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12 ottobre 2017

Rabbia, rabbia Fiato di sabbia

 

La poesia di Bruno Tognolini colpisce e affascina i bambini per la serietà con cui offre loro le parole per esprimersi. Rime di rabbia un longseller che dal 2010 viene periodicamente ristampato da Salani ne è un lampante esempio.

Invece di offrire soluzioni (adulte), metafore trasformiste o inviti al dialogo, Bruno Tognolini suggerisce ai suoi lettori si farsi prepotentemente attraversare dalla rabbia, di darle voce, di fornirle urla, di assecondarne strepiti e intemperanze: lo fa attraverso 50 filastrocche di immagini poetiche e ritmo incalzante, dando voce a tante rabbie diverse.

«Non mi hai fatto niente

Faccia di serpente

Non mi hai fatto male

Faccia di maiale

Pugni di pulcino

Calci di ragnetto

Schiaffi di ridicolo topino deficiente

Cosa credi che mi hai fatto?

Niente»

La rabbia infatti ha mille volti, perché ha molte origini: c’è la rabbia di frustrazione di chi viene escluso, l’invidia, le contese intorno al “mio”, la gelosia, la ribellione, il tormento interiore, la rabbia giusta e quella che fa balbettare. Ad ognuna il poeta dà voce, ma non in senso descrittivo, in ognuna Tognolini si immedesima e lascia che le rime scorrano impetuose, libere, irriverenti. Le parole sono arrabbiate, il ritmo è incalzante (anche se in alcune rabbie fredde quasi si gelano!) e nella foga cattiva di cui si è preda anche le parole diventano pungenti (anche se mai disfemiche: «Ti credi bello / Sedere a ravanello / Sono educato / E non parlo del pisello»), che come in ogni lessico bambino prevedono il ricorso a cacche, “scemi”, “deficienti”, ma anche a originalissimi pensieri di protesta che lasciano a bocca aperta tanti adulti:

«Tu

Gettato dalle onde su una spiaggia di rifiuti

Il naso fatto a puzza, per occhi due starnuti

La mani seppie morte, le gambe venticelli

Il corpo rivestito dalla cacca degli uccelli

Ti prendano col camion grosso della spazzatura

In alto ti sollevino agganciato alla cintura

…»

In effetti quando si è travolti dalla rabbia il disordine e la sfrenatezza sono all’ordine del giorno e la poesia, paradossalmente, che si nutre di immagini e sguardi inconsueti si trova a suo agio.

«Mare in burrasca, terra in tempesta

Se non mi ami ti spacco la testa»

Tuttavia la ragione per cui questi testi raggiungono il cuore dei lettori che si affezionano immediatamente alle rime e alle parole è l’indubitabile capacità di immedesimarsi nelle sensazioni spaesanti e sgradevoli dei bambini senza che queste vengano edulcorate, rielaborate, fatte digerire a forza.

«…

E sono stanco

Su questo banco

Con questo branco di stupidi e scaltri

Io voglio un mondo dove non ci siano gli altri

Con una scuola

Che è il posto mio

Che abbia le classi di una persona sola».

La forza di quest’opera, però, non sta nel aver raccolto la documentazione della rabbia dei bambini, ma nella capacità del poeta di imbrigliare in rime questo sfrenato moto dell’animo. La musicalità e il ritmo dei testi li rendono immediatamente memorizzabili: i bambini (e gli adulti) si scoprono quindi capaci di esprimere in modo catartico il loro stato d’animo tramite parole che non sono loro, ma sono loro.

Nell’introduzione la psicologa Anna Oliverio Ferraris racconta dell’importanza di vivere la rabbia, accettandola e trovando per essa uno spazio: Bruno Tognolini crea questo spazio nella parola e quasi viene di voglia di arrabbiarsi per poter urlare qualcuna delle rime di rabbia e poi fermarsi, finalmente calmi.

Provate!

Rime di rabbia
Bruno TognoliniGiulia Orecchia

73 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 10, €
ISBN: 9788893811293

Salani editore
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