In questi giorni di primavera mi scopro spesso a guardare il cielo. Il cielo azzurro tra i rami e le foglie, il cielo aranciato dei tramonti tardivi, il cielo muto e piatto delle giornate di pioggia. Se l’autunno e l’inverno chiamano a guardare in basso, le foglie che cadono, la neve, le pozzanghere la primavera e l’estate chiamano ad alzare lo sguardo per una nostalgia del cielo, alla ricerca di un respiro fresco e nuovo. Sintesi di questa boccata d’aria è l’albo Ciao cielo di Dianne White e Beth Krommes portato in Italia da Il castoro e reso godibile dalla traduzione poetica di Bruno Tognolini.

È la storia di una giornata, di vacanza, in una fattoria di legno dipinto di bianco, in riva a un lago: «Nuvole al burro / Vento di velo / Zucchero azzurro / su bianco di cielo». La mattina è limpida forse appena percorsa da lievi nuvole. Grazie alla tecnica dello scrapeboard le tavole sembrano in movimento grazie ai neri che percorrono tutta la tavola. Da una panoramica passiamo al giardino: i bambini giocano, la mamma stende. Ma è un attimo in estate: «Ma il tempo cambia / Nuvole arrivano / Vento si arrabbia / Freddo da brivido». Si anima il cielo, prende vita nel vento, cambiano i colori e quasi si fa buio «Giù tuoni! / Giù lampi! / Giù cose tremende! / Giù pioggia su pioggia / Su pioggia che scende». È uno scorrere impetuoso e vitale quello che scatena il cielo burrascoso e possiamo quasi goderne la vitale esuberanza nella calma della stalla, al riparo nel porcile, sotto le lenzuola nel letto.

«E pioggia / E poi pioggia / E poi pioggia / E poi… Meno… Fine!». Tanto veloce quanto è arrivato il cielo, ancora nero, lascia spazio ai rosa e al blu: «Raggi che brillano / Tiepidi e asciutti». È l’ora del fango, dei giochi spensierati e liberi fino al tramonto, quando il cielo regala un’altra trasformazione. È la volta di un nero piatto illuminato da piccoli fuochi stellari e riflessi dorati tutto intorno. «Oro su nero. Notte d’argento».

Nella sua essenzialità, Bruno Tognolini dona al testo carattere e permette un godimento sensoriale (visivo, tattile, uditivo…) che attraversa la giornata e il suo cielo. Pare quasi una filastrocca da recitarsi mentre scorrono le ore.

Si muovono nelle immagini diverse forze: le linee fini date dalla tecnica del graffio donano movimento alle scene, tuttavia nell’autrice si riconosce una predilezione per tavole ferme, quasi formalmente in posa, pagina dopo pagina quasi senza uno svolgimento narrativo la immagini immobilizzano momenti, spazi e ritratti di nature vive e morte. La linea tondeggiante, addolcisce e crea volumi accoglienti quasi boteriani e ricorda Van Gogh nelle volute del cielo e dell’acqua, mentre lo spazio ha un che di naif e rassicurante.

La stessa tecnica dello scrapeboard fa sì che il nero attraversi in modo vertiginoso ogni particolare, innervandolo e incupendolo, nonostante il colore acquarellato sia chiaro e luminoso. L’azzurro è sempre ombrato e smorza quella nitidezza di certe giornate abbaglianti. Bellissime le tavole notturne che mostrano il vero temperamento di quesa tecnica illustrativa e che riecheggiano un altro testo, a mio parere illustrativamente più riuscito The house in the night, dove, complice la notte, il nero reclama la sua capacità modellante senza dover scendere a compromessi con il colore.

Io e Saverio abbiamo letto il libro, immaginandoci al mare e pensando alla pioggia, ma anche ai bei giorni di sole: i versi di Tognolini, ci hanno accompagnato: «Che scende e che sciacqua / Ma guarda che acqua!».

Regalerei questo libro ai bambini che stanno per lasciarsi alle spalle i giorni di scuola (anche materna!), augurando loro di potersi godere il cielo (guardate il cielo!) e le giornate di sole e quelle di pioggia: ciao cielo!

Ciao Cielo
Dianne White - Beth Krommes - Bruno Tognolini

48 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 13,50 €
ISBN: 9788869660498

Il castoro editore
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