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22 maggio 2018

Streghe, anche quelle vere!

Oggi ci immergiamo nella magia attraverso due libri estremamente diversi per genere e toni, uniti però da una figura sempiterna nella letteratura per l’infanzia: la strega!

Il primo è un libro fantasy, Il tempo dei maghi, firmato da Cressida Cowell, madre della fortunata saga trasformata in una serie di film animati con il titolo Dragon trainer. Non avevo mai letto nulla dell’autrice inglese: la sua scrittura frizzante, i suoi personaggi eccentrici e la precisione meticolosa con cui ha creato e descritto questo suo nuovo mondo fantastico mi ha conquistato. Non mancano alcuni topos tipici dei diversi mondi magici che la letteratura per l’infanzia ha conosciuto nella sua storia (l’eroe senza magia, l’incomprensione figli-genitori, l’eterna lotta tra magici e non magici…), ma la trama, di ambientazione storica, riesce a non essere mai prevedibile grazie a personaggi costruiti abilmente e a svolte narrative originali e inaspettate: «Un tempo esisteva la Magia. Succedeva tanto tanto tempo fa, su isole britanniche così antiche che ancora non sapevano di essere le isole britanniche: eppure la Magia già viveva nei boschi oscuri».

Al centro di un mondo sottilmente descritto (alla fine del libro ci si aspetta con sicurezza certa un secondo volume, perché lo sforzo descrittivo non riesce ad esaurire il suo senso nel primo volume!) c’è Xar figlio dell’Incantatore, re della tribù dei Maghi, un mago senza magia, ma pieno di sé, testardo, temerario e assolutamente determinato ad ottenere quella magia che sembra non voler manifestarsi in lui. Cavalca una lince gigante ed è seguito costantemente da un seguito di folletti, giovani maghi e creature magiche più o meno imprudenti come lui. Dall’altra parte della barricata Desideria, figlia della regina della tribù dei guerrieri, affascinata dalla magia e così sbadatamente maldestra da non riuscire mai a mostrare il suo valore. I due ragazzi vivranno una grande avventura uniti, inavvertitamente, dalla presenza di una strega, creatura tra le più malvagie e temuta da entrambi i regni. La traiettoria del romanzo è quella prevedibile del Bildungsroman (o romanzo di formazione), infatti i due protagonisti sbocceranno nelle loro personalità, scopriranno lati sconosciuti dei propri caratteri e certamente usciranno da questa prima avventura cambiati, ma l’autrice mantiene entrambi inaspettatamente fedeli alle loro personalità eccentriche. La scrittura è incalzante e i colpi di scena si susseguono rapidamente e coinvolgono il lettore con capacità: rapimenti, contro-rapimenti, fratelli boriosi e cucchiai magici, incantesimi, oggetti magici, tornei di magia, streghe che sfondano i soffitti, segrete umide e passaggi segreti nascosti, pietre magiche che forse non sono altro che bozzoli, occhi magici, ferite stregate… fino ad un lieto fine che lascia però moltissimi fili narrativi irrisolti. La lettura è scorrevole, grazie anche ai dialoghi (a volte) sopra le righe che intervallano frequentemente il testo. L’autrice correda il testo di illustrazioni schizzate in nero che nella loro apparenza sgraziata restituiscono un senso di imperfezione unico nel suo genere, in un panorama magico spesso rigoroso e “perfetto”.

Un mondo fantasy originale e tutto da scoprire, per lettori allenati dagli 8 anni e dai 9 con tranquillità.

Altro tono e altro genere è quello de Le streghe di Benevento. La stagione dei malefici, un progetto molto ambizioso della Penguin Random House che arriva in Italia grazie ad una neonata casa editrice campana, Primavera, (di Benevento, per la precisione!). L’autore, che viene sostanzialmente citato solo come nipote del famoso papà di Madeline, imbastisce invece, in questo primo volume di una serie che si annuncia davvero interessante, una narrazione unica e coinvolgente.

