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14 marzo 2018

Storie tra le dita

L’ultimo libro di Anne Herbauts odora di fango, umidità, erba marcia e sale marino. La storia narrata in Una storia grande come una mano afferra e circonda il lettore con decisione e lo immerge nel caldo saturo e opprimente di una foresta pluviale, ad accompagnarci un bambino con un «nome che cominciava con una Y. Y. Come un ramo». Un bambino-albero e una tigre di pezza sono le guide che con decisione ci accompagnano in questa avventura. Il senso di spaesamento è immediato: «“Una storia grande come la mano, allora sono cinque storie!” esclamò il bambino, mostrando le dita». Ma a chi sta parlando?!? L’ingresso nella storia è in medias res e totalizzante e, in effetti, se si pensa alle opere della Herbauts, questo piglio è una costante.

Il protagonista dal dolce volto abita al limitare della foresta, come sulla battigia, al limitare di un mondo vivo e in movimento che con cambiamenti regolari investe e sommerge tutto intorno: «Nessuno immaginava che, ogni notte, una marea risalisse dalla foresta e poi si ritirasse svaporando con un gusto di spuma».

È la notte il momento magico, il tempo dell’alta marea naturale, lo segnala l’unica tavola muta del libro: il buio ci circonda. Sogniamo.

Tra alberi marci e pozze pullulanti di vita («un paesaggio infinito, di fango, di alghe. Di piccole tragedie, di vite bizzarre, melmose. Radici, humus, vaghe profondità, brune e opache») il cielo si confonde con la terra: non c’è più alto né basso, dentro o fuori. Anche la casa in cui ci si imbatte è contaminata, avviluppata dalla natura, dentro troviamo Nonna Corteccia che incomincia ad intrecciare le sue mani a quelle del piccolo protagonista e lo guida in un altro (ulteriore) mondo, quello del racconto: «Nonna Corteccia prende la mano ferita tra le sue mani antiche… Consola il bambino con gesti da nonna. I gesti del mondo non ancora inventato. I gesti che creano la foresta. Nera e blu. Verde, profonda… “Ti racconterò una storia. Una storia grande come la mano” dice. “Allora sono cinque storie!”».

Il mondo naturale, l’infanzia, la dimensione primordiale, introduce nel mondo del sogno e delle storie e ognuna di queste è un dono perfettamente in sintonia con il mondo in cui nasce: «Una storia per crescere. Una storia piccina picciò. Una storia a dieci dita. Una storia silenziosa. La storia di una mano». 5 storie che parlano di crescita, del valore dei piccoli, dell’importanza di poter fare da soli, del silenzio della risacca e della sapienza delle mani. 5 doni preziosi che Nonna Corteccia appoggia e intreccia alle mani dormienti del piccolo bimbetto dalla pelle ambrata e che avvolgono (anche illustrativamente) il protagonista addormentato!

«Mattino. La marea si ritirerà, tra gli alberi, in un frusciare di foglie. I tronchi saranno neri e immobili. Il vento cadrà. Sarà mattino. La foresta si scrollerà di dosso i canti degli uccelli … Piccolo Ramo si stira. Un ramo nel nome».

Basta.

Voltata l’ultima pagina si è ancora sopraffatti, inebriati, ubriachi, ma se si lascia sedimentare il libro qualche tempo, la bellezza primordiale e semplice dei testi dell’artista belga vi colpiranno: una narrazione che ha cuore l’infanzia e il suo crescere lento, la sua dimensione naturale, terrena e terrosa e contemporaneamente immaginifica.

Lo stile illustrativo ricco e misto (matite, collage, pittura, fotografia) è coinvolgente, sensoriale, magnetico, ma il testo non è da meno: la ricchezza lessicale e la costruzione sintattica sospesa di molti passaggi hanno un accento particolarmente poetico che lascia i lettori immersi e ugualmente sospesi in una dimensione “altra”. La dimensione del sogno? Le dolcissime espressioni del bambino e lo sguardo diretto (al lettore) e penetrante della tigre giocano tra il dentro e il fuori annullando distanze e confini.

I simboli, non per forza trasparenti, abbondano in tutte le tavole: le “t” e le “y” a partire dalla dedica sono quasi un’ossessione fastidiosa! Il senso generale che lascia questa storia è di profonda malinconia ma anche di intensa vitalità.

Un libro di quelli che va lasciato lievitare, una narrazione profonda e poetica che proporrei (e proporrò) ai bambini di età scolare!

Questo post partecipa al Mercoledì al cubo: se non lo conosci leggi qui.

Qui la versione di Apedario.

Qui la versione delle Briciole di Pollicino.

Una storia grande come la mano
Anne Herbauts – Alessandro Marcigliano (traduttore)

38 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 978-8893483346

Gallucci editore
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