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13 dicembre 2018

Strenne 2018. Giorno 13

 

Levi Pinfold ci ha abituato ad una certa inquietudine, David Almond conquista i suoi lettori grazie ad una sottile capacità di insinuare il mistero in tutte le sue narrazioni: è quindi con una certa trepidazione che si sfoglia lentamente La diga. L’impressione ariosa e avvolgente della copertina comunica una serenità che altrimenti avremmo pensato bucolica, invece sappiamo già che non può essere semplicemente così. In effetti l’abbrivio della vicenda non pacifica: un uomo sveglia nella notte una bambina «”Porta il violino” le disse. Stava facendo giorno. Si incamminarono lungo la valle». L’immaginazione corre, ipotizzando qualche imminente (catastrofico) evento che il testo, ancora una volta, sembra non smentire.

«“Questo sparirà” le disse. “E anche questo” “Questo verrà spazzato via” “E questo non lo si vedrà mai più” “E questo annegherà” “E questi non potranno mai più vivere qui”».

La pace di una campagna che possiamo ipotizzare inglese – come l’autore – con le sue pecore, i topi, i cervi, i galli cedroni, i fiori bagnati nella bruma del mattino, viene incorniciata, fissata in schegge istantanee… cosa sta per succedere? Ecco che nell’immensità di uno spazio in cui le figure si perdono, uno sfregio quasi alieno percorre il terreno. «La diga era quasi finita».

L’uomo e la ragazza si avviano nel fondo della valle (andatevene, pensiamo, scappate… succederà qualcosa di brutto!).

«Qui si ballava. Qui si faceva festa».

L’uomo e la ragazza si avviano nel fondo della valle, entrano nelle case con le porte sbarrate, nelle cascine vuote e fredde.

«“Adesso suona. Suona per tutti quelli che se ne sono andati e per tutti quelli che ancora devono venire. Suona Kathryn, suona”. “Canta, papà, canta. Balla, papà, balla”».

È un’energia quasi mistica quella che la musica genera, tra la polvere e la nebbia, nel silenzio calmo e inconsapevole dei campi, nella bellezza serena del sole e delle pietre.

Suonarono, ballarono, cantarono. Tutto il giorno.

Poi l’acqua iniziò a salire.

Vi aspettate forse la malinconia della morte o il lamento della sconfitta?

«Il lago è splendido. […] La musica sale. Continua. La sentiamo negli uccelli e sulle onde e tra le foglie e nell’erba».

La musica e il suo potere sensuale (inteso come legato ai sensi) si impone in questa narrazione, la musica con la sua impronta tattile tocca, quasi come un ferro ardente, gli oggetti, lo spazio, gli individui… tocca e dà vita, perché l’espressione emozionale, che il musicista veicola nella musica, investe come un’onda d’urto ogni cosa, ritornando come un’eco. La ragazzina suona, il papà balla, la ragazzina suona e il papà canta, lo fanno per quelle case, per quegli uccelli, lo fanno per loro stessi…

«Gli uccelli sentirono. Le bestie sentirono. La terra sentì. Gli alberi sentirono. Gli spettri sentirono».

L’uomo armonizza se stesso con il mondo e il creato e nello stesso tempo si appropria di momenti che la musica imprime nella memoria.

La memoria. La musica diventa lo scrigno custode di una memoria, di luoghi che non ci sono più, di case che sono ormai abbandonate, di fiori che saranno spazzati via, la musica innerva le cose del mondo di una linfa d’eternità: quelle travi non ci saranno più, ma ci saranno per me che suono e per te che ascolti.

Non una rivendicazione sociale, una protesta e men che meno un lamento, ma piuttosto l’atto consapevole di chi si appropria degli istanti e delle cose, per non perdere niente.

David Almond sfoggia una parola sintetica e poetica. Una frammentazione sintattica che ricorda il ritmo nascosto dei versi liberi.

Manco a dirlo, Levi Pinfold con il suo realismo e la sua immensa capacità di trasmettere sensazioni visive regala tavole d’ampio respiro che mozzano il fiato per vastità e intensità. I cieli, la nebbia, le nuvole l’acqua sembrano risuonare e vibrare delle note sfregate sul violino di Kathryn e dei balli spensierati sotto la luna. Il lago sembra crescere intonandosi alla voce bassa e fremente del padre di Kathryn.

Un albo potente e bellissimo per tutti (ma ideale dai 5 anni in su) che arriva al cuore del senso della musica e al cuore dell’uomo che è fatto per non perdere niente.

Che verità!

P.S. il fatto che la storia si ispiri ad una vicenda reale, ad una diga reale e ad una musicista in carne ed ossa, secondo me, non aggiunge niente in più. La vicenda era vera (non verosimile, vera!) anche se non lo avessimo scoperto

La diga
David Almond – Levi Pinfold – Damiano Abeni (traduttore)

32 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788899064884

Orecchio acerbo editore

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