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21 dicembre 2018

Strenne 2018. Giorno 21

Uno dei più celebri romanzi di Astrid Lindgren è Ronja, intrepida eroina di una delle poche prove più spiccatamente fantasy dell’autrice svedese. È Ronja, una ragazzina che nasce su una rocca, una notte sconvolta dal temporale, il punto di vista narrativo di questa storia di briganti, immersi in boschi pullulanti di strigagne, nanigrigi, culotti, ma anche alci, scoiattoli e cavalli selvaggi, ma a ben leggere, il romanzo avrebbe potuto intitolarsi Ronja e Birk, perché il cuore di questa avventura batte in consonanza con le imprese di questi due amici, figli di briganti che dopo un’iniziale ostilità risolta a salti incrociati sulla Voragine Infernale diventano complici più che mai, fratelli anzi.

A partire dal canovaccio delle famiglie che si odiano (Mattis e Borka, i rispettivi padri, sono figli di briganti che si odiano da generazioni!) e che attraversano la storia della letteratura con sonore smentite e grandi amori, Ronja non smentisce il cliché legandosi a Birk con una intensa amicizia, fatta di salvataggi, aiuti e soccorsi, cibi caldi, corse sui cavalli e arrampicate.

Dimenticate le ambientazioni cittadine e le avventure immaginarie a cui i protagonisti delle opere della Lindgren ci hanno abituato, Ronja è un romanzo incalzante e magico, è un mondo completo e coerente, in cui muoversi, svelti, dietro ai due ragazzini. 

I personaggi sono plasmati chiaramente attraverso alcuni tratti fondamentali in parte codificati (il vecchio saggio, la madre giudiziosa e guerriera, il padre iroso e totalmente innamorato della figlia…), ma ricchi di sfaccettature.

Come ho già detto, la grandezza della scrittura della Lindgren sta nella capacità di raccontare gli episodi e gli spazi “superflui” (in questo caso anche magici, pensate ad esempio alla culla dei culotti…) con una vividezza che trasporta il lettore sulla scena narrativa. 

In barba a tutti coloro che vorrebbero essere i primi autori a raccontare di figure femminili interessanti, Ronja semplicemente lo è (dal 1981) e non perché sfoggi chissà quale spirito ribelle, ma perché è una ragazza che non pensa che la sua condizione femminile, sia un limite ad essere chiunque voglia essere: lei è figlia del capo di un manipolo di briganti… e si allena a stare attenta ai pericoli e a non avere paura.

«Sopra di lei frusciavano gli alberi e Ronja li guardò e rise piano per il solo fatto che esistessero».

D’altro canto Birk è un maschio che non ha paura di chiedere aiuto, è generoso nei suoi slanci, affettuoso e coraggiosissimo. Insieme, questi due sono una forza della natura, perché sono due persone tutte d’un pezzo.

Tra mille avventure nei boschi e nelle segrete, tra inverni infiniti di neve, attacchi di strigagne e lotte con eserciti di ninigrigi riusciranno i due ragazzi, insieme, a far superare le ostilità tra le proprie famiglie? Non voglio svelarvi niente!

Il linguaggio si trasforma per essere convincente in bocca ad un manipolo di briganti («l’urlo di Mattis echeggiò in tutto il bosco: “Andate tutti affampippolo, prima che vi ammazzi!”»), eppure non c’è violenza, non c’è parola fuori posto, non c’è compiacenza nella violenza né verbale né agita. La libertà educativa di cui Pippi era il baluardo si ritrova coerente in Ronja: la bimbetta deve stare attenta a non morire e per il resto gode di una libertà, pressoché assoluta.

Una lettura incalzante e interessante, due amici irresistibili e un mondo tutto da scoprire.

Per i lettori indipendenti dai 9 anni, ma in condivisa anche da prima!

P.S. le immagini che accompagnano il libro sono di Katsuya Kondo uno degli artisti più apprezzati dello Studio Ghibli: per Amazon prime, infatti, il romanzo è diventato una serie animata a puntate. Purtroppo la serie non è stata portata sulla piattaforma italiana…

Ronja
Astrid Lindgren – Katsuya Kondo – Laura Cangemi (traduttrice)

232 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 978880470247

Mondadori editore

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