Al centro di questa storia le streghe, le numerose streghe che si crede(va) infestassero proprio Benevento: le Jannare. Il contesto storico ben ricostruito nella sua ambientazione ottocentesca fa della verosimiglianza la leva scatenante la tensione narrativa. La documentazione storica dell’autore è piuttosto accurata nei riferimenti – ho rivisto moltissime delle considerazioni e delle testimonianze storiche ricostruite da Carlo Ginzburg sulle streghe del XVII secolo che studiai, ormai, qualche tempo fa – e sono forse i riferimenti così precisi (le streghe come esseri che escono dal corpo, gli animali come cavalcature della notte, gli alberi secolari come ritrovi dei sabba…) ad aver reso ai miei occhi il testo pauroso, quando invece la storia alla sua base è soprattutto una storia di amicizia, di avventura e scoperta. In una piccola e rurale Benevento ottocentesca le disavventure dei gemelli Emilio e Rosa, del cugino Primo e degli amici Maria Beppina e Sergio si incrociano alla ricerca delle streghe che sembrano aver preso di mira la fattoria e il paese intero. La vita di questi bambini di qualche secolo fa si dipana tra bugie per scansare il lavoro, turni al mercato e lavoro nei campi: una realtà fatta di lavoro, di responsabilità e di una solitudine (ma assai libera) impensabile nel mondo di oggi. I bambini dovranno fare i conti con misteriosi avvenimenti che accadono di notte (tetti scoperchiati, stalle messe a soqquadro, asini sfiancati…) e tutte le credenze superstiziose che permeano la loro cultura e a cui anche loro credono ciecamente: sacchetti si sale, intrugli e incantesimi – pagati profumatamente all’arcigna Zia Pia – … Fino a che in un moto di impensabile coraggio il gruppo di bambini andrà alla ricerca delle Jannare e dei loro sabba, di notte, presso il noce secolare fuori dal paese. Naturalmente non incontreranno nessuno, ma un dialogo inaspettato proprio quando l’unica soluzione sembra quella di soccombere alle streghe regalerà un colpo di scena finale che porterà al lieto fine, ma che aprirà innumerevoli quesiti che ci mettono già in attesa del prossimo volume. La scrittura ironica, i dialoghi coerenti che lasciano in parte anche spazio ad espressioni dialettali creano un tessuto narrativo ricco e godibilissimo. La semplicità dei bambini gioca sul filo della paura senza mai essere inverosimile e la distanza temporale viene eliminata, grazie ad una riconoscibile ed attendibile descrizione dell’infanzia e del suo muoversi.

Come se non bastasse, corredano questa storia unica le immagini splendide di Sophie Blackall che, grazie ad uno scrupoloso lavoro di ricostruzione storica dei costumi e degli ambienti, catapulta i lettori nel mondo ottocentesco con fascino e disinvoltura. 

Un libro raro per grazia e signorilità pur nella “povertà” apparente della materia trattata, una ricchezza inconsueta di contenuti ed immagini che certo colpirà con la sua personalità i lettori tra i 8 e i 10 anni, ma in fondo chiunque vi si accosti.

«Clop clop clop!

Quando senti arrivare le Zucculare, 

fuggi dal teatro e non farti acciuffare.

Sui ponti e accanto ai pozzi passa e non sostare, 

che lì la Manalonga s’acquatta ad aspettare.

Se ben ti comporti e fai il tuo dovere, 

neppure le Janare dovrai più temere.

A spiriti e fantasmi porta amore e rispetto

e dai un bacio a mamma prima

d’infilarti a letto»

Il tempo dei maghi
Cressida Cowell – Paolo Maria Bonora (traduttrice)

256 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 17,50 €
ISBN: 9788817099318

Rizzoli editore
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Le streghe di Benevento
John Bemelmans Marciano – Sophie Blackall – Alessandra Valtieri (traduttrice)

128 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 13,00 €
ISBN: 9788885592056

Primavera editore
Compralo da Radice Labirinto: se non sai come fare clicca qui che ti spiego.