Tutto comincia con un tremendo errore, uno di quegli errori che non vorresti mai compiere, di cui ti vergognerai per tutta la vita.

Un incipit sgradevole che lascia con il magone in gola e a cui non si sa cosa replicare. Lucilla di Annet Schaap fa questo effetto: è un’ondata fredda dei mari del nord che investe in poche pagine i lettori che rimangono intirizziti e incapaci di ignorare la storia che in poche battute li ha avvinti.

La narrazione è vigorosa, eppure la protagonista appare così lieve, la violenza si scatena con ineluttabilità, ma senza cattiveria o sadismo. Siamo impotenti come Lucilla, come i bambini spesso trasportati dalla forza degli eventi e dalle tragiche decisioni degli adulti senza avere apparentemente possibilità di mossa.

Lucilla vive in un faro, insieme a suo padre, uomo piegato e piagato da un dolore che lo ha reso una larva di se stesso. Lucilla combatte con le sue vibranti forze, ma l’infanzia, la gioia e il mare le rubano a volte la responsabilità adulta, scatenando infausti eventi. In mezzo ad una tempesta che è reale e investe capricciosa il faro, esile e sottile lingua di terra, tutto il poco che Lucilla e suo padre avevano va in pezzi. Il faro non si accende, una nave si schianta. È troppo tardi.

Lucilla verrà strappata al suo mare, ai suoi amici pirati, al padre ubriacone e verrà portata in una casa nera, abitata da un mostro, si dice.

«Non devi ringraziarmi», queste le parole odiose della donna che trascina Lucilla lontana da tutto quello che ha.

I bambini in balia degli adulti, i bambini che sfoderano una capacità di resilienza e di coraggio che pochissimi adulti - letterari e non - conoscono. L’avventura che incomincia nella casa nera sembra infestata da presagi terribili, morti e violenza ancora più cruda. Invece come spesso la letteratura ci ha mostrato, le case nere sono custodi di segreti più dolorosi che spaventosi. Un mostro abita nella casa nera, un mostro-bambino che strappa a brani la carne di chi gli si avvicina. Grazie alla scrittura intensa e focalizzata entriamo però nel cuore e nei pensieri di questa creatura, così come abbiamo preso posto nel cuore di Lucilla e immediatamente è chiara una cosa: il segreto doloroso cela una mostruosità, nata da una incomprensione, perché una voce che non ascolta è una voce inascoltata. La struttura corale del romanzo, che alterna le focalizzazioni, racconta proprio questo: il dolore dei bambini incompreso e inascoltato. L’alternarsi di voci e pensieri sa essere coerente e profondo, pur con tutte le contraddizioni, gli slanci, le indecisioni e la spontaneità delle voci interiori.

«Salta a terra, Lucilla, e corri, corri giù! Ma i suoi piedi si rifiutano. È seduta sul davanti della finestra e non osa muoversi. È stupida quanto è stupida. Quanto è stupido. Si è addormentato e qualcuno è entrato. Non sa come o perché, ma qualcuno è seduto sul davanzale interno della finestra. Qualcuno che respira. Attaccalo! Squarcialo! grida il mostro nella sua testa»

L’orrore, che la paura e le incomprensioni scatenano, è mediato da prolessi che mediano e attenuano lo scatenarsi del  panico. L’intreccio si dipana intenso: Edward, il mostro della casa nera, non è altro che una sirena - dice la realtà - un orrore - dice il mondo e suo padre -, un bambino - dice Lucilla. Ed è proprio Lucilla che anche grazie ad un altro bambino (nell’animo), l’autistico Lenny (personaggio COMMOVENTE), scopre con coraggio che il mostro non è altro che un bambino inascoltato, esattamente come lei.

La storia si nutre delle leggende dei pirati, dei grandi classici inglesi come Il giardino segreto, ma anche delle fiabe di Andersen e delle tradizioni delle sirene e delle selkie. Imperioso si fa avanti il tema dell’identità: chi sei tu? Cosa vedono gli altri in te? Ma tu chi sei?

Edward vive una vita impostata per cambiare se stesso, dimenticare chi è; non ci sono madri che ricordano ai propri figli da dove vengono (della madre sirena di Edward non sappiamo che pochi dettagli e della madre pirata di Lucilla altrettanto): Lucilla ed Edward dovranno fare questo viaggio insieme, lottando contro le voci che vogliono strappare l’umanità dai loro cuori.

Il peso delle aspettative degli adulti è a tratti soffocante, ma il legame di amicizia e le risorse che i due bambini mettono in campo (la conoscenza teorica di Edward e la sapienza semplice dell’esperienza di Lucilla), investiranno gli adulti intorno in modo indelebile.

L’ambientazione vittoriana è coerente e il sapore umido e freddo del mare del nord intenso, l’avventura incalzante e la scrittura profumatissima. La storia si legge d’un fiato, le pagine tengono una tensione evidente e si teme e si piange mentre le circostanze precipitano e l’umanità sfolgorante e bellissima dei bambini pare soccombere, ma non sarà così.

Il finale aperto lascia il campo a mille e più storie che si aprono e si immaginano.

Un romanzo pazzesco e bellissimo, tre personaggi indimenticabili.

Dai 10 anni.

Lucilla Annet Schaap - Anna Patrucco Becchi 368 pagine Anno 2020 Prezzo 18,00€ ISBN 9788898519736 Editore La nuova frontiera
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