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22 novembre 2017

Rosmarino

In questo mese che Scaffale Basso dedica alla fiaba, non potevo rimanere indifferente a Rosmarino, una bellissima storia di Brigitte Minne che Carll Cneut, dopo 20 anni, sceglie di illustrare nuovamente (era stato sempre lui l’illustratore della prima edizione del 2000), regalandoci tavole profumate intensamente di fiori.

Il titolo, Rosmarino, si rivela una felicissima scelta – a dispetto del più descrittivo originale La fata strega – perché mette al centro non tanto le due anime che si dibattono nel cuore e nella volontà della piccola protagonista, quanto invece lei sola, una piccola fata dall’abito rosa e dai lunghi codini, che vive con la madre su una nuvola, «in un castello con alte torri d’oro».

Una principessa fata, molto bambina e molto frustrata: «Per il suo compleanno riceve una bacchetta magica. Una bacchetta magica? Le sarebbero piaciuti di più un paio di pattini a rotelle. Ma purtroppo il regolamento delle fate non li permette». Rosmarino non sembra così diversa dal gruppo della fate coetanee, eppure la sua ostinazione e la chiarezza con cui sa cosa desidera lasciano tutti a bocca aperta, soprattutto la fata madre.

«Una fata deve essere bella. E ordinata. Quando mangia la torta non deve fare briciole. E sui suoi vestiti non ci deve essere nemmeno la più piccola macchiolina […] In breve, Rosmarino pensa che le fate siano noiose».

E a quale inevitabile pensiero giungerà mai la piccola protagonista? Rosmarino vuole essere una strega, ovvero una che può rotolarsi nel fango, giocare con i pattini, andare in barca nello stagno… Tutta la congrega delle zie fate e delle compagne insorgono: «Le streghe sono cattive… preparano intrugli disgustosi e trasformano le persone in creature schifose».

«Sono una strega» «Non sei una strega», taglia corto la mamma, stufa della discussione.

Così Rosmarino prende e va, nel bosco delle streghe – che significativamente è sulla Terra – dove finalmente può mangiare noci e raccogliere frutti di bosco, navigare sullo stagno e correre con i pattini a rotelle. Le streghe – illustrativamente fate dal naso lungo e dai vestiti neri – l’accolgono di buon grado, senza rivendicazioni o inneggi alla noiosità della “fatitudine”. Rosmarino impara ad andare sulla scopa e a trasformare le ghiande in rane. E la mamma? Rimarrà ferma nella sua ostinazione? L’età forse dà una coscienza più chiara della necessità del compromesso e indossato il suo soprabito rosso, la mamma fila nella foresta per accertarsi che la sua piccola fata stia bene. Le due hanno modo di parlarsi, raccontando cosa hanno scoperto di se stesse. E la mamma prova ad andare sui pattini e poi anche nella barca sullo stagno e finiscono perfino a prendere il tè con le streghe. E quindi cosa succederà a Rosmarino? Non pensate a finali scontati.

L’universo femminile al 100% (non troverete neanche un personaggio maschile) di Brigitte Minne mostra come all’interno delle femminilità le declinazioni siano differenti e come ciascuno debba e possa trovare la se stessa più vera, oltre le costrizioni sociali, ma comunque dentro un legame affettivo. Le sfumature dell’essere non sono bianche o nere, ma contemplano infinite variazioni di grigio: bisogna trovare la propria, quella che ci fa essere felici. Rosmarina, badate, non indosserà il vestito delle streghe, rimarrà se stessa: rosa confetto su un manico di scopa e con la mamma stretta dietro.

Carll Cneut ha uno stile personalissimo che si ama o si odia (ma è difficile che sia così!). Il tratto finissimo plasma volumi tridimensionali e figure che sembrano ritratti dal vero e il colore steso con pastosità rende le illustrazioni molto pittoriche, contemporaneamente però le figure giocano con il bianco della pagina creando immagini fortemente caratterizzate. I volti sono veri, le orecchie grandi, i nasi a punta e la gamma di espressioni rappresentate non esclude nessuna delle emozioni umane, gli sfondi – quando appaiono – sanno essere magici e traboccanti come il campo di fiori giganteschi tra cui Rosmarino quasi si mimetizza, ma anche estremamente realistici come il bosco delle streghe o i castelli sospesi nel roseo bagliore della luce del cielo. Il lavoro intorno a questa storia verte soprattutto nel conciliare l’elemento magico con la realtà. L’illustratore crea un mondo fantastico, ma lo rende molto quotidiano attraverso scelte che tendono a descrivere Rosmarino non come una fata, ma semplicemente una bambina: lo sguardo perso nella vetrina dei giocattoli, l’ostinato pestare i piedi, l’arrampicarsi sugli alberi…

Sottile e perfetto il gioco del lettering che attraverso dimensioni diverse, sottolinea il tono di lettura, offrendo spunti di lettura interpretata. L’equilibrata distribuzione del testo nelle tavole illustrate e bianche, crea un ritmo lento di una narrazione da gustare, pagina dopo pagina.

Una storia per tutte le amanti di fate e di streghe, un bel libro ispiratore per tutte le bambine (dai 5 anni) e una bella storia sulla libertà di essere se stessi che chiede solo di essere narrata.

P.S. qui l’articolo di presentazione dei Topipittori, con una bella intervista a Carll Cneut.

Rosmarino
Brigitte Minne – Carll Cneut 

48 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 24,00 €
ISBN: 9788898523818

Topipittori editore
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