CHI C’È DIETRO SCAFFALE BASSO?

Nel 2001 prendo la maturità al liceo classico Giosuè Carducci di Milano.

Incomincio l’università all’Università Statale di Milano, corso di laurea in Lettere moderne, scopro che studiare mi piace, in particolare la lingua italiana nei suoi aspetti più scientifici, e mi appassiono alla Linguistica italiana.

Nel 2004 mi laureo al Triennio con una tesina in Linguistica italiana sulla lingua delle lettere di Francesco De Sanctis ad una sua allieva.

Nel 2007 mi laureo alla Specialistica con una tesi sulla lingua d’amore ed erotica in alcuni manoscritti duecenteschi.

Nel 2008 mi sposo e nel 2009 arriva mio figlio Saverio.

Nel 2010 frequento la Scuola di alta formazione in Filologia moderna e mi immergo in codici, legature, calligrafia…

Nel 2011 vinco un dottorato di ricerca in Storia della lingua e incomincio a studiare la lingua di alcuni testi a stampa del 1700.

Nel 2012 frequento il Master Promoitals per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri, lavorando sul lessico e sulle modalità dell’insegnamento ad apprendenti non italofoni.

Dal 2012 al 2016 vinco un assegno di ricerca per studiare alcuni manoscritti inediti di Lodovico Antonio Muratori.

Nel 2016 incontro per la prima volta mio figlio Hutai, adottato in Cina.

Assumo diversi incarichi di didattica a contratto all’Università Cattolica del Sacro cuore: insegno Storia della lingua e Grammatica italiana, curo i laboratori di scrittura. Nel frattempo collaboro a progetti internazionali di studio della lingua nella diagnosi precoce di alcune malattie.

Nel 2018 nasce come una sorpresa Teresa.

Per il mio lavoro accademico scrivo e mi occupo di lingua italiana e grammatica, (i miei articoli e presto i miei libri circolano nel circuito degli addetti ai lavori), ma anche la mia riflessione scientifica riguarda sempre più da vicino la letteratura per l’infanzia e la sua relazione con l’insegnamento.

Oggi continuo a scrivere di grammatica, ma mi occupo a tempo pieno di letteratura per l’infanzia.

COME NASCE SCAFFALE BASSO?

L’amore per i libri è nato grazie a mia mamma che, poiché quando ero piccola ho fatto fatica ad inserirmi alla scuola elementare, ha escogitato i “mercoledì con la mamma”.

Un mercoledì mattina si saltava la scuola e insieme si andava in centro, a Milano, alla Biblioteca dei ragazzi, dove io potevo comprare tutti i libri che volevo – almeno io ricordo così, ma forse un limite c’era… Dopo di che andavamo insieme al bar a fare la colazione di metà mattina: io mi sentivo proprio grande ad ordinare il latte macchiato seduta sullo sgabello alto e a mangiare la brioche, insieme alla mamma che, naturalmente, mi sembrava bellissima. Poi, con il fagotto dei libri, si passava da Canetta a comprare lana o accessori per il ricamo e si risaltava sul tram per tornare a casa. Nel tragitto tenevo stretto il sacchetto con i libri: era il mio tesoro. Anno dopo anno la tradizione si strutturò: la mamma mi procurava il catalogo dei libri delle varie case editrici e io arrivavo in libreria con la lista precisa dei miei desideri. Quando la mia biblioteca personale ha superato i 100 libri, mi sono sentita la persona più importante del mondo: mi feci persino insegnare da mio papà come poterli registrare sul computer e stampai una lista alfabetica, con una copertina che rappresentava un libro (originale, no?!). Avete in mente il periodo dei banner, delle clip-art e delle stampe con immagini dai pixel grandi 10 cm? Con l’andare degli anni, nonostante io sia cresciuta, ho continuato a comprare libri per bambini e a leggerne le storie.