
Menu
19 dicembre 2016

19 dicembre

Narrare una storia ad un bambino è difficile, lo abbiamo sempre detto, la strada verso una narrazione efficace è spesso irta di insidie in cui è difficile cadere. Rivolgersi ad un bambino piccino piccino lo è ancora di più, perché oltre ad avere un perfetto controllo dell’illustrazione, una conoscenza della percezione delle immagini dei più piccoli, bisogna aver qualcosa da raccontare ad un bambino che forse neanche parla, immaginandosi cosa possa interessarlo, tenendo a bada il fortissimo impulso di “insegnargli qualcosa”. Eric Battut, nel suo ultimo bohemino, Il cappello di Topolina, spiazza tutti lasciando da parte le parole e raccontando una storia di generosità e resilienza tramite le sole immagini che per una volta spiccano su un neutro e bellissimo bianco.

La storia racconta di una topolina e del suo cappello nuovo: lo sfoggia molto orgogliosa nelle prime tavole! Poi probabilmente la piccina decide di fare una passeggiata (il piccolo recinto e il fiore blu detteranno con discrezione lo sviluppo temporale e spaziale della storia), quand’ecco incontra l’amica chiocciola. Da questo momento tutte le tavole racconteranno di un incontro tra due personaggi, facilitando la verbalizzazione che si indirizza naturalmente al dialogo. Gli occhietti dei due personaggi si incrociano e scopriamo che il cappellino nuovo è stato ben calcato sulle antennine della chiocciola che, a sua volta, si imbatte in un fiammante galletto che con aria incuriosita e interrogativa, sembra chiedere notizie dell’avvenente rosso cappellino. Manco a dirlo il berretto passerà sulla sua cresta. La storia avanza incatenandosi in un crescendo (dimensionale) dei personaggi (topo, lumaca, gallo, gatto, lepre, lupo, orso…) e in un progressivo allontanamento dal punto di partenza che si allontana sempre più nell’orizzonte. Il cappello rosso magicamente si adatta come un guanto alle diverse teste e strappa divertiti sorrisi ai bambini più piccini: “O guarda che orecchie la lepre!”, “E sembrano delle ali quelle dell’alce!”. L’apice si raggiunge con l’animale più grande per eccellenza: l’elefante.

La topolina arriva guardandosi in giro, forse proprio interrogandosi intorno al suo cappello: “Dove mai sarà finito?”. Come dopo un giro in giostra, gentilmente l’amico elefante si leva il copricapo, rendendolo alla sua… disperata e piangente proprietaria! Il cappello infatti provato (in tutti i sensi) dalle diverse teste è ormai irriconoscibile.

Ma dopo le calde lacrime, la piccola topolina non si lascia scoraggiare dalla nuova situazione, trasformandola in una nuova, grande, meravigliosa opportunità. Così proprio vicino al suo steccato ecco una casina nuova di zecca.

I colori pastosi sono tipici dello stile dell’illustratore francese e spiccano sul nitore delle pagine. Un’esile linea grigia mantiene il livello terra (che rappresenta la realtà e la storicità della storia), il rosso del cappello attira l’attenzione sul vero protagonista, mentre i personaggi animali desteranno l’interesse dei lettori.

Una storia ideale, per niente banale da proporre ai più piccini: si può essere piccoli e magari anche scoraggiarsi, ma questo può avere anche degli indubbi vantaggi!

Il cappello di Topolina
Eric Battut

32 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 9,80 €
ISBN: 9788895818740

Bohem editore
Compralo da Radice Labirinto: se non sai come fare clicca qui che ti spiego.

Lascia un commento