Image
Top
Menu
10 marzo 2019

Inquietante e rifugio

Il senso di disagio e di inquietudine che le immagini di Emmanuelle Houdart, artista svizzera tra le più conosciute al mondo, destano in me sono profonde, profonde come i meandri della mente e del cuore che sonda quando racconta o sviscera un tema nei suoi libri. Deve essere un’artista davvero coraggiosa e capace di stare nel caos con equilibrio, senza paura nelle contraddizioni e nelle mille vie del mondo e della mente, anzi proprio le contraddizioni, le brutture, la vita, la morte, la violenza, ma anche la passione, il sesso, l’amore si mescolano in mix straordinario che riesce ad armonizzare con naturalezza. I mostri, i teschi, il sangue, le labbra livide, le testoline mozzate si mescolano, senza soluzione di continuità, con fiori sgargianti, risate contagiose, torte farcite di panna, cavalli alati, cerbiatti curiosi, colombe, rose dai mille petali, bon bon color confetto. Si direbbe un viaggio illustrativo onirico, ma è ben più che onirico, è quasi un viaggio psichico attraverso le metafore, i simboli e le sovrapposizioni che la mente crea, nella libertà dell’inconscio, con le forme e le figure della quotidianità. 

Il contrasto con i testi, spesso molto semplici crea un’armonia unica che attribuisce alle parole un senso, vastissimo, grazie proprio alla multiformità delle immagini.

Rifugi è un esempio perfetto di quest’anima poliedrica. 

«Un rifugio è un posto che ti fa sentire al sicuro».

Gli esseri umani infatti vengono alla coscienza contenuti in un grembo, sembra suggerirci la madre dal capo platinato amorevolmente abbracciata al suo pancione.

«Tutte le pene sono consolate» tra le braccia di una madre, ma anche in una tazza di cioccolata, sembra suggerirci il diavolo enorme e piangente lì accanto (o fa parte del corpo della madre?). 

«Gli errori perdonati» con un bacio tra fratelli, sotto due gigantesche mani accoglienti che reggono due lanterne cinesi…

Lo svisceramento della parola continua ed ogni asserzione si riconosce come vera grazie alle illustrazioni che contengono tantissimi accenti diversi dello stesso concetto. Si vorrebbe trovare un filo conduttore che unisse tutti i diversi aspetti del rifugio, ma non c’è, o meglio c’è e non c’è. 

Il tratto finissimo, i colori mixati ecletticamente, la quantità immensa di dettagli e figure che riecheggeranno nel lettore in parte sensazioni diverse e in parte sensazioni sconosciute non lasceranno comunque tranquillo nessuno.

La maestria illustrativa, la capacità di cogliere dettagli finissimi e mutamenti infinitesimali nelle espressioni, così come la capacità di accostare il piccolo reso immenso e l’immenso reso piccolo rendono testimonianza del talento di questa artista.

Conforta il cuore leggere Rifugi e contemporaneamente lascia un malessere diffuso: ci si sente compresi – io credo – e il fastidio che rimane una volta chiuso il libro è solo un segno distintivo dell’incisività che questa artista riesce a imprimere nelle sue tavole.

Un’artista che si rivolge agli adulti tutta da scoprire, uno stile senza dubbio originale e una voce profondissima che vale la pena ascoltare. 

Rifugi
Emmanuelle Houdart – Francesca del Moro (traduttrice)

32 pagine
Anno: 2015

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788857607467

Logos editore 

Lascia un commento